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A piedi da San Fruttuoso a Portofino: un’immersione nel cuore del Parco

Se c’è un sentiero che racchiude tutta la magia del Promontorio di Portofino, è quello che da San Fruttuoso risale verso Base 0 e scende poi a Portofino. Un percorso non banale, ma pieno di ricompense: panorami mozzafiato, boschi ombrosi, silenzi rotti solo dal canto degli uccelli e il profumo del mare che ti accompagna anche nei tratti più alti.

Siamo nel cuore del Parco di Portofino, una delle aree protette più affascinanti d’Italia. Nonostante le sue dimensioni relativamente ridotte, racchiude una biodiversità straordinaria e paesaggi che sembrano cambiare a ogni curva del sentiero.

È il cuore della Riviera di Levante: un promontorio che si tuffa nel mare e che conserva, a breve distanza dal glamour di Portofino e Santa Margherita, un’anima selvaggia.

Il Parco Naturale Regionale di Portofino si estende sul promontorio tra Camogli, San Fruttuoso, Santa Margherita Ligure e Portofino. È facilmente raggiungibile in treno, battello o auto, ma la sua essenza si scopre camminando.

Se avete letto il mio ultimo post, ricorderete che ho raggiunto l’Abbazia di San Fruttuoso a piedi da Camogli. Se avete perso l’articolo lo potete recuperare al seguente link.

Partenza: San Fruttuoso

Come era prevedibile, oggi la spiaggia è affollata oltremisura. Saluto la splendida Abbazia di San Fruttuoso, incastonata tra mare e montagna, come un gioiello nascosto.

Seguo il segnavia per Portofino mare, due pallini rossi pieni.

Alle mie spalle il mare turchese, davanti si staglia una ripida salita tra scalinate di pietra e tornanti immersi nella macchia mediterranea. Dopo pochi minuti, il mondo umano sembra lontano: restano solo il respiro e i rumori del bosco. Ora si che mi piace. Apprezzo meno il dislivello, ma dopo tutto dal livello del mare devo tornare in quota.

La salita verso Base 0

Il tratto che porta a Base 0 è forse il più impegnativo: il dislivello si fa sentire, soprattutto nei giorni caldi come oggi, ma il sentiero è ben segnato e ogni fatica è ripagata. Salendo, si attraversano ambienti diversi: prima lecci e corbezzoli, poi pini marittimi e, più in alto, una vegetazione più rada.

A tratti si aprono scorci sul mare che sembrano cartoline: l’azzurro dell’acqua contrasta con il verde scuro della costa e il bianco delle falesie e dei crinali rocciosi.

Arrivata a Base 0, un’area pianeggiante usata un tempo per esercitazioni militari ed ora crocevia di diversi sentieri all’interno del Parco, mi fermo a riprendere fiato. A sinistra si prosegue verso Portofino, a destra si sale verso Pietre Strette e Portofino vetta.

Trovo dei comodi tavoloni e panche in legno, dove lo confesso, mi distendo e cado addormentata in un micro pisolino.

Qui il silenzio è quasi assoluto, rotto solo dal fruscio del vento tra gli alberi. È un luogo sospeso, a metà tra cielo e mare, dove la natura si mostra in tutta la sua forza. E anche la mia stanchezza, dovuta al caldo asfissiante di questo anomalo mese di giugno.

Discesa verso Portofino

Da Base 0 il sentiero inizia a scendere, prima dolcemente, poi con tratti più decisi. Il paesaggio cambia ancora. La lecceta lascia il posto alla macchia mediterranea: ginestre, cisti, corbezzoli, lentischi e mirto. Profumi intensi che raccontano di un Mediterraneo autentico.

Cammino lungo un crinale panoramico da cui si intravede la costa frastagliata e calette segrete con barche a vela in rada che risaltano sul blu cobalto del mare. Vorrei buttarmi in acqua anch’io per un bagno rinfrescante e ristoratore.

Raggiungo la località di Prato. Portofino dista ancora 30 minuti di cammino. Procedo lungo orti e terrazzamenti coltivati. Nonostante stia rientrando in una zona antropizzata, l’ingresso è dolce e graduale.

Arrivare a Portofino a piedi, dopo questo percorso, ha un sapore speciale. Portofino si rivela a poco a poco: prima il profilo delle case color pastello, poi il molo, le barche ormeggiate. Faccio il mio ingresso nel borgo non come turista, ma come viandante: con la fatica nelle gambe e il cuore pieno di bellezza.

Portofino è piccolo, raccolto; nonostante sia celebre in tutto il mondo e frequentato soprattutto da artisti, scrittori e star del cinema, se trascuro le costose boutique delle grandi firme, riesco ancora a scorgere la sua forte identità ligure: i gozzi in legno sulla riva, il dialetto nei bar, la focaccia appena sfornata. Un borgo di pescatori incastonato nella costa ligure, tra il verde del promontorio e l’azzurro del Mar Ligure. Una cartolina. Tuttavia, prima di sedermi ed ordinare qualcosa da bere ho controllato i prezzi ed ho stabilito che mi tengo la sete.

Cosa vedere (oltre al porto)

  • Castello Brown: antica fortezza affacciata sul golfo, oggi museo e punto panoramico straordinario.
  • Chiesa di San Giorgio: con la sua terrazza sul mare e le ossa del santo patrono custodite all’interno.
  • Piazzetta di Portofino: il cuore pulsante del borgo, con i suoi locali e le sue boutique di lusso.

Portofino è un luogo che si vive con lentezza. È il punto d’arrivo perfetto dopo un’escursione nella natura, ma anche il punto di partenza per altre avventure lungo la costa o nei boschi.

È piccolo, sì. Ma capace di lasciare un grande ricordo.

Per il rientro a Chiavari, che come dicevo uso come base per le mie esplorazioni in terra ligure, utilizzo il battello.

Prima di ripartire mi lascio cullare dai dettagli: una barca che dondola nel porticciolo, un’ombra fresca tra i carruggi, una panchina da cui osservo il mare cambiare colore. Portofino non si guarda soltanto: si respira.

Un consiglio? Prenditi il tempo. L’itinerario appena descritto da San Fruttuoso a Portofino non è solo un sentiero, è un viaggio nel cuore selvaggio del Tigullio.

Dati tecnici

  • Punto di partenza: San Fruttuoso (raggiungibile in battello o a piedi)
  • Arrivo: Portofino
  • Durata: 2,5 ore
  • Dislivello positivo: 335 metri
  • Distanza: 4 km
  • Attrezzatura: scarpe da trekking, bastoncini, abbigliamento adeguato, acqua, cappello, crema solare, costume se vuoi fare il bagno.
  • Periodo migliore: primavera e autunno. In estate, parti molto presto.

 

 

2 Comments

    carlo mazzoleni

    18th Set 2025 - 13:55

    ciao sono interessato al trekking Camogli Portofino ,passando dalle Pietre strette.
    hai salvato il tracciato da potermelo inviare????
    Grazie da ora e Ti seguirò + spesso.
    Caldi saluti

      Maria Paola Salvanelli

      19th Set 2025 - 21:24

      Ciao Carlo, mi dispiace ma non ho la traccia del percorso. Essendo una zona che frequento spesso vado a memoria ma non ti preoccupare che è tutto indicato alla perfezione. Fammi sapere se andrai e le tue impressioni.

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