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Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

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Escursione sulla Terrazza delle Dolomiti – dal Sass Pordoi al Piz Boé

Dei 4 giorni trascorsi in Val di Fassa abbiamo scelto quello apparentemente più soleggiato e sereno possibile per organizzare la salita alla cima più alta del Gruppo Sella, il Piz Boè (3.152 m), considerata una delle cime oltre i tremila metri più semplici da raggiungere senza essere particolarmente esperti di ferrate o scalate su roccia.

Da Canazei saliamo verso il Passo Pordoi fino alla funivia che conduce al Sass Pordoi (2.950 mt). Lasciamo l’auto nell’ampio e comodo parcheggio gratuito ai piedi dell’impianto. Facciamo un biglietto di sola andata, l’intenzione è infatti quella scendere a piedi lungo la forcella. Posso iniziare già da ora a chiedere venia alle mie ginocchia.

Non sono molto amante degli impianti di risalita, preferisco guadagnarmi la mia cima a piedi ma in questo caso non avrebbe avuto molto senso arrivare morti prima ancora di iniziare l’escursione.

Grazie alla salita in funivia si evita un dislivello di ben 700 metri, riducendo così a soli 250 metri il dislivello che conduce fino alla Cima del Piz Boè. Certo è, stando al nostro programma, che i 700 metri di dislivello ce li dovremo subire in discesa.

Un consiglio pero ve lo posso dare, cercate di salire sulla prima corsa della giornata, la funivia apre alle 9,00.

Arrivati al Rifugio Maria, dove ha inizio l’escursione vera e propria, avrete tutto il tempo di assaporare il panorama con le poche persone che la capacità della funivia riesce a trasportare in un giro. Per la precisione 50!

piz boe

piz boe

Quella al Piz Boè è un’escursione gettonatissima, prima partite più potrete gustarvela in tutta tranquillità.

La giornata è splendida anche se in vetta tira un forte vento ma il panorama è da capogiro.

Dalla terrazza panoramica del Rifugio Maria scendiamo verso una croce per ammirare la meravigliosa visuale sul Sassolungo e Sassopiatto, dove eravamo qualche giorno fa.  Qui il LINK dell’escursione.

Dal Rifugio Maria, attraverso il comodo sentiero 627 scendiamo verso la Forcella Pordoi ( 2.848 mt ), dove è presente anche il piccolo Rifugio Forcella Pordoi. Da qui parte il sentiero che, al nostro ritorno, ci porterà a valle ma per ora rimaniamo concentrati sulla meta che scorgiamo in lontananza: il Piz Boè.

Rifugio Forcella Pordoi

Dal Rifugio Maria alla Forcella Pordoi si impiegano in tempi normali 15 minuti, sempre se non vi fermate come me ogni 2 minuti a scattare una foto ma questo paesaggio lunare mi ha completamente stregato. Trovandoci ad un’altitudine superiore ai 2.800 metri la vegetazione è completamente assente e fatta eccezione per qualche fiorellino coraggioso che fa capolino tra rocce sembra proprio di essere sulla luna.

piz boe

Il sentiero che dobbiamo percorrere (sempre nr. 627) è ben visibile davanti a noi, dalla forcella si srotola come un nastro d’argento fino a perdersi su un altopiano lunare. È praticamente tutto pianeggiante e l’unico vero sforzo richiesto è cercare di non fermarsi in continuo per fare foto.

Alcuni passaggi un po’ più esposti sono attrezzati da corde metalliche che facilitano il transito ma nulla di difficile.

piz boe

Seguendo il sentiero nr. 627 raggiungiamo il Rifugio Boè, purtroppo deturpato dalla presenza di alcune gru. Il vento gelido che ci ha dato il benvenuto sembra essersi placato, prima di affrontare la salita sulla cima del Piz Boè conviene togliere qualche strato e incremarsi ben bene con la protezione solare. A queste altitudini il sole non perdona.

Rifugio Boè

Nel frattempo il numero di turisti presenti in zona è quadruplicato. Il vantaggio guadagnato con la prima corsa della funivia è stato irrimediabilmente perso ad ogni clic della macchina fotografica ma sarebbe stato un sacrilegio non documentare tanta bellezza.

Imbocchiamo ora il sentiero nr. 638 che conduce fino alla cima. Alcuni tratti sono attrezzati da corde e gradini metallici, altri percorribili solo in salita, per evitare che la discesa di altri escursionisti (che sono davvero tanti) non ostruisca il passaggio o lo renda addirittura pericoloso. In alcuni punti la scivolosità del terreno invita ad aggrapparsi alle rocce ma ripeto, non c’è niente di difficile, bisogna solo rimanere ben concentrati e presenti.

salita al piz boè

Piz Boè

Mano a mano che saliamo la visuale si fa sempre più spettacolare, non vedo l’ora di essere in vetta per assaporarlo con la dovuta calma.

Sulla cima, nei pochi metri quadrati a disposizione è presente un grosso ripetitore, una croce metallica con una madonnina e un piccolo rifugio in legno, la Capanna Fassa, dove facciamo una sosta per mangiare qualcosa. La scelta ricade su un grande classico trentino: patate, uova e speck accompagnate da una birra fresca. Come evidenzia il menù le materie prime fresche come frutta e verdura sono portate quotidianamente al rifugio a spalla! Dubito che dopo una scarpinata del genere possa avanzare qualcosa nel piatto, ma avete ora un motivo in più per non avanzare nemmeno una briciola.

capanna fassa

Prima di ripartire diamo un ultimo sguardo a 360 gradi alle Dolomiti di Fassa e Gardena attorno a noi: Fanes, Marmolata, Sassolungo, Odle. Indimenticabile!

panorama piz boè

panorama piz boè

Per la discesa seguiamo il sempre il sentiero nr. 638 ma dalla parte opposta a dove siamo saliti, compiendo cosi una sorta di anello. Anche su questo versante bisogna prestare la massima attenzione, in certi tratti è abbastanza ripido e scivoloso e troviamo ancora funi e scalini metallici che agevolano la discesa, ma la difficoltà più grossa è farsi strada tra gli escursionisti che sbucano da tutti le direzioni.

Per la discesa impiegherete circa mezz’ora.

La bellissima giornata di sole ha lasciato il posto a nuvoloni e vento freddo. Se vogliamo scendere a piedi dalla forcella meglio accelerare il passo. Riprendiamo il sentiero nr 627 e lo percorriamo a ritroso fino al Rifugio Forcella.

piz boè

Inizia ora il tratto di impegnativo di questa escursione. In genere non amo l’uso dei bastoncini ma per questa discesa li reputo indispensabili, al fine di sovraccaricare il meno possibile le articolazioni.

Osservo la tecnica di alcuni ragazzi che scendono saltellando senza la minima fatica apparente, provo ad imitarli e per poco non ruzzolo direttamente a valle. Meglio andare piano e non azzardare esperimenti contro producenti.

P1110856

Arriviamo al Passo Pordoi, giusto in tempo prima del temporale, anche se alla fine saranno solo poche gocce che lasciano presto di nuovo spazio al sole.

Ovviamente era possibile fare comodamente ritorno al Passo Pordoi tramite funivia, ma noi volevamo fare il pieno di adrenalina. Valutate bene il da farsi in base alle vostre condizioni fisiche e livello di allenamento.

forcella piz boè

Mi avevano detto che questa escursione era imperdibile e avevano ragione. Era la prima volta che salivo sul Piz Boè e non avrei mai pensato che un paesaggio cosi lunare potesse stregarmi a tal punto. Continuo a scorrere malinconica le foto e non posso che sperare di tornarci presto.

Se volete intraprendere questa escursione, informatevi bene sulle condizioni meteo, in caso di maltempo o pioggia oltre a non poter assaporare la bellezza del panorama rischia di diventare molto pericoloso.

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