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Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

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TRENTINO – La mia prima volta sugli sci.. “stretti”

Da anni ormai ho definitivamente appeso gli sci al chiodo, è sempre stato uno sport che mi procurava più disagi che divertimento. Eppure amo la neve e la montagna in inverno ed ero alla ricerca di qualcosa da alternare alle ciaspolate. Quando ho annunciato ad amici e parenti che avrei provato lo sci di fondo il giudizio è stato unanime: “Bello, ma che fatica!” Soliti esagerati, pensavo io….non sarà certo peggio che tracciare una rotta con le ciaspole sulla neve fresca.

Ebbene, ancora una volta ho capito che è meglio dare ascolto a chi ha più esperienza. Lo sci di fondo non è solo faticoso è anche terribilmente frustrante! Ma andiamo con ordine.

Lo scenario è il Passo Lavazè, un valico alpino a 1.805 metri, che mette in comunicazione la Val d’Ega con la Val di Fiemme. Il Passo Lavazè, con km e km di piste innevate, per lo più pianeggianti, è uno dei centri più rinomati per praticare sci di fondo, molto adatto anche per i principianti.

Forse la giornata prescelta non era delle migliori.

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Nell’ attrezzato Centro del fondo noleggiamo tutto l’occorrente: scarponcini, sci e racchette. Questo è stato il momento più esaltante. Per chi ha solo conosciuto gli scarponi duri e rigidi da sci da discesa mettere i piedi nei morbidi e avvolgenti scarponcini da fondo sarà un motivo più che valido per affezionarsi a questa disciplina.

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Gli scarponi sono fissati agli sci solo in punta, per cui avrete il tallone completamente libero.

Gli sci sono privi di lamine e sono più stretti (circa 4/5 cm) di quelli da discesa, quindi anche molto più leggeri e agevoli da sollevare e trasportare.

Vi accorgerete subito che il fondo è nettamente più economico dello sci da discesa. Facciamo 2 conti (i prezzi sono da intendersi a persona)

  • Un’ora di lezione con maestro: € 24
  • Ingresso pista: € 8
  • Noleggio attrezzatura per tutta la giornata: € 12

Per darvi un metro di paragone vi dico solo che il costo giornaliero del Dolomiti Superski è di € 49!

I vantaggi, sempre se paragonato allo sci da discesa sono molteplici e non solo in termini economici. Ecco altre buone ragioni per avvicinarsi a questa disciplina.

  • È uno sport adatto a tutti e che si può praticare a qualsiasi età
  • Una volta imparata la tecnica base si può praticare in completa autonomia già dalle prime uscite
  • È tanto allenante quanto la corsa ma meno traumatizzante per le articolazioni.
  • È uno sport completo che tonifica gambe e braccia e affina la silhouette, infatti è molto dispendioso dal punto di vista energetico!
  • Praticando lo sci di fondo ci si ritrova immersi in paesaggi molto rilassanti e suggestivi, lontano dalla ressa e dalla folla degli impianti di risalita, si sentono maggiormente i rumori del bosco e se siete fortunati potreste avere incontri ravvicinati con animali che di solito sono impossibili da incontrare sulle piste da discesa.
  • Grazie allo stretto contatto con la natura gli appassionati di fotografia, come me, troveranno ottimi spunti

L’abbigliamento consigliato deve essere caldo ma allo stesso tempo comodo ed elastico. Quindi una t-shirt tecnica in micropile, una giacchina poco imbottita e pantaloni leggeri, in softshel aderenti e traspiranti. L’abbigliamento utilizzato il trekking ad alta quota è perfetto.

Essendo la nostra prima volta abbiamo preferito iniziare subito con il maestro che con tanta pazienza e sotto una mezza bufera di neve ci ha spiegato i movimenti base della tecnica classica.

Si, perché esistono due tecniche principali: lo skating e tecnica classica.

  • Skating, come suggerisce la parola stessa è un movimento che ricorda quello del pattinaggio, che si pratica su pista libera, battuta ma senza binari.
  • Tecnica classica o passo alternato, è un movimento simile a quello della camminata, quindi abbastanza naturale. Si scivola lungo i binari tracciati sulla pista, spingendosi con l’aiuto dei bastoncini

Essendo alle prime armi abbiamo cercato di non montarci troppo la testa e optato per tecnica classica, che a dispetto di quanto possa sembrare non è per nulla semplice.

Le lezioni sono fondamentali per ottimizzare la coordinazione ed apprendere i movimenti di base, come la frenata, il passo alternato o la scivolata spinta. Con il tempo e tanta pratica i movimenti diventeranno più fluidi e il “fiatone” arriverà sempre più tardi. Riducendo la fatica inizierà il vero divertimento, o almeno questo è quanto mi ha assicurato il maestro Fabio.

Va da sé che una maggior consapevolezza permette di sciare con più sicurezza, la tecnica aiuta a mantenere l’equilibrio riducendo il rischio di cadute. Dovere sapere che in caso di dislivello, per quanto lieve, cadere è molto più frequente di quanto non si possa immaginare e in questo caso non indosserete le tute imbottite tipiche dello sci da discesa che attutiscono la caduta, e sono dolori!

Come mi avevano preannunciato lo sci di fondo è una gran fatica e il tempo gelido non ci ha aiutato. Ma non siamo tipi che si arrendono facilmente.

Con il maestro Fabio siamo rimasti all’ interno dell’anello principale della scuola di sci di Lavazè.

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Terminata la lezione ed esortatati dal maestro decidiamo di spingerci fino a Malga Ora. “Così potete fermarvi a pranzo”, ci dice Fabio, che dopo solo un’ora in nostra compagnia aveva già intuito per cosa siamo davvero portati!

E così ci avventuriamo in questo anello di 9 km spacca gambe e spacca braccia. Per chi, come noi, è alle prime armi la sensazione è quella di fare una grande fatica per avanzare di pochi centimetri! Per questo dicevo che lo sci di fondo all’ inizio è tremendamente frustrante.

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Per capire il livello di difficoltà del tracciato osservate gli indicatori colorati: quelli azzurri sono i più facili, i rossi di media difficoltà e neri hanno lunghezza e dislivello più impegnativi. Ammetto che non ci siamo preoccupati di verificare il livello di difficoltà dell’anello che conduce a Malga Ora e non so se sono state più dissuasive le parole del maestro o l’idea di assaporare qualche piatto della cucina locale.

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Fatto sta che i miei sogni di diventare la nuova leggenda italiana dello sci di fondo si sono dissolti sul nascere o meglio… si sono schiantati a terra con me al primo tentativo di frenare. Come accennavo poco prima il circuito non è sempre in piano, ci sono leggeri sali scendi ed io, coraggiosa come un coniglio ho subito messo in pratica la tecnica dello spazzaneve, reminiscenza degli sci da discesa, ottenendo in questo caso un risultato disastroso!

E non sono nemmeno mancati i momenti di sconforto profondo, in cui ho tolto gli sci fermamente convinta di procedere a piedi ma poi sono stata dissuasa a perseverare.

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Quando vi fermate, che sia per riposare o anche solo per fare una foto, abbiate l’accortezza di spostarvi dal binario per non disturbare gli altri sciatori. Al contrario, se andate piano, non vi preoccupate, chi è più veloce uscirà dal binario e vi supererà senza problemi.

La vista della baita dopo tanta fatica è davvero confortante anche perchè la neve stava cadendo sempre più fitta.  Ma ancora più confortante è stato il piatto di Gulash fumante che ho ordinato.

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Finito il pranzo smette finalmente di nevicare, il cielo lentamente si rischiara, esce il sole…..ed è pura magia!

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Non posso certo dire che quello con il fondo sia stato amore a prima vista, diciamo che dobbiamo approfondire la conoscenza, ma sono convinta che una volta imparata la tecnica e famigliarizzato con i movimenti, lo sci di fondo possa dare grandi soddisfazioni.

 

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