Trekking in Liguria – A piedi da Chiavari a Rapallo
- Aprile 07, 2025
- by
- Maria Paola Salvanelli
Nuovo sopralluogo in terra ligure. L’idea iniziale era raggiungere a piedi Zoagli da Chiavari, ma poi come sempre l’entusiasmo ha preso il sopravvento e mi sono spinta fino a Rapallo.
Per raggiungere l’imbocco dell’itinerario che vi vado a raccontare, percorro tutto il lungo mare di Chiavari fino alla Piazzetta dei Pescatori. Tramite sottopassaggio attraverso la ferrovia, raggiungo Corso Buenos Aires e ne percorro l’ultimo tratto fino a raggiungere un cartello che indica Sentiero Panoramico delle Grazie. Prima tappa è proprio il Santuario della Madonna delle Grazie.
Dopo una cinquantina di metri su strada asfaltata in corrispondenza di una ampia curva trovo il segnavia di mio interesse, due palline bianco e rosso ed una T rossa rovesciata. Lascio l’asfalto e mi immetto in bel bosco di lecci. Trovo subito un’area pic nic con vista mare e una scalinata che mi fa guadagnare quota nel bosco in maniera decisa. Nei primi minuti copro un dislivello di 70 metri tramite sentiero a gradoni. Questa prima parte di itinerario mi da l’idea di essere poco frequentato, per quanto sia tutto bene indicato.



Poco prima del Santuario trovo un bunker della seconda guerra mondiale, purtroppo tutto scarabocchiato, non si possono certo definire murales, genere per cui nutro grande rispetto e ammirazione ma sempre nel rispetto del luogo dove vengono realizzati.
La lecceta che sto attraversando è un SIC, un Sito di Interesse Comunitario. Oltre ai lecci ci sono ornielli , roverelle e altri arbusti tipici della macchia mediterranea come lentisco, erica arborea, cisto, salvia e ginestra. Dopo circa 1, 5 km dalla partenza sto per congiungermi alla Via Aurelia, decisamente una delle più trafficate della Liguria, per fortuna non la devo percorrere. Tramite ampia e imponente scalinata raggiungo il Santuario della Madonna delle Grazie a cui dedico una breve visita.
Dal Santuario mi re immetto nel bosco seguendo le indicazioni per Rovereto. Sarà la prossima tappa. Dal Santuario la salita si fa decisamente impegnativa.
Attraverso le tipiche crêuze, terrazzamenti liguri creati con muretti a secco, coltivati a ulivo e collegati tra loro da ripide scalinate in pietra.
Raggiungo un gruppo di case in pietra recentemente ristrutturate che godono di una vista invidiabile sul Golfo del Tigullio.

Tengo la sinistra e seguo i segnavia. Dopo un centinaio di metri trovo un bivio. Se procedessi diritto tornerei al Santuario delle Grazie tramite breve anello, io tengo la destra e salgo verso Rovereto. Attraverso un’altra bellissima lecceta. Intercetto diversi sentieri per il Passo dell’Anchetta, il Santuario di Montallegro…io continuo a seguire le indicazioni per Rovereto.
Uscita dal bosco ho raggiunto la frazione Case Sparse. Costeggio le alte mura di una casa, sembrano a tutti gli effetti le mura difensive di una vecchia magione. Qui si trova una fontana, ad oggi funzionante, utile per un rabbocco della borraccia. Superata la fontana trovo un bivio. Tengo la sinistra in direzione Sant’Andrea di Rovereto. Cammino ora su strada asfaltata fino alla Chiesa di Sant’Andrea. Si apre una vista sul golfo a dir poco meravigliosa.
Raggiungo Piazza Giacomo Bona, di fronte a me si erge la Chiesa di Sant’Andrea, purtroppo è chiusa. In compenso trovo una bellissima panchina panoramica dove mi concedo una brevissima pausa. Qui si trova anche la Trattoria La Campagnola, il nome è promettente ma se mi sedessi a tavola non mi alzerei più.
Sempre su asfalto, procedo verso la Chiesa di San Pietro. Seguendo i chiari segnavia procedo su Via San Pietro e la percorro tutta fino a raggiungere Zoagli e la sua caratteristica Piazzetta 27 Dicembre. La piazza prende il nome dal tragico bombardamento del 1943 quando le forze alleate nel tentativo di interrompere il transito ferroviario da parte delle armate tedesche bombardarono pesantemente il centro di Zoagli, distruggendo molti edifici e causando la morte di molte persone. Ancora oggi sono ben marcate le differenze architettoniche degli edifici presenti. Quelli ricostruiti in seguito al bombardamento hanno uno stile moderno che si contrappone alle tradizionali facciate alla genovese suddivise in vari colori e senza balconi.
A Zoagli mi concedo una super pausa sul suggestivo lungo mare scavato nella roccia. Una lunga passerella in cemento conduce a piccoli balconcini su scogli e falesie dove stendersi a prendere il sole cullati dallo sciabordio delle onde.

Sarei rimasta qui fino a sera ma durante la rigenerante pausa ho deciso di proseguire per Rapallo, salendo alla Chiesa di San Pantaleo, segnavia 5 C. Imbocco via XX Settembre appunto in direzione di San Pantaleo, risalgo dalla direzione opposta a dove sono arrivata. Tenendo la sinistra lascio il centro di Zoagli e proseguo su Via Antica Romana. Raggiungo la Via Aurelia e ne percorro un brevissimo tratto fino a una galleria. Qui devo attraversarla per imboccare Via Mauro Emilio Scauro. Prestate estrema attenzione in questo pezzo. Mi lascio la trafficata Via Aurelia alle spalle e procedo su un bel sentierino sterrato che mi riporta in quota regalandomi suggestivi scorci su Zoagli e la collina da cui sono arrivata e che ho attraversato questa mattina. Costeggio terrazzamenti con orti famigliari e ulivi.


Ecco la Chiesa romanica di San Pantaleo, purtroppo chiusa, apre solo in occasione delle giornate FAI di primavera.
Raggiunta la Chiesa tengo la destra e procedo ora sulla carrabile fino alla successiva Chiesa di Sant’Ambrogio. Una ripida scalinata mi permette di raggiungere il sagrato da cui si gode di una bellissima vista sulla città di Rapallo, ormai vicina e il golfo.

Per raggiungere Rapallo, dalla Chiesa di Sant’Ambrogio seguo ora un triangolino rosso. Attraverso scalinate, tratti di asfalto, tratti di sterrato. Si alternano in continuo queste tre tipologie di percorsi, l’elemento che le accomuna è la ripidezza.


Raggiunta la periferia di Rapallo, per dirigermi verso il mare, attraverso i giardini di Parco Casale. Sembra una villa privata in realtà è pubblica. In breve raggiungo il lungomare di Rapallo che percorro in buona parte per poi attraversare il centro storico e dirigermi verso la stazione. Per rientrare a Chiavari prediligo la comodità.
Un itinerario semplice ma molto piacevole per scoprire angoli insoliti in zone note.
Questo trekking fa per voi se:
- Volete allenarvi senza troppa fatica
- Utilizzare un percorso ben segnalato
- Scoprire nuovi itinerari poco pubblicizzati
- Lavarvi la coscienza dopo 4 teglie di focaccia 🙂
TABELLA RIASSUNTIVA
- Partenza: Chiavari
- Arrivo: Rapallo
- Lunghezza andata: 13 km
- Ritorno: Treno
- Dislivello in positivo: 536 metri
- Tempo medio di percorrenza totale (soste escluse): 3 ore e 30 minuti









