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Vienna, cosa vedere in 4 giorni

Il titolo più indicato per questo post sarebbe stato “Il fascino di Vienna sotto un’acqua imperiale” ma sicuramente i motori di ricerca avrebbero penalizzato la mia fantasia e cosi eccoci con un banale ma cliccatissimo: COSA VEDERE IN 4 GIORNI A VIENNA (3 e mezzo per la precisione)

Qui di seguito vi racconterò tutto quello che c’è da sapere per visitare al meglio la capitale austriaca in pochi giorni, anche quando il meteo non è dalla vostra parte.

Come vi avevo accennato nel POST precedente a pochi giorni dalla partenza scopro che in tutto il Nord Europa i primi di settembre è prevista allerta gialla per forti temporali e bombe d’acqua.

Sono stata più volte tentata di rinunciare al viaggio ma non avevo diritto a nessun rimborso ed esortata da amici e parenti ho messo da parte i miei timori. Durante il viaggio verso l’aeroporto ripensavo alle parole di una collega: “Stai tranquilla, la pioggia in Austria è diversa!” Non pensavo esistesse una tipologia di pioggia secca ma avevo bisogno di credere che fosse davvero così!

1. STEPHANSPLATZ

Il giorno del nostro arrivo, depositate le valigie in camera e avvolte nei nostri k-way riprendiamo la metro e ci dirigiamo verso Stephansplatz per visitare uno dei simboli della città. Purtroppo non riusciamo ad entrare perché c’è in atto un raid della polizia. Non capendo bene cosa stava succedendo e per non inzupparci ulteriormente ci dirigiamo vero la casa di Mozart. Cosa fosse successo in duomo lo scoprirò qualche ora più tardi su quella fonte di sapere inesauribile che è il web.  La polizia aveva ricevuto una telefonata da un anonimo che sosteneva di aver piazzato una bomba in duomo e chiedeva un riscatto per non farla esplodere. Non potendo verificare l’attendibilità dell’informazione e per non correre rischi, la polizia da ordine di evacuare la chiesa. Per fortuna non c’era nessuna bomba e grazie a una circostanza fortuita la polizia è riuscita ad identificare l’autore della telefonata, una persona con seri disturbi psichici. L’uomo aveva chiamato da una stazione della metropolitana e una persona che gli stava vicino aveva ascoltato per caso parte delle sue parole ed ha prontamente informato la polizia, fornendo una descrizione precisa. Qui l’articolo.

Avremo modo di visitare la chiesa nei giorni successivi, l’ingresso è gratuito.

In particolare, l’ultimo giorno del soggiorno, galvanizzata da uno spiraglio di bel tempo e sole, decido di affrontare i 324 scalini per salire sulla torre della chiesa di Santo Stefano e salutare Vienna dall’alto. Una stretta scala a chiocciola, purtroppo la stessa sia per salire che per scendere, mi conduce in cima. Per fortuna non era tropo affollato ma immagino che in presenza di più persone la salita/discesa possa diventare un’agonia perché la scala non permette il passaggio di 2 persone alla volta, quindi diventa una sfida continua su chi deve cedere il passo.  L’ascesa alla torre rimane comunque molto bella e suggestiva, consente di ammirare la campana Pummerin, il bel panorama cittadino e di ammirare da posizione privilegiata il tetto della Cattedrale con la sua guglia. Questa volta l’ingresso non è incluso nella Vienna Pass e costa € 5

Vienna, duomo di santo stefano

2. CASA DI MOZART

È la casa dove Mozart ha vissuto i suoi due anni più produttivi, componendo le opere più celebri. Fino a qualche tempo fa era conosciuta come la Casa di Figaro, in onore di una delle opere più conosciute del compositore. Benchè la casa non sia arredata, se ne visitano le diverse stanze, alle cui pareti sono appesi ritratti dei nobili dell’epoca che avevano commissionato dei lavori a Mozart e diversi spartiti. Durante il percorso l’audio guida (inclusa con il biglietto) spiega con semplicità la vita del compositore dal suo arrivo a Vienna fino alla morte prematura. Un genio amante del gioco d’azzardo e della bella vita che lo ha ridotto ad una esistenza di stenti, nonostante guadagnasse in un anno almeno 9 volte tanto quello che guadagnava un cittadino della alta borghesia. Ancora sconosciute le cause della sua morte, avvenuta il 6 dicembre del 1971, mentre stava ultimando un requiem commissionatogli da un anonimo, la cui identità si scoprì solo in seguito. Molto affaticato per un periodo di grande lavoro, si ipotizzano diverse cause che hanno portato Mozart a spegnersi: infezione da streptococco, infezione delle vie renali, una malattia venerea, fino ad azzardare un possibile avvelenamento da parte dell’amante della moglie o di un altro compositore in grande competizione con lui. A supporto di questa ultima teoria si scoprì infatti che l’anonimo gli aveva commissionato la messa da requiem in onore della moglie morta qualche mese prima, voleva impossessarsi dell’opera per poi dire che era sua. Su tripadvisor ho letto molte recensioni negative su questa attrazione, molti lamentano il fatto che la casa non sia arredata e che le spiegazioni sulla vita del compositore si possono reperire altrove. Può anche essere vero ma fino ad un certo punto, per chi come me era totalmente a digiuno di qualsiasi tipo di informazione su Mozart è stata una visita suggestiva ed interessante, per tanto mi sento di consigliarla. Ingresso gratuito con la Vienna Pass.

3. MANNER SHOP

Al lato di Stephansplatz trovate Manner, il negozio dell’omonima industria dolciaria, famosa per avere prodotto industrialmente per primi i wafer napolitaner, così chiamati perché le nocciole provenivano dal Regno delle Due Sicilie. Lo riconoscete dalla inconfondibile insegna rosa. Io non sono molto amante del wafer ma ammetto che questi sono davvero buoni. Oltre ai famosi wafer di differenti gusti (vaniglia, cacao, limone, nocciola) trovate anche diversi cioccolatini, tra cui i famosi cioccolatini di Mozart. Tappa obbligata per golosi e per qualche regalino che sarà sicuramente molto apprezzato.Manner Shop

4. HOFBURG

La residenza invernale degli Asburgo. Grazie al Vienna Pass possiamo visitare senza costi aggiuntivi i tre Musei principali: quello dell’Argenteria, il Museo di Sissi e le Camere Imperiali. Inoltre godiamo dell’ingresso prioritario e questo ci permette di saltare eventuali code, per quanto in questo periodo dell’anno fossero davvero trascurabili. La vista dell’Hofburg è imperdibile per chi visita Vienna per la prima volta, offre uno spaccato di quello che era la vita a corte ai tempi degli Asburgo. Si comincia abbagliati dallo sfarzo delle argenterie, delle porcellane e degli enormi centrotavola appartenuti agli imperatori per poi entrare sempre di più nell’intimità della famiglia Asburgo, visitando il palazzo imperiale dove una volta c’erano gli appartamenti dell’imperatore Francesco Giuseppe e di sua moglie, l’imperatrice Elisabetta di Baviera, meglio nota come “Sissi”.  Compreso nel costo del biglietto una preziosissima audioguida che ci accompagna in questa visita ed oltre a descrivere stanze, abiti e gioielli ci fornisce nozioni storiche e i dettagli salienti della vita di una famiglia che ha segnato la storia del XIX secolo. Per me che conoscevo la vita di Sissi solo grazie alla trasposizione cinematografica è stato molto molto istruttivo e sorprendente.

Sissi in vita fu una donna molto controversa e criticata diventata leggenda solo dopo la sua morte, per mano di un anarchico italiano. Un’ imperatrice che di fatto non voleva fare l’imperatrice e quando viene chiesta in sposa all’età di 15 anni, il suo commento tra le lacrime sarà: “ma proprio io, cosi insignificante e per di più con un imperatore”.  Pensate che Francesco Giuseppe avrebbe dovuto sposare la sorella maggiore di Sissi ma quando la vede rimane folgorato dalla sua bellezza.

La vita di corte per Sissi sarà sempre una gabbia, a cui lei cerca di sfuggire con innumerevoli viaggi, si dedica molto allo sport in particolare all’ippica, spingendosi sempre oltre i suoi limiti e diventando una delle amazzoni migliori d’Europa.

Principessa triste che non si era mai rassegnata alla vita di corte. Molto interessante vedere la sua camera da letto e la toeletta dove le venivano pettinati i lunghi capelli per 3 ore al giorno tutti i giorni, 3 ore durante le quali studiava le lingue; parlava perfettamente inglese e francese e il greco antico e moderno. Nella sua stanza ci sono anche diversi attrezzi come spalliere e anelli, per fare ginnastica, teneva molto alla linea e all’aspetto fisico, anzi diciamo pure che ne era ossessionata, costringendosi anche a lunghi digiuni pur di mantenere una linea fin troppo esile a giudicare dagli abiti esposti. Dopo l’allenamento quotidiano veniva poi massaggiata con oli e unguenti specifici per mantenere la pelle idratata ed elastica. È possibile vedere anche la stanza da bagno, con una moderna vasca dove le venivano lavati i lunghi capelli con un impacco rinforzante a base di tuorlo d’uovo e cognac, un rituale per il quale impiegavano una giornata intera.

Dal matrimonio tra Sissi e Francesco Giuseppe nasceranno 3 figli: Giselle, Maria Valeria e Rodolfo, quest’ultimo si suiciderà a 30 anni assieme alla amante di 17 anni. Sarà un durissimo colpo per Francesco Giuseppe molto legato alla moglie e ai figli.

Per qualche ora potrete sentirvi imperatori e alla fine della visita non stupitevi se vi girerà la testa per il lusso e lo sfarzo che vi circonda. Peccato solo che nel museo di Sissi e nelle Camere Imperiali non sia possibile fare foto.

Hofburg, ViennaHofburg, ViennaHofburg, Vienna

 

5. NATIONAL BIBLIOTEQUE

La biblioteca è maestosa: colonne di marmo, una cupola sontuosamente affrescata, soppalchi e scaffali in legno finemente lavorati. E ovviamente tanti tantissimi libri che ricoprono le altissime pareti praticamente fino al soffitto, più di 200.000 volumi fra cui 15.000 libri appartenuti al principe Eugenio di Savoia e due splendidi globi barocchi di fattura veneziana, uno terrestre ed uno celeste, ciascuno con un diametro di oltre un metro. Che dire… tutto contribuisce a conferire a questo luogo un’aura di grandiosità. Assolutamente da visitare e non solo da chi è appassionato di libri antichi. Anche questa inclusa nel Vienna Pass.

National Biblioteque, ViennaNational Biblioteque, Vienna

6. MUSEO ALBERTINA

Uscendo dalla biblioteca constatiamo con disappunto che ha ripreso a piovere. Non ci resta che rifugiarci un altro luogo al chiuso e la scelta ricade sul Museo Albertina, distante poco più di a 10 minuti a piedi. Prima di un’altra botta di cultura però abbiamo bisogno di una botta di zuccheri, ci sediamo al Mozart Café, esattamente di fronte al Museo, per un cappuccio e la famosa torta sacher. Per chi ama la pittura impressionista Il Museo Albertina è il posto giusto. Racchiude un importante collezione permanente di quadri che vanno da Picasso, Monet a Mirò più capolavori di arte contemporanea, disegni d’architettura e mostre temporanee. Molto belle sono in generale le mostre temporanee dedicate ai fotografi contemporanei, sarà che è più il mio campo e riesco ad apprezzarle maggiormente a differenza dell’arte moderna che per quanto mi sforzi rimane a me incomprensibile, a tratti inquietante. Non è possibile entrare con gli zaini, a vostra disposizione un guardaroba al costo di 90 cent oppure andando verso i bagni trovate numerosi armadietti gratuiti.

Museo Albertina, ViennaMuseo Albertina, Vienna

7. PRATER

Di certo non è la giornata ideale per passeggiare nel polmone verde viennese ma non vogliamo rinunciare ad un giro sulla ruota simbolo di Vienna, sempre incluso nel Vienna Pass. Non rappresenta un problema per chi soffre di vertigini, le cabine sono spaziose e ben ancorate per cui non si avverte nessun dondolio. Inoltre la ruota gira molto lentamente per cui non dà assolutamente fastidio.  Il giro dura mediamente una decina di minuti e dall’alto di questo gigante di ferro si domina l’intero Prater e lo Skyline viennese a trecentosessanta gradi. Forse non sarà la ruota panoramica più suggestiva del mondo ma ciò che la rende speciale è sapere che gira da quando venne inaugurata, nel 1897 e si può dire di essere stati a Vienna solo dopo esserci saliti! Per i romanticoni è possibile cenare sui vagoncini predisposti previa prenotazione. Ovviamente il costo della cena non è propriamente a buon mercato ma se volete stupire qualcuno di certo farete colpo.

Prater, ViennaPrater, ViennaPrater, Vienna

8. BUS PANORAMICI HIP & HOP

I bus Hip Hop sono, per un certo verso, molto comodi ma seguendo un itinerario turistico, ci mettono molto più tempo a raggiungere un qualsiasi punto di interesse rispetto agli altri mezzi di trasporto e il rischio è quello di passare la maggior parte del tempo sul bus. Ma quando fuori piove a dirotto permettono di godersi un giro panoramico della città senza bagnarsi ulteriormente.

Con la linea rossa percorriamo i siti di maggiore interesse del centro storico mentre l’audio guida ci fornisce interessanti aneddoti su quello che vediamo. Alla fermata nr. 13, di fronte al MAK, il Museo di Arte Contemporanea, scendiamo per cambiare linea ed intercettare quella blu con la quale visiteremo tutta la zona al di là del Danubio. Passiamo davanti alla imponente chiesa di San Francesco d’Assisi che da fuori ricorda più un maestoso castello in perfetto stile Disney che non una chiesa. Qui, se il tempo lo avesse permesso, sarebbe stato possibile scendere ed imbarcarsi sulla DDSG City Cruises per un giro in battello sul bel Danubio blu, anche se il colore delle sue acque a causa delle ingenti piogge non è esattamente come commemora il celebre valzer di Strauß.  Passiamo davanti il Donauturm, la torre del Danubio che svetta sulla città, ed è un ottimo esempio di architettura moderna. Leggo sulla guida che dalla terrazza panoramica a 150 metri si gode di una splendida vista sulla città e sul bosco viennese ma non posso testimoniare di persona. Ancora una volta preferiamo rimare sul bus e proseguire il giro.

Sono sincera, questa è una parte della città molto moderna che non ci affascina neanche un po’ e se non avessimo utilizzato l’Hip Hop probabilmente non ci saremmo spinte fino a qui.  Rimaniamo sulla linea blu fino alla fermata nr. 13, in corrispondenza del MAK, il Museo di Arte Contemporanea, e di nuovo a bordo della linea rossa, raggiungiamo il Rathous.

9. RATHOUS

Il nuovo Municipio oggi sede del consiglio della città e di altri uffici governativi. Le dimensioni del palazzo sono ragguardevoli e le sue guglie neo gotiche si distinguono chiaramente anche da molto lontano. Vi ritroverete a passare spesso davanti questo palazzo e tutte le volte non potrete evitare di guardarlo ammirati. La piazza antistante, che porta il nome del Palazzo è perennemente “occupata”. In questo periodo si sta concludendo il Film Music Festival, che dal 30/06 al 02/09 anima le serate viennesi.  Sono presenti diversi stand gastronomici dove assaggiare vari tipi di cucina: viennese, messicana, australiana, greca… per citarne alcuni ed ogni sera su un enorme maxi schermo proiettano film o opere famose. Si respira una bella atmosfera e nonostante la grande affluenza non si creano code o affollamento, è tutto perfettamente organizzato. Nel periodo natalizio vengono allestiti i tipici mercatini e nel periodo più freddo montano la pista per il pattinaggio sul ghiaccio.

Rathous, Vienna

10. SCHONBRUNN

A Schonbrunn, residenza estiva degli Asburgo abbiamo trascorso un’intera giornata, motivo per cui vi rimando ad un post dedicato.

Schonbrunn, Vienna

11 . BELVEDERE

Il museo Belvedere ospita alcune delle opere più famose di Klimt, tra cui il bacio. Sono state proprio le opere di Klimt a condurmi a Vienna. L’ispirazione per questo viaggio nasce dopo aver visto il film “The woman in gold” di Simon Curtis, la vera storia di Maria Altmann, ebrea e da decenni residente in America che intraprende una estenuante battaglia legale contro lo stato austriaco per la restituzione del Ritratto di Adele Bloch-Bauer, un quadro di Klimt, che decenni prima i nazisti sequestrarono alla sua famiglia. È un film bellissimo che vi consiglio di vedere che abbiate o meno in programma di visitare Vienna.

Belvedere, Vienna

Il complesso del Belvedere è raggiungibile con una piacevole passeggiata di 10 minuti dalla fermata della metro di Tennembaun. L’ingresso è compreso nel Vienna Pass. Come di consueto dovrete lasciare eventuali zaini al guardaroba, anche qui gratuito. L’audio guida in questo caso è a pagamento.

Il complesso del Belvedere è composto da due castelli, il Belvedere Superiore e il Belvedere Inferiore, fatti costruire dal principe Eugenio di Savoia, grande condottiero e amante dell’arte.

Belvedere, Vienna

Il Belvedere Superiore (Oberes Belvedere) è l’edificio principale del complesso e vanta una facciata particolarmente sofisticata e nel giardino antistante ampie terrazze con bacini d’acqua che ne riflettono la facciata.

Belvedere, Vienna

Il Belvedere Superiore ospita opere senza tempo di Claude Monet, Oskar Kokoschka, Egon Schiele e la più grande collezione al mondo di Gustav Klimt, tra cui “Giuditta” e “Il bacio” famoso in tutto il mondo. I Klimt sono sicuramente le opere che attirano ogni giorno centinaia di visitatori ma nelle sale adiacenti la visita prosegue con opere d’arte del Medio Evo, del Barocco, del Classicismo e dell’epoca Biedermeier.

Il Belvedere Inferiore (Unteres Belvedere), è più piccolo e con una facciata meno impressionante rispetto a quella del Belvedere Superiore, era la residenza estiva del principe Eugenio di Savoia. Anche il Belvedere Inferiore è stato adibito a museo, ospita le principali opere del Barocco austriaco ma questa visita l’abbiamo tralasciata. Abbiamo preferito passeggiare nel bellissimo giardino in stile francese che collega i due palazzi.

Dopo il Belvedere visitiamo un’altra icona di Vienna, il quartiere di Hundertwasser

12. HUNDERTWASSER

Un complesso di edifici popolari progettati dall’artista e architetto Friedensreich Hundertwasser negli anni 80 e che oggi attira visitatori da tutto il mondo. Nelle sue opere l’eccentrico artista celebra l’unione e l’armonia tra uomo, arte e natura e la Hundertwasserhaus non è da meno.  La facciata, caratterizzata da geometrie asimmetriche e linee curve, è riccamente decorata con materiali di tutti i tipi dai colori vivaci e le finestre si discostano l’una dall’altra per forma e dimensione. Ogni appartamento ha accesso ad una piccola area verde tanto che i numerosi alberi e arbusti che adornano i balconi e terrazzini trasformando l’edificio in un’oasi verde nel cuore della città. Le due cupole a cipolla che sormontano la casa danno all’insieme dell’edificio un tocco orientale. Una bella nota di colore in netta contrapposizione con le linee eleganti e un po’ austere del centro e dei palazzi vicini, un mix sorprendente di grande ispirazione per fotografi ed amanti dell’architettura.  Non amo molto fare paragoni ma è uno lo stile che ricorda vagamente le opere di Gaudi a Barcellona Ovviamente gli appartamenti si possono solo osservare da fuori perché abitati da privati, che immagino saranno piuttosto infastiditi da questo pellegrinaggio costante. Si può invece entrare nel Hundertwasser Village, situato proprio di fronte. Un piccolo centro commerciale realizzato dall’artista negli anni 90 con bar e negozi di souvenir e gadget che può dare un’idea di come vengono realizzati gli interni di edifici che presentano forme irregolari.

Hundertwasser, ViennaHundertwasser, ViennaHundertwasser, ViennaHundertwasser, Vienna

Sicuramente è un luogo da vedere ma non mi ha fatto impazzire. O forse nutrivo aspettative troppo alte. L’ho trovato eccessivamente turistico, in particolare il Village.

Si arriva scendendo alla fermata della metro Landstrasse e poi con una passeggiata di circa 15 minuti. A pochi isolati dalla Hundertwasserhaus troviamo la Kunst Haus Wien, anche questo edificio è caratterizzato da tanto colore e quasi nessuna linea diritta. È un museo dove oltre ad ammirare una vasta collezione di opere di Friedensreich Hundertwasser vengono allestite mostre temporanee di altri artisti e fotografi. Sempre incluso nel Vienna Pass.

Kunst Haus WienKunst Haus Wien

13. MUSEUM QUARTIER

Con una passeggiata ci spingiamo ai confini del centro storico e raggiugiamo il magnifico e maestoso complesso di Museums Quartier, dove una volta erano ospitate le scuderie reali oggi si fronteggiano tre musei principali: il Leopold Museum con la più grande raccolta di arte moderna austriaca del mondo; il Mumok, museo di arte moderna e contemporanea, lo Zoom Kindermuseum, il museo dedicato ai bambini dai 4 ai 12 anni. Con una superficie di 60.000 metri quadrati è l’ottavo complesso culturale più grande al mondo. Architettonicamente questa vasta area rappresenta una fusione perfetta tra antico e moderno, la simbiosi tra edifici barocchi e costruzioni moderne è tale che difficilmente si distingue l’una e l’altra. Non mancano negozi, ristoranti e caffè dove è piacevole stare ad osservare il movimento della grande piazza. Il Museums Quartier non è solo una meta per turisti, sono tanti i viennesi che vengono qui per trascorrere il tempo libero, cenare, ascoltare musica, leggere o dedicarsi alle interessanti iniziative culturali che vengono proposte. L’area all’aperto è stata decorata da giganti panchine in plastica colorate che sono diventate un po’ un’icona di questa zona e sono davvero comodissime.

Museums Quartier, ViennaMuseums Quartier, Vienna

Nel 2002, il gruppo di architetti viennesi PPAG venne incaricato dal Museums Quartier di studiare una soluzione per arredare il cortile interno. Il risultato è l’ormai familiare outdoor lounge a cui è stato dato il nome Enzi in onore del responsabile del Museums Quartier, all’epoca Daniela Enzi, che autorizzò il progetto. Grazie a queste installazioni nelle belle giornate di sole il cortile interno è sempre affollatissimo, quasi fosse un parco cittadino. E visto che almeno oggi non piove e non abbiamo voglia di chiuderci in un museo facciamo come i viennesi. Cerchiamo una panchina libera e completamente spiaggiate su questa isola viola ci godiamo un momento di puro relax.

Segue una passeggiata per il quartiere di Neubau, dove curiosiamo tra gallerie d’arte, botteghe e atelier di giovani designer emergenti.

Concludendo, Vienna è stupenda ma la pioggia austriaca, seppur imperiale, non è diversa come volevano farmi credere!

 

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