ABOUT ME

Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

Stay Connected

Madeira, a tutto trekking!

Se come me, amate la natura e i trekking, Madeira è il posto che fa per voi.

Madeira è decisamente un paradiso per instancabili camminatori.

Vi ho già parlato in lungo e in largo di questa meravigliosa isola in un post precedente, oggi voglio focalizzarmi appunto sui trekking.

Come già accennato, non avendo trovato nessun compagno di viaggio sufficientemente attivo, mi sono iscritta ad un trekking di gruppo organizzato da TREKKILANDIA, e se ancora non l’aveste fatto vi rinnovo l’invito ad andare a vedere il loro sito e il calendario delle escursioni, c’è da perderci la testa!

Ma ora concentriamoci su Madeira.

Madeira gode di un clima mite, per questo è possibile visitarla tutto l’anno.

Certo se lo scopo del vostro viaggio sono i trekking, il momento migliore è sicuramente la primavera e/o l’autunno, quando le temperature sono più miti.

Madeira è caratterizzata da una vegetazione lussureggiante, pensate che i boschi di Laurisilva, che ricoprono la parte nord dell’isola sono stati dichiarati nel 1999 Patrimonio dell’umanità dall’ UNESCO. Madeira in portoghese significa proprio legno. Quando infatti venne scoperto questo arcipelago, nel XIV-XV secolo, l’isola era interamente ricoperta da boschi e foreste.

Va da sè che una vegetazione cosi lussureggiante ha bisogno di pioggia, sappiate quindi che in questa isola il meteo cambia in maniera molto repentina e in una giornata potreste sperimentare tutte e quattro le stagioni. Durante i vostri trekking dovrete quindi essere adeguatamente equipaggiati.

Ci sono i sentieri che seguono le antiche LEVADAS che vi condurranno in un mondo di cascate e una vegetazione rigogliosa. Sono sicuramente quelli più caratteristici e particolari, anche se i più conosciuti potrebbero risultare un tantino affollati.  Dopo tutto sono sentieri facili e dal dislivello minimo, adatti anche ai meno esperti. Le alternative a Madeira sono talmente tante che potrete avventurarvi anche in percorsi meno frequentati e proprio per questo ancora più suggestivi, come quello che dalla Valle delle Mimose conduce a Porto da Cruz. E non mancano le camminate più impegnative, imperdibile la salita al PICO RUIVO, per godere dai suoi 1.800 metri di un panorama a 360 gradi di tutta l’isola.

La scelta dei sentieri da percorrere, oltre alla propria preparazione e forma fisica, è subordinata al mezzo che avrete scelto per spostarvi. Se avete noleggiato un’auto oltre ad essere indipendenti potrete prendere in considerazione più zone dell’isola rispetto a quelle collegate agli autobus di linea. In alternativa ci sono diverse agenzie che organizzano trekking di gruppo ma i gruppi sono spesso numerosi e rumorosi. A voi la scelta.  Grazie al programma studiato ad hoc da Gabriele, il nostro capogruppo, in una settimana abbiamo potuto visitare quasi tutta l’isola e vedere zone molto diverse tra di loro.

1. PUNTA DI SAN LORENZO

Iniziamo la nostra esplorazione dell’isola proprio nel punto dove attraccarono i primi naviganti che toccarono le coste di Madeira. È un promontorio dove sferzano potenti gli Alisei, che soffiano costanti dall’Europa verso le Americhe. Furono proprio gli Alisei che suggerirono la rotta e spinsero Colombo alla scoperta del nuovo continente. Oggi per noi questo forte vento non è altrettanto favorevole, credo piuttosto in una sorta di selezione naturale. Chi domani non sarà costretto a letto con bronchiti o laringiti potrà proseguire il trekking. In alcuni punti era così potente che facevo fin fatica a scattare le foto.

In questa parte dell’isola è ben evidente la sua origine vulcanica. È la zona più arida e secca, dove non c’è foresta e i colori caldi delle rocce risaltano sul blu del mare creando un contrasto fantastico.

Agli occhi dei primi naviganti Madeira apparve come una terra ricoperta da verdi e fitte foreste. Per questo gli fu dato il nome di Ilha da Madeira, l’isola del legno. Leggenda narra che quando iniziarono a colonizzare l’isola dovettero appiccare dei fuochi per guadagnare terreno da costruire. Sembra che la situazione sia scappata di mano e un fuoco che bruciò per 7 anni rase al suolo l’intera l’isola. La cenere si rivelò essere un ottimo fertilizzante e tutto potè rinascere ancora più rigoglioso, anzi, iniziarono a coltivare la vite da cui oggi si ricava l’ottimo vino di Madeira.

Dal parcheggio dove si lascia l’auto, si prosegue per un comodo sentiero di circa 3,5 km che con numerosi saliscendi vi condurrà fino a la Casa do Sardinha dove si trova un posto attrezzato con tavoloni e palme per una sosta. Da quest’anno è presente anche un piccolo bar.

Da qui si raggiunge con una ripida salita al punto più estremo del promontorio. Le alte scogliere a picco sull’oceano e la forza delle onde offrono un panorama davvero suggestivo. Sulla via del ritorno facciamo una deviazione e raggiungiamo una piccola insenatura dove ci concediamo qualche minuto di relax in spiaggia mentre i più intrepidi del gruppo hanno messo i piedi a bagno. Abbiamo poi proseguito su di un sentiero che si ricongiunge alla via dell’andata, non si tratta infatti di un trekking circolare ma si ripercorre per lo stesso sentiero.

IMG_4586

2. LEVADA DO CALDEIRAO VERDE

La mia prima levada. L’escursione di snoda per tutta la sua interezza all’interno del Parco Forestale das Queimadas. È una camminata estremamente rilassante, complice il gorgoglio dell’acqua che ci accompagna per tutto il cammino. Non c’è acqua solo all’interno della levada, ma scende anche dalle pareti rocciose attorno a noi, alimentando una ricca e fitta vegetazione. In alcuni punti dovremo attraversare alcuni tunnel di media lunghezza, indispensabile la torcia frontale per capire dove mettere i piedi ma ogni tanto non dimenticate di alzare la testa, il soffitto in alcuni punti si abbassa e siete a rischio bernoccoli. Al termine della levada si raggiunge il Caldeirão Verde, un enorme cascata di 91 metri che sembra scendere direttamente dal cielo, dando origine ad un laghetto dalle acque cristalline. Purtroppo è una levada moolto frequentata e in alcuni punti il sentiero diventa stretto ed impedisce il doppio senso di marcia. Bisogna fermarsi e mettersi d’accordo visto che andata e ritorno avvengono sullo stesso percorso. Dal Caldeirão Verde si può proseguire verso il Caldeirão do Infierno ma al momento della nostra escursione il sentiero era accidentato in alcuni punti, quindi abbiamo rinunciato.

Caldeirão Verde, Madeira

3. DAL PICO ARIEIRO AL PICO RUIVO

Uno dei must dell’isola a patto che ci sia bel tempo. Come dicevo il meteo è molto variabile a Madeira, per organizzare questa escursione optate per la giornata in cui il meteo vi sembra più stabile. Oltre ad essere un trekking che rispetto agli altri richiede un pò più di allenamento, sarebbe davvero un peccato non poter godere del panorama a 360 gradi su tutta l’isola. Sarete a 1800 metri con un dislivello di circa 900 metri. Noi abbiamo avuto la fortuna di trovare una giornata estremamente limpida, anzi continuavamo a ripeterci che non avremmo potuto desiderate un meteo migliore. Il nostro sguardo è potuto spaziare fino Ponta de São Lourenço, meta del nostro primo trekking.

Raggiungiamo in auto il Pico do Arieiro, il sentiero ha inizio dietro il bar/negozio di souvenir del parcheggio e passa accanto alla stazione radar dell’aeronautica costruita nel 2011 su questa vetta. Oggi c’è davvero tanta gente, complice la bella giornata e soprattutto la settimana di pasqua che quest’anno ha coinciso con diverse festività sia in Italia che nel resto dell’Europa.  Alla partenza sembriamo tante formiche in fila. Proseguendo sul crinale arriviamo ad una sorta di balcone panoramico, Ninho da Manta, esposto ma ben recintato, da cui si intuisce molto bene dove ci porteranno i nostri prossimi passi. Anche i tratti di sentiero esposti sono protetti da passamano in acciaio e il fondo del sentiero è quasi sempre lastricato. Mi ha davvero colpito la perfezione con cui sono tenuti i sentieri su questa isola. Dopo un tratto in forte discesa raggiungiamo l’ingresso del tunnel do Pico do Gato. È corto e non serve la torcia ma a breve seguiranno altri tunnel di lunghezza variabile in cui la torcia è quasi d’obbligo. Il sentiero in questo tratto, percorre il fianco opposto del Pico da Torres, è estremamente panoramico ed esposto, ma è percorribile sempre in massima sicurezza. Qualcosa non mi torna, dobbiamo raggiungere la vetta più alta dell’isola ma fino ad ora abbiamo perso quota! non faccio tempo a formulare questo pensiero che la prospettiva cambia. Al termine dei tunnel ecco che ha inizio la risalita per una serie di rampe gradinate. Questo tratto va affrontato con calma perché da ora in poi sarà un continuo salire. Il passaggio su questa rampe è molto stretto e bisogna assecondare il traffico. Non mancano ovviamente gli escursionisti maleducati che devono passare a tutti i costi e senza guardare in faccia nessuno. Lasciateli fare, alla prima storta rivedranno il loro atteggiamento. Chi era con me sa a cosa faccio riferimento. Al termine delle rampe la pendenza si fa più moderata. Il sentiero prosegue su di un versante della montagna devastato nel 2010 da un terribile incendio. A testimonianza dell’accaduto rimangono vari tronchi scheletriti protesi verso il cielo blu. Raggiungiamo il bivio con il sentiero che arriva da Achado do Teixeira. Teniamo la sinistra fino alla Casa do Abrigo, l’unico rifugio presente su tutta l’isola, al momento ancora chiuso. Un ultimo strappo conduce fino sulla sommità del Pico Ruivo. Dalla cime è possibile ammirare un panorama a 360 gradi mozzafiato, tra mari, monti e nuvole. Meglio avere una giacca pesante se avete intenzione di fare qui una pausa e concedervi uno spuntino perché tira sempre un forte vento e anche in una giornata di sole come oggi può essere fastidioso. Al ritorno prenderemo il comodo sentiero che conduce a Achado de Texeira, dove il nostro autista ci verrà a recuperare con il pulmino. In alternativa il sentiero era da ripercorrere tutto a ritroso. Se la mattina partite Achado de Texeira la cima è raggiungibile per un itinerario molto più breve, ovvero tramite il sentiero che percorriamo ora al ritorno, ma vorrebbe dire perdersi il più bello.

Pico Ruivo

4. LEVADA DO 25 FONTES

Decisamente una delle levada più popolari (e frequentate) dell’isola. L’inizio del percorso si snoda in una foresta che sembra incantata. I tronchi e rami degli alberi ricoperti di muschio sembrano ben celare le abitazioni di gnomi e fate, e non mi sorprenderei se li vedessi sbucare da un momento all’altro. Come suggerisce il nome stesso lunga la levada incontrerete numerose fontane e piccole cascate, fino a raggiungere quella più spettacolare, alla fine del percorso. Peccato che una volta giunti al cospetto di questa bellissima cascata si fosse messo a piovere con insistenza e stesse arrivando una comitiva di turisti che si sarebbero sommati a quelli già presenti al nostro arrivo. Questo angolino, seppur magico, stava diventando sovraffollato. Abbiamo preferito tagliare la corda in fretta e dirigerci verso Risco, dove è possibile ammirare in tutta tranquillità un’altra meravigliosa cascata.

IMG_4732

5. DA ACHADA DO CRUZ A PORTO MUNIZ

Un trekking che il maltempo ed una pioggia incessante stava per rovinare ma non ci siamo persi d’animo e l’abbiamo affrontata ugualmente, avvolti nei nostri k-way. Sarebbe stato davvero un peccato perderla, perché si snoda all’interno di una foresta di eucalipti, la cui essenza avvolge l’aria. È una levada poco frequentata, se ben ricordo abbiamo incontrato solo qualche persona, ma ugualmente emozionante. La vegetazione qui era di un verde accecante e talmente rigogliosa che sembrava di essere nella giungla. Al termine della escursione abbiamo fatto visita a Porto Muniz e alle sue piscine laviche. Finalmente era tornato a splendere il sole e se ci fosse stato un pelino più caldo si poteva azzardare anche un bagno.

Trekking Madeira

6. VALLE DELLE MIMOSE E LA VEREDA DO LARANO

Una valle meno pubblicizzata e proprio per questo meno battuta. Abbiamo incontrato solo un gruppo di escursionisti e non le “colonie” dei giorni scorsi. Forse anche per questo motivo è stata l’escursione per me più emozionante, mi sembrava di avere tutta l’isola solo per noi. Si è rivelata anche essere l’escursione più varia e panoramica di tutta la settimana. La prima parte si è sviluppata lungo una facile levada che attraversa la Valle delle mimose. Sarete circondati da alberi giganti di mimose in fiore (cosi erano a fine Aprile). È una specie diversa rispetto alle mimose che crescono da noi, i fiorellini sono di un giallo più pallido ed hanno un profumo decisamente più delicato. Sono rimasta affascinata, ovunque si posasse il mio sguardo c’erano mimose. Raggiungiamo la cima di un colle dal quale, dopo un momento magico di commozione generale alla vista dell’oceano, iniziamo a scendere attraverso un sentiero estremamente panoramico e a strapiombo sul mare. L’arrivo a Porto da Cruz è indimenticabile, con il fragore delle onde che accompagnano i nostri passi verso la spiaggia. Al termine del nostro trekking facciamo visita ad una fabbrica di Rum. L’ingresso è libero e gratuito.  L’odore dolciastro di questo liquore era già percepibile dalla spiaggia.

Trekking, Madeira

Qualche suggerimento pratico

Come avrete capito a Madeira non affronterete trekking di più giorni zaino in spalla, anche volendo non è attrezzata per compiere trekking di questo tipo, sono tutte escursioni giornaliere. Vi basterà quindi uno zaino della capienza di circa 20 litri. Assicuratevi di avere sempre con voi una scorta sufficiente di acqua e qualcosa da mangiare. Alle volte alla partenza potrete trovate un bar ma non è sempre garantito. A Madeira il tempo cambia in fretta e nell’arco di una giornata potreste vedere tutte e quattro le stagioni, non fatevi trovare impreparati. A mio avviso nello zaino non dovrebbero mai mancare

  • Giacca antivento
  • Pile caldo
  • Copricollo
  • Bandana o berretto
  • Guanti leggeri
  • Occhiali da sole
  • Torcia frontale
  • Maglietta di ricambio
  • Protezione solare
  • Copri zaino
  • Kway o poncho a seconda di come siete più comodi

Do per scontato che addosso abbiate scarponcini in gorotex, meglio alti alla caviglia, e adeguati pantaloni da trekking, il top sono quelli che si possono accorciare diventando comodi bermuda.

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Stay Connected

ABOUT ME

Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

Instagram Feed

Categorie

Archivi

Advertise

×