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Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

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VALLE D’AOSTA – Le Cascate del Rotur, il Rifugio Deffeyes & i Laghi di Bella Comba

Le cascate del Rutor sono tra le più spettacolari della Valle d’Aosta, generate dall’omonimo torrente e dai numerosi laghetti alimentati dal maestoso ghiacciaio del Rutor, uno dei più vasti ghiacciai della Valle d’Aosta e sesto in Italia.

Ottima base di partenza per questa escursione è La Thuile, meta apprezzata dagli sciatori durante la stagione invernale mentre il resto dell’anno è una località meno gettonata delle altre della Valle d’Aosta. A mio avviso invece ha tanto da offrire.

Grazie ad una vantaggiosa offerta trovata su Voyage Privè, alloggiamo presso l’Hotel Chalet Eden, Eden di nome e di fatto! La struttura è veramente bella e curata in ogni suo dettaglio, ubicata ai margini del paese ed immersa in una splendida pineta.  Le  camere sono molto accoglienti, spaziose e dotate di ogni confort. La cordialità e la simpatia dei proprietari  fanno sicuramente la differenza, a vostra completa disposizione per ogni esigenza. Entrambe le sere del nostro breve soggiorno abbiamo cenato presso il Ristorante della struttura e mai scelta fu più azzeccata. Propongono sia piatti del territorio che menu insoliti, degni di un ristorante stellato. Ho fatto qualche foto ma non rendono giustizia alla bellezza del luogo, per tanto vi invito a guardare l’Hotel direttamente sul loro sito. E non posso non citare Speed e Thera, i loro teneri e splendidi cagnoni, sempre pronti a farsi coccolare.

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Ma veniamo alla nostra escursione.

Le tre cascate, a breve distanza l’una dall’ altra, sono raggiungibili tramite il sentiero nr. 3 che parte dalla frazione di La Joux (1.603 m), a circa 3 Km da La Thuile dove lasciamo la nostra auto. La comoda mulattiera si immette da subito in un bellissimo bosco di conifere. Attraversiamo il ponticello in legno sul torrente Rutor e  al bivio, seguendo le indicazioni teniamo la destra. Dopo solo 20 minuti di cammino raggiungiamo la prima cascata (1.700 mt).  Sono rimasta incantata di fronte al fragore del torrente che si getta nella stretta gola ma non è nulla in confronto a quello che ci attende.

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Avevo letto che spesso il sole crea un meraviglioso arcobaleno nel fondo del canyon ma non sono stata cosi fortunata da poterlo ammirare.

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Proseguiamo nel bosco e le enormi radici degli alberi, creando degli scalini naturali, ci aiutano nella salita.

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Costeggiamo il torrente e per un breve tratto il sentiero diventa pianeggiante fino a raggiungere un’altra cascata ma non lasciatevi ingannare, la seconda cascata è poco più su.

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Riprendiamo a salire e dopo alcuni tornanti troviamo sulla destra la deviazione che ci permette di ammirare la seconda cascata del Rutor (1.850 mt). L’acqua precipita con estrema potenza sollevando nubi d’acqua.

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Torniamo sul sentiero principale, a tratti lastricato, e riprendiamo a salire. La terza cascata (1.996 mt), è preannunciata dal fragore dell’acqua e dalla sua nebulizzazione che emerge dal fitto bosco. Indubbiamente è la più spettacolare. Grazie al ponticello di ferro che sovrasta la cascata è possibile ammirare la potenza dei due salti ma attenti a non scivolare. Qui il terreno è molto scivoloso perchè costantemente spruzzato d’acqua.

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In realtà siamo accompagnati dal gorgoglio dell’acqua del torrente durante tutta l’escursione, e mano a mano che ci avviciniamo alle cascate diventa nettamente più risonante. Una costante a mio avviso che ha un effetto estremamente rilassante e rinfrescante. Anzi è uno dei motivi per cui amo tanto la Valle d’Aosta, la presenza cosi abbondante di corsi d’acqua e laghi, l’acqua per me è un elemento per me distintivo di questa regione e un elemento da cui sono perennemente affascinata.

Attraversato il ponticello si può scendere nuovamente a La Joux percorrendo un recente sentiero conosciuto come il “Sentiero del Centocinquantenario”. Se non siete particolarmente allenati vi consiglio questa soluzione.

Noi optiamo per un alternativa più strong.

Ritorniamo sui nostri passi e poco oltre la terza cascata incontriamo un bivio che ci offre la possibilità di conquistare la cima, raggiungendo il Rifugio Deffeyes (2.494 m), sotto il ghiacciaio del Rutor, oppure tenendo la destra, di raggiungere i Laghi di Bella Comba. Avremmo voluto vederli entrambi ma per il momento decidiamo di proseguire dritto in direzione del Rifugio.

Se il sentiero fino ad ora non ha presentato grosse difficoltà ed è percorribile da tutti ora il gioco si fa decisamente più duro e impone diverse soste per riprendere fiato. L’altitudine è considerevole e rende la salita decisamente faticosa, un dettaglio questo non certo trascurabile.

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La fatica è subito ripagata, davanti a noi si apre un ampia piana su cui spicca una bella baita recentemente ristrutturata e il grazioso laghetto Du Glacier.  Gran parte del pianoro è ricoperto di erba bassa color giallo ocra, una prima avvisaglia dell’arrivo dell’autunno ed è  dominato dal profilo del magnifico Grand Assaly (3.174 mt). Attraversiamo un ponticello di legno e su ripidi tornanti iniziamo ad inerpicarci sempre più in quota. Il panorama da qui è grandioso ma questo ultimo tratto è altrettanto sfiancante.

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Quando credo di avere già dato il tutto e per tutto, illudendomi di essere quasi arrivata incontriamo un cartello che indica ancora 20 minuti al Rifugio. Non nego che la notizia mi ha buttato nello sconforto più totale anche perché il Rifugio fino all’ ultimo non si vede e a me sembra di salire da ore.

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Ma ancora una volta è la spettacolarità della vista a darmi la giusta motivazione per proseguire. Rianimata, anche se solo nello spirito, proseguo a testa china,  iniziando a percepire un invitante profumo di polenta , ma questo dettaglio è solo frutto della fame e della mia immaginazione. Un allucinazione che però di li a poco si materializzerà per davvero, come un miraggio ecco che all’ improvviso appare davanti ai nostri occhi il Rifugio Deffeyes (2.494 m), siamo arrivati!

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Dopo una meritata pausa e un lauto pranzo a base di funghi e polenta, questa volta tangibile e non più immaginaria, rinfrancati finalmente non solo nello spirito ma anche nella pancia, chiediamo al gestore del rifugio quanto fossero distanti i Laghi di Bella Comba. Non siamo dei martiri suicidi, siamo solo alla ricerca di un alternativa per non rifare in discesa l’ultimo pezzo del sentiero, che non ci ha entusiasmato particolarmente e si sarebbe potuto rivelare ancora più sfiancante che in salita.

Ci informano che imboccando il sentiero alla destra del rifugio in direzione della chiesetta di pietra ben visibile anche dal nostro tavolo era possibile raggiungere i Laghi di Bella Comba in un ora e mezza. La notizia ci alletta, controlliamo l’orario per assicurarci la fattibilità dell’ impresa e dopo un rapido consulto decidiamo di provare. Dal Rifugio Deffeyes prendiamo quindi il sentiero che conduce al lago inferiore del Rutor e al lago de Seracchi. Il ghiacciaio è coperto da spessi nubi, il tempo sta rapidamente cambiando e non ci crederete ma cade qualche fiocco di neve. È solo il 15 di settembre e l’evento ne ha per me dell’incredibile ma già i giorni scorsi la neve ha fatto la sua prima e timida comparsa. Acceleriamo il passo ma non senza apprezzare a dovere un panorama che toglie letteralmente il fiato.

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La vista spazia dal ghiacciaio del Rutor e del Grande Assaly, alla conca di La Thuile, ben visibile poco più in basso e ancora illuminata dai raggi del sole. Attraversiamo il torrente Rutor tramite un ponticello di legno e proseguiamo sul sentiero n. 8 che ci porta verso il vallone Belle Combe.

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Fa sempre più freddo e il vento gelido ci obbliga ad indossare tutto il contenuto del nostro zaino, compresi guanti e berretto di lana. Ma ancora una volta il freddo e la stanchezza passano in secondo piano, credo sia una delle escursioni più emozionanti mai fatte fino ad ora. Mano a mano che proseguiamo la valle diventa sempre più aperta e è un esplosione dei tipici colori autunnali, che nonostante la mancanza di sole risplendono vividi e mi impongono numerose soste fotografiche. Voi sapevate che i cespugli di mirtilli sono interessati dal tipico fenomeno del foliage?

Procedendo su questo costone erboso, raggiungiamo i ruderi di una vecchia casermetta militare, circondato da cespugli di epilobi ormai sfioriti ma qualche settimana fa deve essere stato uno spettacolo incredibile.

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Tenendo la sinistra raggiungiamo dopo pochi minuti il Lago di Belle Combe inferiore.

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Procedendo a destra (sinistra orografica), si raggiunge facilmente anche Lago di Belle Combe Superiore (2.379 mt), in mezzo al quale si erge uno strano isolotto aguzzo. Il secondo lago ha una forma molto peculiare, sembra quasi un cuore.

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I Laghetti di Belle Combe sono incantevoli, separati tra di loro da un sottile itsmo pietroso; di un colore azzurro intenso spiccano all’ interno in conca granitica grigia e austera. Come due perle incastonate nelle montagne sono la giusta ricompensa dopo una lunga camminata.

Il paesaggio è molto rilassante, ma purtroppo si è fatto tardi e non possiamo trattenerci ancora a lungo. Torniamo sui nostri passi e al bivio che ci siamo poco prima lasciati alle spalle seguiamo le indicazioni per La Joux. Ormai è tutta discesa. Attraversiamo un pianoro dove spuntano cespugli  di mirtillo a perdita d’occhio.

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Sulla destra intravediamo nuovamente il Lago Du Glacier  e grazie alla diversa prospettiva rispetto a questa mattina ammiriamo anche la cascata che da origine al lago. Vorrei fermarmi a fare nuove foto ma la batteria è ormai scarica e la scheda di memoria piena. Purtroppo avevo dimenticato quelle di scorta in camera. Un errore da principiante, oltre che imperdonabile, ma ogni tanto ci ricado. Pazienza, registro più dettagli possibili con lo sguardo e mi riprometto di tornare con più calma, in un’altra stagione e con l’attrezzatura a posto.

2 Comments

  1. Laura

    9th Ott 2018 - 9:06

    Ciao, ho letto con piacere la tua escursione, mi sono entusiasmata tantissimo e vorrei provare a farla. Mi servirebbero alcune informazioni: quanti chilometri sono e quanto tempo avete impiegato? Ci sono passaggi esposti? (purtroppo soffro di vertigini ed attacchi di panico….). Grazie e ancora tantissimi complimenti soprattutto per le bellissime foto!!!

    • Maria Paola Salvanelli

      Maria Paola Salvanelli

      9th Ott 2018 - 22:49

      Ciao Laura, mi fa molto piacere che il mio resonto ti abbia ispirato! Dal punto di partenza di La Joux alla terza cascata del Rutor sono circa 1 ora e 30 di cammino. Arrivata alla terza cascata trovi una deviazione che conduce ad una passerella che porta proprio sotto la caduta d’acqua, soffrendo di vertigini potrebbe darti un po’ fastidio guardare a valle ma non sei obbligata ad attraversarla. Dalla terza cascata per il Rifugio Deffeyes devi calcolare altre 2 ore. Nessun tratto esposto, solo l’ultima salita che sale a zig zag con un dislivello importante ma rimane sempre su un sentiero largo e non dovresti aver problemi. Dal Rifugio Deffeyes puoi tornare a valle per lo stesso sentiero dell’andata o proseguire come abbiamo fatto noi per i laghi Bella Comba. Tieni conto che appena dopo il rifugio devi scendere alcuni massi aiutandoti con corde e scalini di ferro. Non è una ferrata e si tratta di qualche metro ma soffrendo di vertigini non so quanto possa darti fastidio. Puoi sempre provare e se non te la senti tornare indietro. Il resto del percorso è fattibilissimo. Includendo anche i laghi Bella Comba il giro completo diventa di circa 8 ore, ma puoi sempre spezzarlo in due giornate e raggiungere i laghi Bella Comba dalla deviazione che trovi subito dopo la terza cascata del Rutor. Spero aver risposto alle tue domande e buona escursione!

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