ABOUT ME

Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

Stay Connected

Trekking ad anello sul Lago d’Iseo: da Zone alla Corna Trentapassi

Trekking ad anello semplice ed entusiasmante in Lombardia, in provincia di Brescia, fruibile anche durante la stagione invernale. Regala un panorama a 360° sul seducente Lago d’Iseo e l’inizio dell’affascinante Val Camonica con i suoi massicci montuosi.

Complice la sveglia suonata tardi e una giornata molto nuvolosa che non lasciava presagire schiarite, optiamo per un’escursione semplice e breve al Lago d’Iseo. Principale meta della giornata la Corna Trentapassi (1.248 mt), con partenza dalla località di Zone (BS).

Il nome della cima da raggiungere è perfettamente in linea con il mood con cui è partita la giornata, ma poi si sa, un passo tira l’altro e l’escursione è diventata molto più completa di quanto inizialmente ipotizzato. Sono le uscite che prediligo. Battezzare un punto di partenza e poi creare l’itinerario cammin facendo, spesso spinta unicamente dalla curiosità di vedere dove porta un dato sentiero e cosa si cela dietro la curva.

Ma andiamo con ordine e facciamo un passo indietro. Lasciamo l’auto nella località di Zone (678 mt), più precisamente nel parcheggio in frazione Cusato, in prossimità del ristorante Al Reduce, dove è possibile acquistare il biglietto del parcheggio da esporre sul cruscotto. 1 € per 4 ore, € 2 per l’intera giornata.

Percorrendo Via Marcolano usciamo dall’abitato.  Su strada asfaltata ci dirigiamo in direzione della chiesa e la oltrepassiamo fino a raggiungere un bivio.

Entrambi i sentieri conducono alla Corna Trentapassi. Optiamo per quello di destra, più breve. Il tempo stimato per raggiungere la vetta è di 1 ore e 30 minuti, segnavia 229.

Ci incamminiamo per un piacevole sentiero inizialmente lastricato che in costante salita affianca alcuni campi per poi immettersi in un bosco, le cui foglie, ormai ad autunno avanzato, scrocchiano sotto i nostri piedi. Ben presto, al lastricato, si sostituisce un comodo sentiero in terra battuta.

Raggiungiamo un nuovo bivio. A sinistra il sentiero prosegue diretto per la Corna Trentapassi, segnavia 229 B, a destra si effettua una breve deviazione per la Forcella di Coloreto, segnavia 229. La forcella è contraddistinta da un’area pic nic attrezzata con tavoloni in legno. Qui si intercetta il sentiero 205 che conduce alla Croce di Zone. Noi teniamo la sinistra e proseguiamo per il sentiero 229.

Piano piano si apre uno splendido panorama sulla sponda terminale del Lago D’Iseo con il fiume Oglio che riempie il lago. Nonostante la giornata sia nuvolosa la visuale è perfetta e la luce favorevole. Il nostro sguardo si allunga fino ai gruppi montuosi delle Prealpi e delle Alpi Orobie.

Approfittiamo di una sorta di balconcino panoramico per qualche scatto e poi riprendiamo la nostra salita, che nell’ultimo tratto diventa decisamente più impegnativa.

Raggiungiamo la Forcella del Zuf, dove troviamo un nuovo crocevia di sentieri. Quello che sale da Vello, quello che riporta a Zone, quello che sale alla Corna ed uno apparentemente non indicato da alcuna segnaletica ma tracciato dal tipico segnavia CAI bianco rosso. Per ora ci preoccupiamo solo di salire ma al ritorno questo sarà uno snodo cruciale.

Come dicevo l’ultimo pezzo di salita mi fa penare. Un bel dislivello concentrato in pochi metri su terreno leggermente sdrucciolevole. Per fortuna la fatica viene attutita da una vista sempre più spettacolare sul lago d’Iseo. Ben visibile anche Monte Isola che galleggia placidamente al centro del lago, meta di un’altra entusiasmante escursione fatta qualche anno fa ma che mi sono ripromessa di rispolverare presto.

Iniziamo ad intravedere le croci di vetta, una posizionata sull’Anticima Est e l’altra che svetta dalla sommità della Corna Trentapassi.

La prima croce sembra essere troppo popolata per i nostri gusti, proseguiamo oltre e raggiungiamo la Corna. La vista super panoramica ci ripaga dalla fatica accusata nell’ultimo tratto di salita.

Dalla cima veniamo attirati non solo dalla vista sul Lago d’Iseo ma da un sentiero che in direzione di Zone (punto di partenza di questa escursione) si sviluppa in cresta e che sembra molto promettente. Ecco che quello che doveva essere un breve e semplice giro pomeridiano improvvisamente inizia a cambiare forma. Dopo una breve pausa ristoratrice scendiamo dalla Corna, decisi a raggiungere il sentiero sul crinale, che secondo le applicazioni consultate velocemente dovrebbe portare a Monte Vignole e poi in qualche modo congiungersi con il sentiero che riporta all’abitato di Zone.

Lo ammetto, tutto più teorico che reale, ma come dicevo in apertura spesso gli itinerari migliori nascono così, sul posto, andando per tentativi. E come si dice spesso, buona la prima.

Percorriamo a ritroso il tracciato fino al quadrivio, qui imbocchiamo il sentiero segnalato solo dai bollini bianco/rossi del CAI ma che apparentemente manca all’appello sulla segnaletica. Procediamo con convinzione ma quasi già rassegnati di dover tornate a breve sui nostri passi. Invece è proprio il sentiero che dalla cima della Corna studiavamo con sempre maggiore curiosità. Adoro i tratti in cresta e guardandoci alle spalle osserviamo compiaciuti l’intero percorso.

Dopo circa 30 minuti troviamo un sentiero sulla nostra sinistra che scende a Zone; sempre più spinti dall’entusiasmo, procediamo per il Monte Vignole. Siamo fiduciosi che prima o poi troveremo un altro pezzo di sentiero che ci permette di tornare a Zone senza calpestare i passi dell’andata.

La nostra audacia viene premiata. In vetta al Monte Vignole (1.095 mt), dove sorge una piccola croce in ferro, oltre un panorama da favola, troviamo un cartello rassicurante. Per Zone 0.55 minuti, segnavia 229. E anello sia!

Il tratto che poco oltre il Monte Vignole inizia a perdere di quota non è da sottovalutare. Circa 200 metri sfidanti, in alcuni punti è necessario aiutarsi anche con le mani. Un bel “vertical” di tutto rispetto che sono felicissima di percorrere a scendere e non in direzione opposta.

Finita la parte più sfidante e sassosa del percorso rientriamo nel bosco, inizia ora un tratto piacevole e rilassante, decisamente defaticante e perfetto per chiudere questo anello. Vediamo l’abitato di Zone sempre più vicino e meno male, perché tanto Zone si avvicina, quanto la luce inizia a calare. In questo periodo dell’anno alle 17,00 è quasi buio ma riusciamo a fare ritorno al punto di partenza giusto in tempo.

Dopo tutto, quello di oggi è stato un fuori programma degno di questo nome.  Sarà che non avevo aspettative, ma ho trovato questo itinerario particolarmente esaltante e lo consiglio a tutti colori che abbiano voglia di un giro completo, panoramico e super allenante.

Il percorso da Zone alla Corna Trentapassi è di tipo escursionistico senza alcun tipo di pericolo; tuttavia, presenta di alcuni tratti piuttosto ripidi. La seconda parte invece è consigliata ad escursionisti esperti, per la presenza di alcuni passaggi decisamente più aerei.

TABELLA RIASSUNTIVA

  • Partenza: Zone (BS) 678 mt
  • Arrivo: Corna Trentapassi 1.248 mt
  • Tappa Intermedia: Monte Vignole
  • Lunghezza totale: circa 9 km
  • Dislivello in positivo: 570 metri
  • Tempo medio di percorrenza totale: circa 5 ore

Curiosità

Il nome Corna Trentapassi deriva da un errore di traduzione.  La caratteristica di questo Monte è infatti quella di avere tre cime ben distinte. In dialetto bresciano veniva chiamato “Trè Tapàsch” che in italiano è poi diventato Trentapassi.

 

Riserva Naturale delle Piramidi

A Zone trovate anche la Riserva Naturale delle Piramidi. Pinnacoli naturali che si sono formati nel corso di migliaia di anni grazie alla forza erosiva dell’acqua. La loro forma conica, sormontata da un sasso più o meno tondeggiante, ricorda dei camini. Si tratta di depositi morenici di sabbia, sassi e ghiaia che erosi dall’acqua, hanno assunto, per l’appunto, una forma piramidale.

Alcune di queste piramidi si elevano fino ai 30 metri. Uno spettacolo della natura assolutamente da vedere. All’interno della Riserva Naturale, un facile percorso ad anello della durata di circa 1 ora, vi permette di ammirare queste particolari conformazioni da diverse angolazioni. Purtroppo non ho foto fatte di mio pugno ma vi lascio il link con tutte le informazioni utili per organizzare la vostra visita, magari in abbinata al trekking sopra descritto.

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Stay Connected

ABOUT ME

Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

Categorie

Archivi

Advertise

×
Ci vediamo quando torno
Panoramica privacy

Questo sito web utilizza i cookie per potervi offrire la migliore esperienza d'uso possibile. Le informazioni contenute nei cookie vengono memorizzate nel browser dell'utente e svolgono funzioni quali il riconoscimento dell'utente quando torna sul nostro sito web e l'aiuto al nostro team per capire quali sezioni del sito web sono più interessanti e utili per l'utente.