Da Chiavari al Santuario di Montallegro: un cammino tra natura, storia e spiritualità
- Giugno 09, 2025
- by
- Maria Paola Salvanelli
Nel cuore della Riviera Ligure di Levante si snoda un affascinante itinerario escursionistico che unisce il centro di Chiavari al celebre Santuario di Nostra Signora di Montallegro, passando per Maxena e il Passo dell’Anchetta. Questo percorso, poco battuto rispetto ad altri sentieri più famosi della zona, regala al camminatore un’esperienza completa.
Una traversata panoramica e ricca di storia che mi ha fatto apprezzare un concentrato di bellezza dell’entroterra ligure.
Antiche mulattiere, muretti a secco, splendidi panorami e testimonianze storiche mi accompagnano lungo un percorso da affrontare con la calma, prendendomi il giusto tempo per assaporare pienamente quello che il cammino ha da offrire, passo dopo passo.
Avevo già percorso questo itinerario tanto tempo fa ed era tempo di rinfrescarlo. Si tratta, per altro, di una variante della tappa numero 8 del Sentiero Liguria Verde Azzurro, che collega Luni con Ventimiglia, le due estremità della regione.
Ci sono diverse varianti per raggiungere il Santuario di Nostra Signora di Montallegro da Chiavari, io ho scelto quella che parte da San Pier di Canne, attraversa Maxena e raggiunge il Passo dell’Anchetta.
Partenza: dal mare ai monti
L’itinerario ha inizio nel centro storico di Chiavari, città vivace e ricca di cultura, comodamente raggiungibile in treno. Dalla stazione ferroviaria, dopo aver attraversato i suggestivi caruggi, seguo la strada provinciale verso l’entroterra in direzione di San Pier di Canne. Basta seguire le indicazioni per il Palazzetto dello Sport, dove è possibile parcheggiare in caso aveste optato per l’auto come mezzo per raggiungere il punto di partenza.
Da qui potete tenere la sinistra e passare dietro al Palazzetto dello Sport oppure tenere la destra e procedere su strada asfaltata, dopo un centinaio di metri troverete una scalinata sulla destra contrassegnata dal segnavia per Montallegro. La direzione è sempre Maxena. Opto per la prima variante, leggermente più lunga ma mi permette di entrare da subito gradualmente nel verde. Segnavia triangolo rosso vuoto. Dopo aver costeggiato il Rio Campodonico, salgo una ripida scalinata alla mia destra per ritrovarmi nuovamente su strada asfaltata; tempo di percorrere due tornanti e mi immetto nuovamente su mulattiera.
Raggiungo Maxena, piccolo nucleo abitato situato tra oliveti e terrazzamenti. In prossimità della Chiesa di San Martino (155 m) trovo i segnavia e il sentiero per il Passo dell’Anchetta. Se l’inizio di questo itinerario non sembrava promettente, ora tutto cambia.
Il sentiero si butta nella natura, abbandono l’ambiente urbano per immergermi in una natura sempre più rigogliosa, dove la quiete regna sovrana, alternando tratti boschivi a spettacolari punti panoramici sul Golfo del Tigullio. Ed è proprio questa la quinta essenza dei trekking in Liguria che amo tanto, un perfetto equilibrio tra paesaggi montani con vista mare. Il luogo ideale per brevi soste contemplative, magari all’ombra di un leccio.
Passo dell’Anchetta: un valico panoramico
Il tratto che conduce al Passo dell’Anchetta (474 m) è uno dei più suggestivi dell’intero percorso. Il paesaggio cambia drasticamente, dove il bosco misto di castagni, lecci e pini marittimi si alterna a panorami mozzafiato sul Golfo del Tigullio. In primavera e inizio estate, le fioriture spontanee dipingono i bordi del sentiero con colori vivaci: ginestre, orchidee selvatiche, asfodeli. Qui il profumo della macchia mediterranea si fa intenso, e il silenzio, rotto solo dal fruscio delle foglie o dal canto degli uccelli, mi accompagna e tiene compagnia. Il sentiero si fa più ripido ma in compenso offre splendide vedute tanto sulla costa come sull’entroterra.


All’altezza della frazione Case del Monte, in prossimità della Trattoria Il Galletto, trovo un belvedere che offre un meraviglioso panorama sul tutto il Golfo del Tigullio, da Zoagli a Rapallo, fino al Promontorio di Portofino. Purtroppo anche oggi, nonostante siano solo i primi di giugno, la foschia prodotta dall’umidità vela l’orizzonte e smorza i colori, è come se avessero innalzato un sipario di carta velina tra il crinale e la costa.
Da Case del Monte al Passo dell’Anchetta percorro un breve tratto sulla strada asfaltata che da Chiavari sale e porta al Passo.
Il Passo dell’Anchetta è un valico panoramico situato nel cuore del Parco Naturale Regionale di Portofino, a circa 474 metri di altitudine. Collega le alture di Chiavari con quelle di Rapallo e il Promontorio di Portofino, fungendo da importante punto di passaggio tra la costa e l’entroterra ligure.
Dal Passo dell’Anchetta al Monte Carmelo (567 m) devo macinare ancora un po’ di dislivello in positivo. Il caldo si fa sentire e inizia a mancare il fiato ma la spettacolarità del percorso ripaga tutti gli sforzi.
Passo davanti al Cason du Giamin una caratteristica costruzione in pietra locale recentemente restaurato dal CAI di Rapallo. È un esempio di “casona”, tipica costruzione rurale ligure, utilizzata in passato come rifugio per i pastori e come punto di sosta lungo le vie di transito montane. Decisamente uno spazio accogliente per una breve sosta.
Scopro che la leggendaria spada nella roccia di trova in Liguria!
Supero il Passo La Colla (525 m), caratterizzato dalla presenza di un’edicola votiva. Abbandono le ripide pendenze a favore di un dolce saliscendi.
Sto percorrendo un tratto del Sentiero del Rio Tuja, recentemente riqualificato grazie agli sforzi del CAI di Rapallo e dell’associazione Amici dei Sentieri.
Il sentiero attraversa un’area di grande pregio ambientale, inclusa nel Sito di Interesse Comunitario (SIC) nota per le sue valenze faunistiche e vegetazionali. Lungo il percorso, posso ammirare le imponenti leccete secolari, alcune delle quali catalogate tra gli alberi monumentali che caratterizzano la vegetazione mediterranea della zona.

Lungo il percorso, si possono inoltre osservare antichi mulini, fontane storiche e resti di nuclei abitati, preziose testimonianze della vita rurale e commerciale che un tempo animava la valle.
In prossimità di Monte Castello (666 m) raggiungo un bivio. A sinistra si scende verso il Monte Zuccarello (619 m) Rapallo e Zoagli, tenendo la destra mi mantengo in quota e raggiungo il Santuario, ormai vicino.
Destinazione: il Santuario di Montallegro
Nei pressi del Santuario è presente una piccola locanda per un ristoro semplice, l’Albergo del Pellegrino, dove ci si può fermare per bere o mangiare qualcosa godendo di una vista a 5 stelle su tutto il golfo di Rapallo. Purtroppo le velature nel cielo si mantengono fitte e costanti.
Dalla terrazza panoramica della locanda, proseguo all’ombra di lecci secolari fino ad arrivare al Santuario di Nostra Signora di Montallegro, uno dei luoghi di culto mariano più importanti della Liguria. Costruito nel 1558 in seguito a un’apparizione della Madonna al contadino Giovanni Chichizola, il santuario domina Rapallo dall’alto dei suoi 600 metri s.l.m.


L’edificio, in stile barocco ligure, custodisce numerosi ex voto e opere d’arte sacra, oltre a un’atmosfera spirituale profonda che colpisce anche chi non è particolarmente religioso. Da qui, lo sguardo abbraccia l’intero Tigullio, da Portofino a Sestri Levante: uno scenario che invita alla meditazione e alla gratitudine.

Monte Rosa: bonus extra del percorso
Alle spalle del Santuario, si erge il Monte Rosa (692 m).
Qui, lo scienziato Guglielmo Marconi, pioniere delle comunicazioni radio, condusse tra il 1935 e il 1936 alcuni dei suoi esperimenti più significativi. La zona attorno al Monte Rosa divenne un laboratorio a cielo aperto per testare la trasmissione di onde corte e microonde su lunghe distanze.
Gli esperimenti pionieristici di Marconi rappresentano una pietra miliare nella storia delle comunicazioni e testimoniano l’ingegno e la visione di uno degli scienziati più influenti del XX secolo. In suo onore è stato creato un breve sentiero con targa commemorativa e pannelli esplicativi.
La cima del Monte Rosa, sormontata da un ripetitore, è in gran parte boscosa e non offre un panorama ampio, ma il percorso attraverso la lecceta è suggestivo ed è stato arricchito dalle 14 stazioni della Via Crucis.
Ritorno: dai monti al mare
A questo punto si presentano tre opzioni: rientrare a Chiavari percorrendo al contrario il tracciato dell’andata, scendere a Rapallo con la comoda funivia, oppure raggiungere Rapallo a piedi percorrendo una lunga e ampia mulattiera acciottolata. Secondo voi per cosa ho optato?
Mi tengo il jolly funivia per il trekking di cui vi racconterò nel prossimo post.
Il sentiero si sviluppa ora tutto in discesa coprendo 600 metri di dislivello. La mulattiera è in perfetto stato di conservazione, ma in alcuni punti può risultare scivolosa per la presenza di ghiande e foglie secche. Prestate attenzione e aiutatevi con i bastoncini da trekking che in genere sono sempre consigliati, in Liguria quasi obbligatori.
Raggiunta Rapallo mi concedo il tempo per un giro nel centro storico che era da tempo che non visitavo ma se è stagione potreste avere voglia di regalarvi un bel bagno rinfrescante.
Per rientrare a Chiavari, prendo il treno. Le corse sono frequenti e la tratta breve. È davvero super comodo.
Il cammino da Chiavari al Santuario di Montallegro è ideale per chi cerca un itinerario fuori dai circuiti più battuti, ma ricco di suggestioni e bellezza autentica. Ogni passo è un invito a rallentare, osservare e ascoltare: il paesaggio, la storia, sé stessi.
TABELLA RIASSUNTIVA
- Partenza: Chiavari
- Punto più alto: Santuario di Montallegro (600 m) e Monte Rosa (693 m)
- Arrivo: Rapallo
- Lunghezza totale: 16 km
- Dislivello in positivo: + 700 m
- Tempo medio di percorrenza totale (soste escluse): 4 ore e 30 minuti












