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Trekking ad anello sul Monte Baldo: Chalet Novezza – Rifugio Telegrafo – Cima Valdritta

Dopo mesi di paziente attesa, procrastinando fiduciosa affinché si creassero le condizioni meteo migliori, sono finalmente riuscita a salire sul Monte Baldo, un massiccio montuoso delle Prealpi Gardesane, vero e proprio paradiso per gli amanti dei trekking.

Compagna d’eccezione di questa giornata l’amica e collega Laura, che non finirò mai di ringraziare abbastanza per avermi fatto conoscere un itinerario sorprendente che ci ha condotto sulle cime più alte del Monte Baldo: Cima Punta Telegrafo e Cima di Valdritta.

Oltre ad aver goduto di un panorama mozzafiato sul Lago di Garda, abbiamo potuto apprezzare le specialità della cucina del Rifugio Telegrafo.

Ci sono tutti gli ingredienti per un trekking estremamente appagante.

Partiamo da Novezza (VR), piccola frazione nel comune di Ferrara di Monte Baldo al confine tra le province di Verona e Trento. Lasciamo l’auto nel comodo parcheggio in prossimità dello Chalet Novezza (1.430 m), dove un caffè e una fetta di torta è d’obbligo prima di mettersi in cammino.

Dallo Chalet Novezza percorriamo per circa 200 metri la strada asfaltata, imbocchiamo la prima stradina a sinistra fino a raggiungere Baito Novezza (1.458 m).

Da qui ci immettiamo nel sentiero CAI 652 VAR verso il Rifugio Telegrafo, prima tappa della nostra questa escursione.

Ci attende un bello strappo iniziale sugli ampi prati del versante Marocco, per poi entrare in un bosco dove, dopo pochi minuti, troviamo un bivio con sentiero 652 e 66. Teniamo la sinistra e procediamo verso il Rifugio Telegrafo, il sentiero di destra lo useremo al ritorno per chiudere in nostro anello.

In breve lasciamo la piacevole ombra del bosco per iniziare una lunga salita tra i pini mughi e pinnacoli di rocce calcaree.

Si sale senza sconti guadagnando un bel dislivello in pochi chilometri. La fatica è smorzata dal paesaggio.

Sono ammaliata. Non ricordo di avere mai avuto la possibilità di ammirare in un colpo solo tutte le sfumature di verde che la natura è in grado di creare.

Diverse pause fotografiche rallentano la salita ma “l’effetto wow” è garantito ad ogni passo e il meglio deve ancora arrivare.

Dopo circa 2 ore di continua salita raggiungiamo un bivio in cresta. Teniamo la sinistra sempre in direzione del Rifugio Telegrafo. A questo stesso bivio faremo ritorno dopo pranzo per proseguire su sentiero CAI 651 verso Forcella Valdritta.

Percorriamo il sentiero in cresta fino a raggiungere in quasi 2 ore e 30 minuti dalla partenza il Rifugio Telegrafo Gaetano Barana (2.147 m), uno dei rifugi più conosciuti sul Monte Baldo.

Un accogliente rifugio a picco sul Lago di Garda ma che regala il fascino dei veri rifugi di alta montagna.

Consultiamo il menù del giorno sulla lavagnetta all’ingresso e non abbiamo dubbi: polenta con formaggio e funghi accompagnate da due birre fresche per brindare. Possiamo ufficialmente decretare aperta la stagione dei trekking estivi. Ci accomodiamo ad uno dei tavoli della terrazza panoramica per goderci qualche istante di silenziosa contemplazione in attesa di essere servite.

Dopo pranzo raggiungiamo la vicina Punta Telegrafo e la croce di vetta (2.200 m), discretamente affollata al nostro arrivo, ora solitaria e tranquilla. Le mie esclamazioni di stupore sono sempre più fragorose e prorompenti, il panorama che si gode da quassù è indescrivibile: da un lato il Lago di Garda e dall’altro la Valle dell’Adige e i Monti Lessini.

Torniamo sui nostri passi e ripercorriamo il tratto dell’andata fino a bivio. Procediamo ora diritto verso Forcella Valdritta.

Ci attende ora un lungo sentiero in cresta con suggestivi affacci sul Lago di Garda e inaspettati incontri con la fauna selvatica locale. Il piccolo camoscio è a poche centinaia di metri da noi e non sembra per nulla spaventato. Tratteniamo addirittura il fiato per non fare rumore e prolungare il più possibile questo magico incontro.

Procediamo sul sentiero senza margine di errore, è l’unico tracciato presente, fino ad incontrare un nuovo bivio. Tenendo la destra si scende a Novezza, utilizzeremo questo sentiero per la via del ritorno, al momento continuiamo diritto.

Questo tratto di percorso è estremamente suggestivo, stiamo camminando tra guglie e pinnacoli calcarei che tanto raccontano della geologia del luogo.

Troviamo anche alcune grotte, forse risalenti alla guerra.

La croce di vetta è ormai ben visibile, seguiamo le chiare indicazioni facendo bene attenzione a dove mettiamo i piedi. L’ultimo tratto prima della cima è abbastanza aereo. Per fortuna la ruvidezza della roccia calcarea ha un effetto “grippante” e facilita i nostri passi.

Raggiunta la cima, ci ingegniamo per scattare qualche foto di rito con un cavalletto di pietre improvvisato e lasciamo testimonianza del nostro passaggio sul libro di vetta, protetto e custodito da una scatoletta metallica attaccata alla croce.

Cima Valdritta (2.218 m) è la cima più alta della catena montuosa del Monte Baldo e offre un panorama a 360° seducente. Da Nord a Ovest possiamo osservare tutte le Prealpi Gardesane, che si innalzano formando una splendida cornice sopra il Lago di Garda. In lontananza possiamo scorgere gruppi montuosi notevoli che interessano il Trentino, tra cui l’Adamello, la Presanella e le Dolomiti di Brenta. Verso Est lo sguardo abbraccia i gruppi montuosi della Lessinia, del Pasubio e Carega.

La luce calda e avvolgente di fine giornata è quasi una carezza, ci invita a sederci e concederci tutto il tempo di cui abbiamo bisogno per una lunga pausa contemplativa.

È tempo di rompere l’incanto di questo momento per riprendere la discesa. A malincuore facciamo ritorno al bivio per imboccare il sentiero che conduce allo Chalet Novezza.

Faremo nuovamente diversi incontri ravvicinati con i camosci. A fine giornata gli avvistamenti sono frequenti ma non avrei mai pensato di vederne così tanti. Riusciamo a scorgere anche una paciosa marmotta, forse appena uscita dal lungo letargo invernale.

La via del ritorno è ben segnalata dalla classica segnaletica bianco rossa del CAI.

Lo Chalet e il parcheggio sono ben visibili sotto di noi, anche se non propriamente così vicini come inizialmente ipotizzato. La discesa è molto ripida tra roccette e pini mughi, va affrontata con calma per non sollecitare ulteriormente le articolazioni delle ginocchia.

Raggiunto il bivio citato ad inizio articolo, chiudiamo l’anello. Proseguiamo nel bosco per poi ritrovare il pratone di questa mattina. Una bella luce rosa ci accompagna fino all’auto.

Si conclude la nostra escursione da Punta Telegrafo, con il suo omonimo Rifugio e Cima di Valdritta, due punti panoramici d’eccezione sul Lago di Garda. Un itinerario estremamente affascinante anche per i più esigenti.

L’itinerario non presenta particolari difficoltà tecniche ma salita e discesa sono parecchio ripide e si svolgono su fondo irregolare. È richiesto un minimo di minimo di allenamento e di preparazione. Da evitare nelle giornate più calde perché si è quasi sempre esposti al sole e ovviamente è preferibile in giornate limpide per poter assaporare al meglio il panorama che si gode dalle cime.

TABELLA RIASSUNTIVA

  • Partenza: Chalet Novezza 1.430 m
  • Prima tappa: Rifugio Telegrafo 2.147 m & Cima Telegrafo 2.200 m
  • Seconda tappa e punto più alto: Cima Valdritta 2.218 m
  • Lunghezza totale: 12,5 km
  • Dislivello in positivo: + 1.100 m
  • Tempo medio di percorrenza totale (soste escluse): 6 ore

 

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