ABOUT ME

Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

Stay Connected

Valle di Saint Barthelemy: da Porliod al Rifugio Reboulaz passando per l’Oratorio Cuney

Oggi è una giornata meravigliosa, le temperature la mattina sono già rigide ma il cielo completamente sgombro da nuvole lascia presagire che sarà una giornata soleggiata e nelle ore centrali anche calda. L’autunno sta prendendo il sopravvento e rispetto alla settimana scorsa i colori della vegetazione sono cambiati molto; forse questo è uno dei momenti più belli perché si assiste proprio alla transizione da una stagione all’altra. Ci sono alberi che sono delle vere e proprie tavolozze.

Approfitto di questa bella giornata per un giretto abbastanza lungo. Sono gli ultimi giri della stagione di questo tipo, prima del cambio di orario che mi costringerà ad escursioni molto più brevi.

Sono diretta a Porliod, nella Valle di Saint Barthelemy per compiere un largo e entusiasmante anello. Raggiungerò il Bivacco Luca Reboulaz e scenderò dal versante opposto passando per l’Oratorio di Cuney percorrendo un tratto dell’Alta Via n.1

Il Bivacco Reboulaz è raggiungibile anche dalla frazione di Praz, troverete diverse indicazioni risalendo per la statale che porta a Lignan e all’Osservatorio Astronomico.  Personalmente ho preferito l’ anello che sto per descrivervi, ritenendolo più panoramico.

Uscita al casello autostradale di Nus, proseguo per il centro di Nus, lo attraverso e seguo le indicazioni per Saint Barthélemy. Risalgo l’intera vallata fino a Lignan, dove si trova l’osservatorio Astronomico e proseguo oltre, in direzione di Porliod (1.882 mt). Sono già stata a Porliod, questi i link delle precedenti escursioni. Una invernale ed una primaverile.

Lascio l’auto nel solito parcheggio in prossimità dell’area pic nic di Porliod.

L’idea iniziale era salire prima all’Oratorio Cuney e poi proseguire per il Bivacco ma questo avrebbe significato 3 ore di salita senza sosta. Ho quindi invertito il senso di marcia, fiduciosa che raggiungere il Rifugio Magia la mattina mi avrebbe permesso di scaldarmi in maniera più graduale, piuttosto che salire diretta all’oratorio. Inoltre, affrontare al ritorno la lunga poderale che dal Rifugio Magio riporta al parcheggio, quando le gambe iniziano ad essere un po’ affaticate, potrebbe risultare doppiamente stancante. Ovviamente questa è una mia personale percezione.

Inoltre ho pensato che, essendo già un giro lungo di per sé, tenersi la parte con maggiore dislivello per la discesa potrebbe accorciare i tempi di percorrenza. E poi anche per provare a fare un giro inverso a come lo avevo già affrontato. A giochi fatti vi confermo che è stata la decisione migliore.

La prima parte di questa escursione, quella che porta al Rifugio Magia, già so che si rivelerà un po’ noiosa. Si tratta di percorrere una lunga, lunghissima poderale in semi piano che sembra non finire mai, ma confido nei colori dell’autunno, credo che possano rallegrare e contro bilanciare la monotonia del percorso in sé.

Dall’area pic nic di Porliod imbocco il sentiero 14. Secondo la cartellonistica servono 1 ora e 50 minuti per raggiungere il Rifugio Magia.

Ad animare questo primo tratto trovo subito una mandria di mucche e tori, più tori che mucche a dire il vero. Sono sempre vestita di scuro, proprio oggi ho indossato una maglia rosso abbastanza appariscente. Che tempismo! Mi faccio da parte sul ciglio della strada e le lascio passare, sono sicuramente innocue ma alcune mi si sono parate davanti guardandomi con una tale intensità che nel dubbio ho preferito togliermi subito dal loro campo visivo.

Saint BarthelemySeguendo la poderale si superano diversi alpeggi. Questa in inverno diventerà una pista da sci di fondo, che quest’anno spero di avere la possibilità di provare e praticare. In inverno, sotto la coltre bianca, questo vallata diventa magica.

Saint BarthelemySaint BarthelemyArrivo ad un gruppo di baite recentemente restaurate e bellissime, più una pericolante che sarebbe interessante rimettere a posto. C’è un bivio che mi informa manca 1 ora al Magia. Tengo la sinistra e procedo oltre.

Saint BarthelemyArrivo ad un secondo bivio, la poderale si snoda ora in un bosco di abeti e larici. Siamo leggermente saliti di quota, siamo quasi a 2.000 mt. I colori autunnali qua sono indubbiamente più avanti rispetto la bassa valle. Si incominciano a vedere le prime fiammelle gialle che oggi spiccano in netto contrasto con l’azzurro del cielo.

Saint BarthelemyAlle 11,15 raggiungo il Rifugio Magia (2.007 mt), ho tenuto un buon passo, impiegando 1 ora e 30 minuti.

Saint Barthelemy  Il Rifugio è attualmente chiuso ma ho deciso comunque di concedermi una breve sosta per un te caldo e uno spuntino, ci sono delle comode panchine in legno in prossimità del Rifugio stesso.

Butto uno sguardo veloce alla segnaletica, ci sono due sentieri che conducono al Bivacco Reboulaz (2.575 mt), il numero 13 tempo stimato 2 ore, difficoltà E (escursionistica) e il sentiero 15, tempo stimato 3 ore, difficoltà EE (escursionisti esperti). In genere mi piace sfidarmi ma per questo giro opto senza ombra di dubbio per il 13. In previsione dell’anello che ho in mente, capirò in seguito che è stata la scelta giusta.

Alle 11,30 riprendo il mio cammino. Mi aspetta un bello strappetto di 500 metri.

Saint BarthelemySono avvolta da un silenzio fatato, al momento non ho incontrato nessun altro escursionista. Si sente solo il rumore del torrente Saint Barthelemy che scorre alla mia sinistra.

A circa 200 metri dopo il Rifugio Magia si arriva ad un bivio contraddistinto da un ponticello. Il sentiero 15, quello più impegnativo prosegue verso sinistra, io tengo la destra, imboccando il sentiero 13 che costeggia per un breve pezzo un altro ramo del torrente Saint Barthelemy al momento in secca, probabilmente c’è acqua solo ad inizio primavera quando si scioglie la neve. Sono all’altezza dell’alpeggio Praz Terier. Ci sono due cagnoni che hanno registrato da lontano la mia presenza e si sono messi a fare il loro dovere di guardiani, abbaiando con una certa insistenza. Per fortuna sono legati.

Saint BarthelemyVedo il sentiero 15 che si inerpica sul colle che sovrasta l’alpeggio. Io per ora procedo per un tratto semi pianeggiante, attraversando un vallone circondato da montagne molto suggestive, caratterizzati da pennacchi di varie altezze che mi ricordano quelli che da bambina facevo con la “sabbia magica”. Chi la ricorda? Quella sabbia rossa tanto in voga degli anni ’80 che con l’acqua permetteva di creare diverse forme e costruzione e poi una volta fatta asciugare si riprendeva a giocare.

Ogni tanto la traccia di perde ma ci sono numerose frecce gialle che suggeriscono la corretta direzione.

Saint BarthelemySaint BarthelemySono le 12,00. Sono arrivata in fondo al vallone, ora il sentiero guadagna quota in maniera più decisa.

Saint BarthelemySaint BarthelemyDal Lago Luseney, e quindi anche al Bivacco, mi separa un dislivello 430 mt.

Se fino ad ora mi sono riscaldata ora inizia un pezzetto un pochino più impegnativo.

Raggiungo quello che resta del vecchio alpeggio Les Crottes, sul muro vedo indicato sentiero 13 A, che conduce al Colle de la Fenetre e al Bivacco Tsan.

Saint BarthelemySaint BarthelemyOre 13,00 in punto raggiungo il Bivacco Reboulaz (2.575 mt). Davanti a me si apre un nuovo Vallone, circondato da nuove cime. Mi sto per immettere su un tratto dell’Alta via n.1, un trekking d’alta quota che in 17 tappe giornaliere collega l’abitato di Donnas a Courmayer e permette di ammirare i massicci più elevati d’Europa quali il Monte Rosa, il Cervino e il Monte Bianco. Per questo motivo è conosciuto anche come “alta via dei giganti”. Prima o poi spero di poterlo percorrere per intero; Già oggi, calpestare questo breve tratto, è per me un privilegio e un onore.

Saint BarthelemySaint BarthelemySaint BarthelemyIl Bivacco, costruito nel 1993, è dedicato alla memoria di Luca Reboulaz (1961-1987), originario di Lignan, amante della montagna e appassionato di sci di fondo e di sci d’alpinismo. Nel luglio del 1987 rimane vittima di un tragico incidente proprio sulla Becca del Luseney.

Dal Bivacco raggiungo in pochi minuti il Lago Luseney (2.576 mt) che a prima vista, con le sue tonalità grigiastre, è un po’ una delusione se paragonato ai laghetti alpini che sono abituata a vedere. Sicuramente osservandolo dall’alto cambierò di opinione ma per ora mi concedo una breve pausa per consumare il mio pranzo al sacco. Per una volta riesco a pranzare ad un orario consono, ultimamente nelle mie peregrinazioni ho pranzato ad orari più adeguati alla merenda.

Saint BarthelemyNoto il letto di un fiume che dal Lago raggiunge il Rifugio e che sicuramente alimenta la cascata che ho notato salendo, ma al momento è in secca.

Saint BarthelemyCosteggio il lago e proseguo per la famosa Alta Via n.1 per raggiungere l’Oratorio Cuney. Dal Bivacco la segnaletica indica 2 ore ma, nonostante mi sembri di aver tenuto un buon passo, impiegherò più tempo.

Ovviamente potreste rientrare per lo stesso sentiero utilizzato a salire ma se mi seguite da un po’ sapete quanto amo i percorsi ad anello.

Dal lago c’è un piccolo strappetto a salire, ed avendo appena mangiato ammetto mi aver fatto un po’ fatica.

Riprendo fiato scattando qualche foto da una prospettiva che rende grazia e valorizza il lago.

Saint BarthelemyBastava girarci attorno e salire leggermente di quota.

IMG_5946Nel frattempo, si sono fatte le 14.00, metto via la macchina fotografica e riprendo il sentiero.

Mi trovo ora ad affrontare il tratto per me più impegnativo di questo anello, la salita al Colle Terray (2.775 metri).

Un dislivello di 200 metri concentrato in pochi metri e con la digestione in atto. È stato un grave errore di calcolo che sto pagando.

La fatica è stata ampiamente ripagata da un avvistamento memorabile: un ermellino bianco! non mi era mai capitato di vederlo dal vivo, con la coda dell’occhio ho notato qualcosa di bianco che si muoveva veloce sulla pietraia che sto risalendo. Giusto il tempo di metterlo a fuoco per capire l’enorme fortuna che ho avuto. La macchina fotografica è nello zaino, decido di godermi il momento, è talmente veloce che armeggiando con lo zaino avrei solo rischiato di perderlo di vista. Inoltre, non ho con me un tele abbastanza potente da ritrarlo decentemente. Assaporo l’attimo fino a quando sparisce tra pietre, sottrandosi definitivamente al mio sguardo.

Fatica a parte davanti a me si apre un panorama superlativo. Tutta la catena del Monte Rosa con le sue cime più importanti: la Gobba di Rollin (3.899 mt), il Polluce (4.092 mt), il Castore (4.228 mt), il Liskamm (4.527 mt), la Piramide Vincent (4.215 mt)

P1002325P1002324P1002331P1002333Sono le 14,30 precise e credo di essermi lasciata definitivamente alle spalle i tratti più impegnativi, il Rifugio Cuney è infatti ubicato ad una altitudine di 2.652 mt. Basta salite!

Dal Colle Terray identifico un traverso bello lungo. Mi viene il dubbio che la segnaletica che ho trovato davanti al Rifugio che indicava una distanza di 2 ore fosse un tantino troppo ottimistica.

Saint BarthelemyQuesto è un tratto molto suggestivo ma parecchio stretto, lo sconsiglio solo a chi soffre di vertigini.

Sotto di me vedo nuovamente l’Alpeggio Praz Terier, ora capisco quale giro mi avrebbe portato a fare il sentiero n. 15 e capisco perché era classificato come EE. Indubbiamente è una valida alternativa per chi vuole raggiungere il Bivacco Reboulaz per una traccia più sfidante e scendere dal versante che io ho utilizzato a salire.

Saint BarthelemySaint BarthelemyIl sentierino a mezza costa che sto percorrendo è un continuo sali e scendi, per poi scendere in maniera più decisa per un tratto che se non avessi avuto i bastoncini probabilmente avrei fatto a gattoni.  La vista però è impagabile.

Saint BarthelemyIntravedo di fronte a me il Rifugio Oratorio Cuney, alle 16,00 raggiungo la mia meta.

Saint BarthelemyIl tratto che collega il Col Terray al Rifugio Cuney è esposto in diversi punti e molto ripido in altri, è bene percorrerlo a stagione inoltrata (estate o inizio autunno) quando i nevai si sono ormai sciolti.

Mi concedo una breve pausa e si riparte per rientrare a Porliod.

Saint BarthelemySaint BarthelemyAppena sotto il Rifugio Oratorio Cuney il sentiero si biforca. A destra si transita per il Col Passet, un sentiero attrezzato con catene fisse mentre andando dritto (tenendo la sinistra) si percorre il sentiero n. 11

Saint BarthelemyDirei che per oggi ho dato, preferisco rientrare dal sentiero più semplice.

Sotto al rifugio ci sono due laghetti molto fotogenici, non hanno un nome, si creano dallo scioglimento dei nevai e sopravvivono alla stagione estiva, considerata l’altitudine.

Saint BarthelemySaint BarthelemyProcedo a mezzacosta, seguendo sempre il sentiero n.11 fino ad un bivio: 11 a, 11 c, 1 b

Saint BarthelemyDecido di scendere utilizzando l’11 B, sentiero e me nuovo (questa primavera per salire al Rifugio Cuney da Porliod avevo utilizzato tratti dell’11 A e del C)

Raggiungo il Col du Salvè, contraddistinto da una croce. Il sentiero costeggia un laghetto, di cui non sono riuscita a identificare il nome ma che mi offre nuovi spunti fotografici interessanti.

Saint BarthelemySaint BarthelemyIn lontananza intravedo l’alpeggio Tza Fontaney. C’è una bella luce bassa, radente, tipica autunnale che risalta la silhouette di tutte le alte cime che sovrastano Aosta, da Cima Longhede (2.416 mt) al Mont Avic (3.006 mt), dal Mont Glacier (3.185 mt) a Punta Tersiva (3.513 mt), solo per citarne alcuni.

Saint BarthelemySuperato l’alpeggio ci sono due sentieri. La poderale è più evidente, dell’11B subito se ne perdono le tracce ma grazie all’app maps.me riesco a recuperarlo. Ogni tanto intercetto la poderale ma la ignoro e continuo a proseguire per l’11B che si sviluppa ora interamente nel bosco ed è sicuramente più breve, già che permette di tagliare molti tornanti.

Saint BarthelemySaint BarthelemySaint BarthelemyInizio ad intravedere la strada asfaltata. Sono quasi arrivata a Porliod.

Sbucherò in prossimità dell’Osteria del Passet, dove si trova anche il centro di sci di fondo della Valle di Saint Barthelemy. Scendo per la strada asfaltata e dopo due tornanti eccomi al parcheggio dove ho lasciato la mia auto.

Per completezza di informazioni sono le 18,00. L’intero anello ha coperto 23 km che ho percorso in circa 8 ore (7 ore e mezza al netto delle soste). Ve lo avevo anticipato, sarebbe stato un lungo anello, quasi tanto questo post che spero vi possa essere utile e di ispirazione.

 

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Stay Connected

ABOUT ME

Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

INSTAGRAM FEED

Loading...

Categorie

Archivi

Advertise

×