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Trekking in Valpelline, Rifugio Nacamuli al Collon

Questa escursione si sviluppa in un ambiente magico, di alta montagna. La Comba d’Oren dove sorge il Rifugio Nacamuli sembra sospesa nel tempo. Si tratta di un’escursione che non presenta nessuna difficoltà tecnica e non è eccessivamente lunga, rimane comunque un’ascesa consigliata ai più allenati.

Risalgo in auto tutta la Valpelline, fino alla Diga di Place Moulin, dove lascio l’auto nel comodo parcheggio in prossimità della Diga. Sono stata qui di recente, vi lascio il link del precedente post se ve lo foste perso. Ricordo inoltre che il parcheggio è a pagamento da aprile fino alla fine di ottobre al costo di € 2,50 per l’intera giornata. Imbocco il sentiero che costeggia la diga e che conduce al Rifugio Prarayer. Dopo un centinaio di metri trovo sulla sinistra l’imbocco del sentiero n.8 che conduce al Rifugio Nacamuli e Col Collon.

Rifugio Nacamuli al CollonOggi è domenica e la Diga di Place Moulin è stata presa d’assalto. Il Rifugio Prarayer è ancora aperto e molti turisti ne approfittano, considerata anche la semplicità del percorso. Io come sempre sono felice di andare nella direzione opposta. Non ho ancora ben chiaro quanto tempo impiegherò a salire. La cartellonistica ufficiale indica 3 ore e mezza ma una scritta con un pennarello nero corregge e suggerisce 4 ore e mezza. Vedremo, oggi non ho fretta e come dico sempre impiegherò il tempo che ci vuole 😊

Il sentiero n. 8 costeggia la Diga ma più in quota rispetto al sentiero basso, questo mi permette non solo di godermi il tragitto nella calma e nel silenzio del bosco, isolata dal vociare di tutti gli altri escursionisti diretti al Prarayer ma anche di godere di una prospettiva nettamente migliore della Diga di Place Moulin.  Attraversando un bel bosco di larici e betulle che stanno gradatamente assumendo i tipici colori autunnali.

Place MoulinPlace MoulinPlace MoulinCammino da mezz’ora. Mi sono fermata a fare diverse foto perché il paesaggio che mi circonda merita davvero. Ho superato l’alpeggio Greysemma ed ora mi trovo su un pianoro che regala una vista mozzafiato non solo sulla diga ma anche su tutte le cime che la circondano.

Place MoulinPlace MoulinPlace MoulinInterseco una poderale che arriva da Place Moulin. Per il Nacamuli devo proseguire diritto. È sempre tutto perfettamente indicato e il tragitto molto piacevole che regala scorci sulla diga che mi fanno pentire di non avere con me l’attrezzatura fotografica necessaria ma oggi l’obiettivo dell’uscita non era la fotografia e quindi ci si accontenta degli strumenti a mia disposizione. Un iphone e una fotocamera mirrorless dotata di medio tele.

Place MoulinSuperato l’alpeggio Arpeyssaou noto un sentiero che scende verso destra e che si congiunge al sentiero basso che porta al Prarayer. Io proseguo diritto ma volendo potrebbe essere un tracciato alternativo sia per salire che per scendere.

Place MoulinArrivo quasi alla fine della diga. Si apre un paesaggio da cartolina. Altra tappa fotografica, anche se la fotografia non era lo scopo principale di questa escursione ma la giornata è splendida e i colori autunnali mettono ancora di più in risalto l’unicità del luogo.

Place MoulinPlace MoulinPlace MoulinPlace MoulinDopo alcuni sali scendi, raggiungo i ruderi dell’alpeggio Bas Oren; qui si trova un bivio, per il Col Collon si tiene la sinistra. Al ritorno, se non fosse domenica e ci fosse cosi tanta gente che affolla il Prarayer, potrebbe essere un’alternativa interessante scendere fino al rifugio e rientrare all’auto costeggiando la diga per il sentiero basso. Ma oggi non è la giornata più indicata.

Ho quasi raggiunto l’alpeggio Grand Oren, da cui di intravede in lontananza una piccola cascata e un altro alpeggio. Questo è un vallone selvaggio di incredibile fascino.

Rifugio Nacamuli al CollonRifugio Nacamuli al CollonRifugio Nacamuli al CollonRifugio Nacamuli al CollonDopo l’alpeggio Gran Oren il sentiero guadagna gradatamente quota, la vegetazione si fa più rada, si sta entrando nell’ambiente montano da altitudini più elevate. Ci sono cardi, cespugli di ginepro, qualche piantina di mirtillo ma non c’è più vegetazione di alto fusto. Il sentiero si snoda tra grossi massi, numerose frecce gialle e omini di pietra indicano la giusta direzione. Si passa un piccolo ponticello, il fiume al momento è quasi in secca ma immagino in primavera sia molto più copioso.  L’ambiente diventa sempre più selvaggio, quello tipico dell’alta montagna. Davanti a me ci ergono diverse creste innevate che fanno da cornice alla Conca d’Oren: dalla Gran Becca Blanchen (3.680 mt), alle varie Becche d’Oren, quella Ovest (3.490 mt), quella centrale (3.490 mt) e quella Est (3.532 mt)

Rifugio Nacamuli al CollonRifugio Nacamuli al CollonRifugio Nacamuli al CollonArrivata alla fine del vallone d’Oren, il sentiero sale ripido a zig za su una pietraia. È tutto perfettamente indicato, non c’è rischio di sbagliare. Anzi, uno degli itinerari meglio tracciati di tutti quelli fatti fino ora.

L’ambiente è sempre più brullo e severo, quasi lunare. Ovviamente deve piacere questa tipologia di paesaggio. Io lo trovo altamente suggestivo.

Rifugio Nacamuli al CollonRifugio Nacamuli al CollonSi apre una nuova conca, procedo ora per un tratto in piano che da sollievo e riposo alle gambe.

Qui in primavera con lo scioglimento dei nevai dovrebbe generarsi il Lago d’Oren, secondo quanto vedo indicato sulla app maps.me

Raggiungo il tratto attrezzato con scalini metallici e corde fisse che rendono più agevole la salita nel punto più ripido dell’intero percorso.

Rifugio Nacamuli al CollonRifugio Nacamuli al CollonAvevo portato dei ramponcini perché temevo questo tratto potesse essere ghiacciato, visto le basse temperature notturne degli ultimi giorni ma per fortuna non ce ne sarà bisogno.

Al termine del tratto attrezzato sono a quota 2.600 ma devo salire ancora un po’. Il Rifugio si trova a quota 2.800 mt. Lo vedo sulla mia sinistra, ergersi sopra la morena assieme al Rifugio Collon, poco più sotto.

Rifugio Nacamuli al CollonRifugio Nacamuli al CollonRifugio Nacamuli al CollonIl vecchio Rifugio Collon, costruito nel 1928 è ora utilizzato come rifugio di emergenza invernale.

Rifugio Nacamuli al CollonIl Rifugio Alessandro Nacamuli è stato invece inaugurato nel 1994 in memoria dell’alpinista che perse la vita in Pakistan nel luglio del 1986 durante una spedizione diretta alla parete nord del Tirich Mir (7791 mt). La jeep precitò in un burrone durante l’avvicinamento.

Rifugio Nacamuli al CollonRaggiunto la vetta scatto qualche foto, mi godo l’incredibile panorama ma l’aria è fredda e pungente. Decido di non fermarmi troppo a lungo per non raffreddarmi. Ho impiegato 4 ore a salire, una via di mezzo tra quanto indicato dalla cartellonistica e quando suggerito da chi ha voluto correggerne il tiro.

Per la discesa utilizzo lo stesso itinerario della salita. Impiegherò due ore e mezzo. L’intero percorso ha coperto una distanza di 18 km.

Sulla via del ritorno non mancheranno altre soste fotografiche, la luce è cambiata e rende tutto ancora più magico.

Rifugio Nacamuli al CollonIMG_6440Place Moulin

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