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Le Goye di Hône e il sentiero dei Ponti e degli Orridi di Pontbosset

Dopo un lungo riposo forzato causato da un piccolo intervento chirurgico eccomi di nuovo operativa.

Ho appena tolto diversi punti di sutura ad un polpaccio, la ferita non si è ancora del tutto cicatrizzata, quindi ho dovuto riprendere con molta tranquillità, seppur la voglia di camminate più impegnative sia tantissima. Ma ci sarà tempo.

Come avrete capito da questa premessa l’itinerario di oggi è davvero alla portata di tutti, e nella sua semplicità mi ha stupito per avermi regalato scorci bellissimi e del tutto inaspettati.

Si tratta di un’escursione poco pubblicizzata. A casa ho ormai una vasta collezione di guide sulla Valle d’Aosta, eppure sono venuta a conoscenza di questo luogo quasi per caso.

Oggi vi porto alla scoperta delle Goye di Hône e dei Ponti e degli Orridi di Pontbosset.

Siamo all’ingresso della Valle d’Aosta, al confine con il Piemonte, nella valle del fiume Ayasse, protagonista della prima parte della giornata.

Ho suddiviso le escursioni in due blocchi, proprio perchè non volevo fare sforzi eccessivi, ma è possibile unire le due attrazioni con un percorso circolare che ora vado a descrivervi.

Il punto di partenza è il borgo storico di Hône, da cui si diramano diversi percorsi panoramici che permettono di raggiungere i piccoli villaggi che si ergono sui versanti laterali della vallata, tra cui il sentiero degli orridi che offre scorgi molto suggestivi.

Le Goye di HôneLe Goye di HôneLe Goye di HôneLascio l’auto nel comodo parcheggio di fronte al Municipio, in Piazza Gossweiler. Da qui si ha una bellissima vista sul Forte di Bard, uno dei castelli più belli della Valle d’Aosta. Il Forte che vediamo oggi è una ricostruzione del castello originale, raso al suolo dalle truppe di Napoleone durante la Campagna d’Italia. All’interno del Forte si trova un museo che ospita numerose esposizioni, alcune permanenti altre temporanee. Per essere sempre aggiornati sulle diverse attività promosse dal Forte potete consultare il sito web.

Le Goye di HôneProprio di fronte al Municipio, appena prima di attraversare il ponte sul fiume Ayasse, trovo il segnavia numero 3 (tratto del Cammino Balteo di cui vi parlerò prossimamente), destinazione finale PontBosset. Il tempo di percorrenza indicato è di 2 ore e 45 minuti, ovviamente solo per l’andata. Il ritorno a Hône può avvenire per la strada statale asfaltata (che vi sconsiglio) oppure imboccando l’antica mulattiera militare. Arrivati a PontBosset dovrete percorrere la strada asfaltata che porta a Courtil per qualche chilometro fin tanto che troverete sulla vostra destra un divieto di accesso. Qui ha inizio la mulattiera che vi condurrà alla frazione di Folliasses, dove troverete nuovamente il segnavia n.3 da seguire fino al punto di partenza. Questo itinerario non l’ho ancora testato e se avessi potuto dedicarmi ad un itinerario più lungo sarebbe stata la variante prescelta.

Quello che vado a descrivervi ora è l’itinerario utilizzato e che consiglio ai meno allenati, a chi ha meno tempo a disposizione o semplicemente a chi vuole fare meno fatica.

Il primo tratto è uguale per entrambi i casi. Attraverso il ponte sul fiume Ayasse e tengo la destra, dirigendomi verso l’area attrezzata per i camper. Seguendo il segnavia 2/2a proseguo su strada asfaltata, supero l’area camper e proseguo tenendo ora la sinistra per la carrozzabile che sale nel bosco.

Dopo un paio di tornanti trovo un bivio, lascio definitivamente la strada asfaltata. Il segnavia 2b mi indica “Le tre Goye di Hône”. Tempo di percorrenza: 30 minuti. Tengo la destra e procedo diritto imboccando il sentierino che si immette nel bosco.

Le Goye di HônePer chi fosse interessato al giro lungo, il sentiero 3 che conduce a PontBosset si trova invece sulla sinistra, sempre in questo punto.

Le Goye di HôneSi tratta di un sentiero che si butta nel fitto del bosco e che sale con una pendenza sempre maggiore.  Se siete diretti a piedi a PontBosset potete salire diretti o fare una deviazione alle Goye. Vi assicuro che meritano la visita, potrete poi percorrere a ritroso il sentiero e imboccare il percorso 3 successivamente. Ovviamente se decidete di includere questa tappa tenete conto che impiegherete almeno un’oretta tra andata e ritorno, quindi l’ideale è partire la mattina di buon’ora.

Torniamo alle Goye di Hône. Procedendo diritto mi trovo ad attraversare dopo pochi minuti un ponticello in ferro da cui si gode di un primo bellissimo scorcio sul fiume Ayasse. Mi colpisce il colore verde smeraldo dell’acqua sottostante.

Le Goye di HôneLe Goye di HôneProseguo sempre diritto seguendo il sentierino che costeggia in fiume, tra diversi sali e scendi. Questo tratto non presenta alcuna difficoltà tecnica ma è bene avere scarponcini adeguati, ci sono radici sporgenti e il rischio di scivolare con delle normali scarpe da ginnastica non è trascurabile.

Le Goye di HôneLe Goye di HôneMan a mano che procedo rimango affascinata dai canyon che il fiume nel corso dei secoli ha scavato tra le pareti di roccia lisce e striate di quarzo. In alcuni punti il fiume compie salti spettacolari. Impetuose cascate hanno dato origine a delle vere e proprie vasche, le goye appunto. L’acqua è limpidissima e inviterebbe ad un bagno.

Le Goye di HôneLe Goye di HôneLe Goye di HôneLe Goye di HôneLe Goye di HôneLe Goye di HôneLe Goye di HônePurtroppo, non è più possibile risalire il fiume fino alla presa. Ad un certo punto trovo la strada sbarrata e un divieto di accesso. Credo il sentiero sia stato messo in sicurezza per pericolo di frana. Tengo quindi la destra seguendo le indicazioni dipinte su di un enorme masso e risalgo tra vigneti ordinati e candide pecore fino a raggiungere un gruppo di case.

Le Goye di HôneLe Goye di HôneTenendo sempre la destra proseguo su strada asfaltata fino allo stop, per congiungermi alla strada provinciale. Sulla mia destra trovo una mulattiera che mi riporta al punto di partenza, regalandomi una magnifica vista sull’abitato di Hône e il Forte di Bard che svetta in lontananza.  Le Goye di Hône

Rientrata ad Hône recupero l’auto e mi dirigo verso PontBosset. Ovviamente non dovete seguire la strada utilizzata la mattina per salire alle Goye ma imboccare la statale SR2 che conduce fino a Champorcher. Dopo circa 7 km trovo l’indicazione per PontBosset sulla mia sinistra. Ci sono una decina di parcheggi all’ingresso del paese e un’altra manciata davanti al municipio. Se non doveste trovare posto, essendo il paese esclusivamente pedonale, dovrete tornare sulla statale e proseguire fino alla prossima stradina, sempre sulla sinistra che porta alla fine del paese. Nei pressi del ristorante Chez Isabel si trovano in genere altri posteggi.

PontBosset è un villaggio di origine medioevale, le case sono aggrappate alla roccia e la sua peculiare collocazione, incastonato tra il fiume Ayasse e i torrenti La Mandra e Brenva, ha reso necessaria la costruzione di diversi ponti che potessero mettere in comunicazione i piccoli nuclei rurali che tra poco avrò modo di attraversare.

Il sentiero dei ponti e degli orridi è circolare e può essere percorso sia in senso orario che antiorario. Dal municipio imbocco la strada pedonale che passa davanti la chiesa, poi semplicemente, seguo la segnaletica blu che trovo; mi sembra di averlo percorso in senso antiorario. La lunghezza totale dell’anello è 2,5 km circa con un dislivello di 220 metri.

Ponti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di Pontbosset

Procedo in leggera discesa fino al bellissimo ponte in legno sul fiume Ayasse. A prima vista il ponte non mi ispira molta sicurezza, preparatevi a ballare mentre lo attraversate ma non temete, non c’è il rischio di fare un bagno indesiderato.

Ponti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di PontbossetMi fermo per qualche scatto lungo le sponde del fiume, mi sembra un angolino perfetto dove tornare questa estate per un bagno rigenerante.

Ponti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di PontbossetRaggiungo il nucleo abitativo di Frontière, un pugno di case dove regna la pace più assoluta.

Ponti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di PontbossetProcedo in leggera salita fino a raggiungere il torrente Brenve. Un piccolo ponticello in legno permette godere di uno scorcio molto suggestivo sul cosiddetto orrido basso.

Ponti e degli Orridi di PontbossetSe foste saliti da Hône lungo il sentiero 3 credo sareste sbucati proprio in questo punto. Così deduco alla vista della segnaletica riportata su un enorme masso.

Ponti e degli Orridi di PontbossetPercorro il ponticello a ritroso per imbocca il sentiero degli orridi alti.

Il sentiero si sviluppa ora in ripida salita fino a raggiungere una biforcazione. È l’unico tratto un pò impegnativo di questa escursione ma la fatica verrà ampiamente ripagata.

Ponti e degli Orridi di PontbossetTengo la sinistra e in una decina di minuti raggiungo il più spettacolare degli orridi, quello di Ratus.

Ponti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di Pontbosset

Faccio ritorno alla biforcazione e proseguo per una bella e ampia strada forestale che torna verso l’abitato di Pontbosset.

Ponti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di PontbossetLa forestale si congiunge alla strada asfaltata che percorro in discesa fino a un suggestivo ponte a “schiena d’asino” che sovrasta il torrente La Manda, ora asciutto. È stato un inverno molto secco e se ne vedono le conseguenze.  Sulla sinistra sale il sentiero che conduce al villaggio Crest e il santuario di Retempio ma per qualche motivo la strada è sbarrata.

Ponti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di PontbossetProcedo seguendo la strada asfaltata fino al ponte a due arcate sul fiume Ayasse per poi risalire lungo l’abitato di Pontbosset e fare ritorno all’auto. Da qui si può godere di una vista d’insieme di questo suggestivo borgo, il cui nome è appunto evocativo della sua peculiarità, la presenza di numerosi e antichi ponti.

Ponti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di PontbossetPonti e degli Orridi di PontbossetIn questo post vi ho svelato due vere chicche. Un giro facile, paesaggisticamente vario e soprattutto poco frequentato. Vi assicuro che le foto non rendono giustizia alla peculiarità del luogo. Non vi resta che andare a scoprirle con i vostri occhi!

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