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Trekking in Valle d’Aosta – Il sentiero delle peonie selvatiche

Sapevate che a monte dell’abitato di Issogne, in Valle d’Aosta, esiste il Sentiero delle peonie selvatiche?

Oggi vi porto lungo un piacevole percorso ad anello alla scoperta di questa particolarità.

Partendo dalla località di Pianfey (897m) si sale fino all’Alpe La Borney (1.593 m) dove si può ammirare questa bellissima fioritura spontanea di fiori fucsia.

Raggiunta Pianfey, parcheggio l’auto in prossimità di un piccolo slargo lungo il ciglio della strada, nei pressi di una piccola cappella votiva e di una fontana e imbocco il segnavia n. 1 seguendo le indicazioni per Cretaz.

Dopo un brevissimo tratto asfaltato, entro nel bosco e procedo su comoda mulattiera fino al primo bivio, dove tengo la sinistra e raggiungo un’area dove sono state recentemente recise delle piante. Qui ho un attimo di esitazione, si intravede un sentierino che sale verso destra ma è da ignorare. Proseguo diritto di fronte a me, fino ad imboccare un sentiero in parte acciottolato che risale il dorso della montagna.  Ben presto intercetto una famigliare freccia gialla ad indicarmi che sono sul percorso corretto. Mi addentro nel fitto del bosco, il sentiero è abbastanza stretto ma facilmente percorribile, prestando sempre attenzione a pietre e radici particolarmente sporgenti.

Grazie una ripida scalinata con gradini in pietra e travi in legno si guadagna velocemente quota, al termine della quale si apre un magnifico scorcio sulla Bassa Valle. Ben visibile il Monte Zerbion, Verrés con il suo castello e la strada che con ampi tornanti risale la bassa Val d’Ayas.

In circa 30 minuti raggiungo gli alpeggi La Cresta (1.005 m), in questa stagione un tripudio di fiori selvatici.

Qui tengo la destra e proseguo in direzione Alpe La Borney.

Rientro nel bosco, caratterizzato dalla presenza di imponenti faggi e bellissimi castagni.

In località Lancellinaz effettuo una breve deviazione per la “casermetta”, di grande interesse storico, in quanto durante la resistenza venne usata come base dai partigiani.

Ritorno sul sentiero principale e raggiungo un ruscello che nonostante le dimensioni contenute crea una bella frescura. Lo attraverso facilmente grazie a grosse pietre piatte posizionate strategicamente. Continuo a salire attraversando un tratto di bosco molto fresco e caratterizzato da una vegetazione particolarmente rigogliosa, grazie alla umidità creata dal ruscello e da una vivace cascatella.

Il sentiero attraversa ora un bel bosco di faggi; al termine un tratto parecchio ripido supero un fabbricato in legno e continuando nel bosco raggiungo le case diroccate di Maison Sala (1.385 m). Questo gruppo di case rimane decentrato rispetto al sentiero, tuttavia mi concedo una brevissima deviazione anche per riprendere fiato. L’intero percorso infatti sale ripido da quando sono partita.  Il dislivello è impegnativo perché tutto concentrato nel raggio di pochi km. Meno male che avevo i bastoncini, sarebbe stato infattibile salire senza.

Dopo una faticosa salita che non concede tregua raggiungo l’Alpe La Borney, ed ecco che all’improvviso si intravede una baita e le prime meravigliose peonie!

Il periodo della fioritura è molto ristretto e può variare a seconda delle stagioni. Ora è al massimo del suo splendore, quindi affrettatevi!

La peonia selvatica è un fiore spontaneo dal caratteristico colore rosso- fucsia. Fioriscono tra fine maggio e i primi di giugno.

Le peonie sono presenti in pochissime località della Bassa Valle d’Aosta e l’Alpe La Borney è indubbiamente uno dei più suggestivi. Se sarete fortunati potrete ammirare la rarissima peonia bianca. Confesso che non ho avuto questo privilegio ma voi potreste incappare in questa rarità.

Per il ritorno opto per un piacevole percorso ad anello, dalla pendenza meno marcata rispetto al sentiero dell’andata ma in costante discesa.

Supero l’Alpe Chavanaz (1.260 m) e Grand Perloz (1.266 m).

Successivamente raggiungo Petit Perloz (1.186 m), una manciata di case in pietra ben tenute e affacciate su uno splendido balcone naturale sulla bassa Valle.

Subito dopo la minuscola frazione di Petit Perloz raggiungo un angolino di bosco incantato caratterizzato da una fresca e scrosciante cascata e un grazioso ponticello in legno. È un tripudio di muschio e felci. Sembra di essere in una foresta pluviale. Rimarrei qui per ore in contemplazione della fragorosa cascata ma è tempo di rientrare.

In breve, raggiungo nuovamente l’Alpe Cresta e chiudo l’anello. Da qui, compio a ritroso lo stesso tratto dell’andata e faccio ritorno all’auto.

Nella società moderna e consumistica in cui viviamo, siamo ormai abituati e quasi assuefatti, dall’avere tutto subito e sempre. Fragole e mirtilli a dicembre con cui farcire il pandoro e kiwi, arance e pere in piena estate. La natura però segue i suoi cicli, indipendentemente dai dettami e capricci dell’uomo e tutto quello che è spontaneo e selvatico per farlo rimanere tale, non si può forzare. Vivere in montagna mi ha educato anche a questo. A rispettare i tempi della natura, accettandoli e accogliendoli e abbracciandoli. In parte anche per questi motivi la fioritura delle peonie selvatiche, ha esercitato su di me un fascino incredibile. L’idea di potere osservare questi fiori meravigliosi, dal colore rosso-fucsia, e poterlo fare adesso, avendo a disposizione solo una finestra temporale di due settimane. Sono quei fenomeni che vanno colti sul nascere. Come ho spiegato, il periodo può variare a seconda della stagione; quest’anno ero qui in Valle in perfetta sincronicità con questa fioritura. Non ci ho pensato due volte. Ho preso un giorno di ferie e ne ho approfittato.

Ovviamente, anche senza la fioritura delle peonie rimane un bel giro da fare tutto l’anno. Potere scegliere di compiere l’anello in senso antiorario come me o in senso orario, esattamente al contrario di quanto appena descritto.

TABELLA RIASSUNTIVA

  • Partenza: Pianfey (897m)
  • Arrivo: Alpe La Borney (1.593 m)
  • Dislivello complessivo in positivo: 696 m
  • Totale Km: 11

 

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