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Cosa vedere a Mantova in un giorno: itinerario a piedi del centro storico

Dopo una breve parentesi di inattività dovuta al maltempo che ci ha costretto a trascorrere interi week end di ozio sul divano, era necessario reagire. Certo, il mese di Novembre in Pianura Padana non invita esattamente all’azione e possiamo ripeterci come un mantra che è proprio grazie alla nebbia se i nostri salumi sono pregiati ma non ha gli stessi effetti benefici sul nostro umore.

La meta di questa gita domenicale è Mantova, splendida città rinascimentale che nel 2008 è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e nel 2016 eletta Capitale della cultura italiana.

Governata  per oltre quattro secoli (tra il 1328 e il 1707) dai Gonzaga, una famiglia di origini contadine diventati prima Signori poi Marchesi. Amanti dell’arte e della letteratura hanno fatto costruire palazzi, monumenti e chiese, trasformando Mantova nel gioiello che tutt’oggi possiamo ammirare.

Mantova dista solo un’ora di macchina da Parma ma per un motivo o per altro, nonostante le buone intenzioni, è una città che non avevo mai visitato.

Forse Novembre non è il mese ideale per addentrarsi nella “bassa”; come tutte le città della Pianura Padana è caratterizzata da una forte umidità, accentuata dalla presenza di 3 laghi artificiali, rispettivamente il lago Superiore, il lago di Mezzo ed il lago Inferiore. Se da un lato le conferiscono un’anima romantica e sono il luogo ideale per una passeggiata, un giro in bicicletta o un’escursione in battello, dall’ altro sono una condanna per la mia cervicale.

Mantova, fiume Mincio

Mantova si trova in Lombardia ma tra il clima, l’accento e la cucina tipica, tra cui spiccano i tortelli di zucca e il lambrusco, mi sembra di essere ancora in Emilia.

E vista appunto la vicinanza a casa troveremo sicuramente occasione per tornare con un clima più piacevole.

Il centro storico è molto raccolto e questo vi dà la possibilità di visitarne i monumenti principali anche solo in una giornata. Certo, per una visita approfondita sarebbe l’ideale un week end ma accontentiamoci del tempo a nostra disposizione e cerchiamo di sfruttarlo al meglio.

Qui di seguito trovate il mio itinerario, rigorosamente a piedi, da cui potete prendere spunto per organizzare la vostra visita.

Lasciamo l’auto nel parcheggio gratuito Campo Canoa. Per raggiungere il centro potete usufruire del servizio navetta (sempre gratuito) oppure, come abbiamo fatto noi, andare a piedi. Attraversando il Ponte di San Giorgio Mantova si rivelerà al vostro sguardo da una prospettiva privilegiata.

Mantova, skyline

Al termine del ponte troviamo un piccolo imbarcadero che nella bella stagione propone tour in battello sui tre laghi che hanno origine dalle acque del fiume Mincio che, con una profonda ansa, circonda Mantova su tre lati e conferisce alla città una caratteristica davvero particolare, si ha come l’impressione che galleggi sull’acqua e regala scorci spettacolari soprattutto al tramonto quando la luce calda riflette bagliori rosati. Quest’ultima parte l’ho letta e me lo posso solo immaginare, oggi le tonalità dominanti sono decisamente più fredde.

Mantova, imbarcadero

Nei mesi di luglio e agosto, il lago Superiore esplode di colori grazie alla fioritura dei fiori di loto. Leggenda narra che la presenza di questo particolare fiore sia da ricondurre alla triste fine di giovane donna orientale che morì annegata mentre si specchiava nelle acque del lago. L’amato cosparse il lago di semi di fior di loto, affinché delicatezza dei fiori, nella stagione estiva, ricordassero il profumo e la dolcezza della fanciulla.

I Barcaioli del Mincio propongono affascinanti itinerari fluviali, motivo per cui mi sono ripromessa di tornare in estate.

Attraversando la strada e dirigendoci verso il centro storico il primo monumento che incontriamo è il Castello di San Giorgio.

1.    Castello di San Giorgio

Uno dei monumenti più distintivi della città di Mantova. Un castello a pianta quadrata con quattro torri angolari, fatto costruire da Francesco I Gonzaga nel 1395. Inizialmente aveva una funzione difensiva, motivo per cui era cinto da un fossato che si poteva attraversare solo grazie a tre ponti levatoi. Successivamente divenne residenza della famiglia Gonzaga che nel corso dei secoli, cambiandone la destinazione d’uso, lo fece affrescare. Uno degli affreschi più celebri è di Andrea Mantegna che nella seconda metà del 1400 impiegò ben 9 anni per realizzare la famosa Camera Picta (camera dipinta) meglio nota come la Camera degli Sposi, un capolavoro di pittura rinascimentale.

 Mantova, Castello di San Giorgio

Per visitare il Castello di San Giorgio e in particolare la Camera degli Sposi è consigliata la prenotazione. Al Castello di San Giorgio si accede da Palazzo Ducale, vedi punto 3.

2.    Piazza Sordello

Seguendo il perimetro del fossato del Castello di San Giorgio di sbuca in Piazza Sordello, la piazza più grande del centro storico, dedicata a Sordello da Goito, poeta mantovano del XIII secolo. Su questa enorme piazza acciottolata a forma rettangolare si affacciano i principali edifici storici della città tra cui il Duomo, il Palazzo Vescovile, il Palazzo Ducale (o Palazzo del Capitano), la Palazzo Bonacolsi (ora Castiglioni) e il Palazzo Acerbi (privato) con l’accesso alla Torre della Gabbia. Entrando nella Piazza la mia attenzione è subito attirata da una casa all’angolo, una costruzione quattrocentesca con una bellissima loggia interna dove spicca la statua in bronzo del Rigoletto, il buffone di corte protagonista del melodramma di Giuseppe Verdi, andato in scena nel 1851 e ambientato proprio nel Palazzo del Duca di Mantova. Qui trovate l’ufficio del turismo se avete bisogno di mappe o qualsiasi altra informazione.

Mantova, casa del Rigoletto

3.      Palazzo Ducale

La più antica fra le residenze in cui abitarono i Gonzaga e un ulteriore testimonianza del prestigio acquisito nei secoli dalla famiglia. Fu costruito tra il XIII e il XVIII secolo, subendo diverse modifiche per assecondare il gusto estetico delle diverse epoche. I Gonzaga ospitarono nel palazzo i migliori artisti dell’epoca – pittori, architetti e decoratori – che con le loro opere trasformarono le diverse stanze e resero il complesso sempre più bello e grandioso

Il complesso museale è suddiviso in tre aree principali: il castello di San Giorgio con la camera degli sposi di cui vi ho accennato prima, la Corte Vecchia e la Corte Nuova. È considerato il più grande complesso architettonico museale italiano che al suo interno racchiude ampie stanze, affreschi, chiese, portici, torri, cortili e giardini. Per la visita dovete tenere in conto qualche ora, l’ideale è visitarlo la mattina quando il livello di concentrazione in genere è maggiore.

Mantova, Palazzo DucaleMantova, Palazzo Ducale

In apertura dicevo che Mantova è piccolina e visitabile in una giornata, ma le cose da vedere sono comunque tante e bisogna darsi delle priorità. Per scelta decidiamo di non visitare il Palazzo Ducale ma è una visita solo rimandata.

Se avete la fortuna di trattenervi un intero week end o più giorni valutate la Mantova Sabbioneta Card, una tessera che al costo di soli 20 € permette di visitare i musei e i monumenti di Mantova e Sabbioneta ad un prezzo molto vantaggioso.

Per maggiori informazioni potete consultare i seguenti link

4.      Duomo di Mantova

Sul lato corto della piazza trovate il Duomo, o Cattedrale di San Pietro, edificato nell’XI secolo ma nel corso degli anni ha subito diversi rifacimenti tanto da sfoggiare diversi stili che convivono armoniosamente. La torre campanaria è romanica, la facciata principale è tardo-barocca mentre la fiancata destra gotica in cotto rosso. All’interno presenta una struttura architettonica molto particolare a cinque navate separate da colonne corinzie. È luogo di culto principale della città di Mantova anche se l’ho trovato meno maestoso della Basilica di Sant’Andrea (punto 9). L’ingresso è gratuito. Probabilmente entrando nel Duomo non avrete la stessa impressione di grandiosità che vi ha assalito entrando nella Basilica nella ma vale comunque la pena di visitarlo.

Da Piazza Sordello, sempre a piedi imbocchiamo Via Broletto e raggiungiamo Piazza delle Erbe, il salottino della città.

5.      Piazza delle Erbe

Così chiamata perché da tempo vi si svolge il tradizionale mercato di frutta e verdura. Sotto i portici che conducono alla piazza troviamo numerosi negozi, bar e trattorie. Potrebbe essere il luogo ideale per una sosta golosa ma ci non lasciamo distrarre, puntiamo dritto al vero cuore di Mantova, Piazza delle Erbe, una piazza molto frequentata e vivace, di dimensioni contenute ma piena di storia. Se in Piazza Sordello si affacciano i principali edifici storici della città qui trovate, a mio parere, quelli più affascinanti: il Palazzo della Ragione e la Torre dell’Orologio, che occupano tutto un lato della piazza, la Rotonda di San Lorenzo, la Casa del Mercante.

Mantova, Piazza delle Erbe

Purtroppo il Palazzo della Ragione è tutto impacchettato per lavori di ristrutturazione dopo i danni subiti nel terribile terremoto che si è abbattuto sul Nord Italia del 2012. Mantova venne fortemente colpita e il Palazzo della Ragione torna solo ora al suo antico splendore.

Vi segnalo che fino al 03 Febbraio 2019 il Palazzo della Ragione ospita una mostra su Marc Chagall. Ve ne parlerò più in dettaglio in seguito.

Da Piazza delle Erbe, avrete accesso alla vicinissima Basilica di Sant’Andrea.

6.      Torre dell’Orologio

Adiacente al Palazzo della Ragione, la Torre dell’orologio fu costruita nella seconda metà del Quattrocento dal matematico e astrologo Bartolomeo Manfredi, a servizio della famiglia Gonzaga che progettò l’enorme orologio che ancora svetta sulla facciata della torre e da cui deriva il suo nome. L’orologio non segna solo le ore, indica i segni zodiacali, le ore planetarie, i giorni della Luna e la posizione degli astri. E pensate che è in funzione dal 1473! Se ne può osservare il complesso meccanismo visitando il Museo del Tempo, all’ interno della torre. Dalla sua cima inoltre si gode di una bellissima vista su Mantova e i suoi laghi. Purtroppo anche la torre è attualmente chiusa per lavori di ristrutturazione.

Mantova, Torre dell'Orologio

7.      Rotonda di San Lorenzo

La chiesa dalla pianta rotonda più antica della città. Non ci sono documenti a testimonianza ma dalla sua peculiare architettura si ipotizza che sia stata fondata tra la fine del XI secolo e l’inizio del XII per desiderio della contessa Matilde di Canossa. Esternamente presenta un’architettura molto semplice ma entrando sarete investiti da una sensazione di stupore. Nel 1579 la chiesa fu chiusa al culto per volere di Guglielmo Gonzaga e per oltre trecento anni fu inglobata tra le case e le botteghe circostanti. Sarà solo agli inizi del XIX secolo che l’abbattimento dei fabbricati a fianco della Torre dell’Orologio la riporta alla luce. Venne liberata dalle parti architettoniche non pertinenti ed iniziarono i lunghi lavori di recupero e di restauro. Oggi è gestita e tutelata dall’Associazione per i Monumenti Domenicani e ovviamente è stata riaperta al culto. L’ ingresso è gratuito, o meglio, ad offerta.

 Mantova, Rotonda di San Lorenzo

8.      Casa del Mercante

Uscendo dalla Rotondo di San Lorenzo sono sicura che la vostra attenzione verrà attirata da una casa a tre piani davvero particolare, si tratta della Casa del Mercante così chiamata perché costruita nel 1455 per volere del mercante di tessuti Giovan Boniforte da Concorezzo come casa-bottega.  La facciata è decorata con motivi tardo gotici e orientali, in ricordo dei suoi viaggi in oriente. Ricorda un po’ le facciate delle case veneziane. Il portico è sostenuto da colonne in marmo rosso e sugli architravi sono incisi l’anno di costruzione e il nome del proprietario.

HANBONIFORT DA CONCHOREZO AFAT FAR QUESTA OPERA DELANO 1455 – IOHANESBONIFORT DE CONCORESIO HOC OPUS FIERI FECIT SUB ANNO DOMINI 1455.

Sotto il portico, sopra l’ingresso della antica bottega sono inoltre scolpiti gli oggetti che il mercante vendeva: piatti guanti, cucchiai, coltelli, bilance. La casa del mercante per la sua originalità non passa certo inosservata. Purtroppo l’edificio non è visitabile all’interno perché privato.

9.      Basilica di Sant’ Andrea

Passando da Piazza Erbe all’adiacente Piazza Mantegna, potrete visitare la Basilica di Sant’Andrea Progettata da Leon Battista Alberti che purtroppo non la vide completata perché morì nello stesso anno in cui iniziarono i lavori. Viene portata a termine dall’architetto mantovano Luca Fancelli. La Basilica ha una pianta a croce, l’interno è finemente decorato con soffitti a cassettoni e accoglie opere d’arte di artisti noti come Correggio e Mantegna, quest’ultimo sepolto all’interno della basilica. Nella cripta della basilica sono custoditi i Sacri Vasi che contengono la terra del Golgota intrisa del sangue di Gesù, portata a Mantova da Longino, il soldato romano che aveva trafitto Gesù con la sua lancia. Ogni Venerdì Santo, i Sacri Vasi vengono mostrati e portati in processione per la città. È senza dubbio questa la chiesa più imponente della città.

Mantova, Basilica di San Andrea

10.  Loggia delle pescherie Giulio Romano

Gironzolando per le vie del centro, a caccia di spunti fotografici, ci ritroviamo a percorrere Via Roma. Proprio di fronte il palazzo delle Poste un altro dettaglio richiama la mia attenzione. È così che trovo il Mercato Contadino. Qui il sabato mattina si può comprare frutta, verdura, formaggi, pane, dolci e vino direttamente da produttori locali a prezzi contenuti. Oggi è domenica e non ci sono bancarelle ma rimane un angolo di Mantova che mi ha affascinato. Percorrendo il lungorio IV Novembre, il corso d’acqua che attraversa la città, raggiungiamo la loggia delle pescherie Giulio Romano, un edificio storico di Mantova dedicato al commercio del pesce e collegate alle Beccherie, il macello pubblico realizzato negli stessi anni sempre su disegno di Giulio Romano. Qui divertitevi a fotografare uno scorcio di Mantova davvero pittoresco.

Mantova, lungo rioMantova, lungo rio

11.  Osteria la Fragoletta

Si è fatta ora di pranzo, avevamo giocato di anticipo e prenotato un tavolo presso l’Osteria la Fragoletta, cosi chiamato perché l’antica proprietaria era un’attrice che ritiratasi dalle scene fondò questa osteria per ospitare gli amici attori che si esibivano nel vicino Teatro Vecchio, dove ora si trova il ristorante. L’attrice per il suo carattere allegro e gioviale era sopranominata appunto “Fragoletta”.

 Osteria La Fragoletta

Qui potrete gustare sia piatti della tradizione che accostamenti un po’ più originali che mi ispiravano molto ma abbiamo preferito optare per il menù degustazione, per assaggiare più piatti possibili della cucina mantovana.  Iniziamo con un antipasto misto di salumi Mantovani con polenta abbrustolita, gras pistà e mostarda di mele accompagnato da una selezione di pane e grissini.  A seguire un bis di risotto alla pilota (risotto tradizionale, sgranato e condito con salsiccia di maiale) e tortelli di zucca al burro fuso e salvia. Buonissimi e da buona parmigiana di tortelli me ne intendo! Come secondo il menu prevedeva lo stracotto di cavallo con polenta, buono ma per me un po’ difficile da digerire. Divina la torta sbrisolona con cui chiudiamo il pranzo. Annaffiamo il tutto con una bottiglia di un dignitosissimo lambrusco e a seguire caffè.

Mantova, Osteria La Fragoletta

La qualità delle materie prime è indiscutibile e vengono sapientemente cucinate e presentate.

Location carina, semplice, senza troppe pretese. Personale gentilissimo e servizio impeccabile, intendo che non ci hanno tolto il piatto mentre stavamo ancora masticando (succede anche troppo spesso) e tra una portata e l’altra ci hanno fatto attendere il giusto. Ottimo rapporto qualità prezzo, il costo del menu era di 28 € bevande escluse e ci siamo alzati da tavola super sazi.

Lo consiglio e per quanto mi riguarda ci tornerei.

Per dovere di cronaca di segnalo che di fronte all’Osteria la Fragoletta trovate il Teatro Comunale Ferdinando Bibiena. Qui a soli 14 anni, durante la sua prima tournée italiana, si esibì Wolfgang Amadeus Mozart insieme al padre Leopold, in un memorabile concerto. Tuttora il teatro viene utilizzato per ospitare rassegne musicali, concerti e convegni di un certo livello. Il teatro è visitabile ma noi non ci siamo soffermati.

Dopo pranzo ci dirigiamo, sempre a piedi, verso Palazzo Te, un must per chi visita Mantova per la prima volta.

Vi accorgerete che le distanze nel centro storico sono davvero ridotte, Palazzo Te è l’unico monumento ad essere leggermente decentrato ma una passeggiata dopo un pranzo del genere è quello che ci vuole. Dopo tutto quando si è in gita è giusto dimenticarsi della dieta e assaporare quanto di meglio la gastronomia locale ha da offrire, anche se alcune pietanze possono risultare più pesantucce di altre.

Cercando la via migliore per raggiungere Palazzo Te ci imbattiamo nella graziosa Piazzetta Matilde di Canossa dove troviamo un piccolo gioiellino, l’Oratorio della Madonna del terremoto, una minuscola chiesetta in stile barocco edificata nel 1754 come forma di ringraziamento alla Vergine Maria per la protezione concessa durante del terremoto del 1693. In una città come Mantova è indubbiamente una chiesa “minore”, ma merita di essere ricordata. Non è visitabile all’interno ma ha comunque un cancello a grata che ne permette la visione.

Oratorio della Madonna del terremotoOratorio della Madonna del terremoto

Molto bella la facciata del Palazzo di Canossa che però non è visitabile perché residenza di privati.

Ad arricchire una piazza già di per sé molto bella troviamo, in un angolo, un’antica edicola di ferro in stile liberty, risalente alla fine del 1800 restaurata e resa nuovamente preziosa dal FAI (Fondo Italiano per l’Ambiente) anche se non funge più da edicola.

Antica edicola in ferro

Raggiungiamo Palazzo Te seguendo senza saperlo il Percorso del principe, in parte già percorso, ancora una volta in modo inconsapevole, questa mattina.  Si tratta di un itinerario consigliato che dalla sponda del lago di Mezzo conduce fino a Palazzo Te, attraversando tutta la città e toccando i suoi principali palazzi e monumenti.

Mantova, Percorso del Principe

Ripercorriamolo velocemente assieme, le ripetizioni non hanno mai fatto male. L’itinerario si snoda lungo un asse che attraversa la città da nord a sud, collegando i due principali poli culturali della città: Palazzo Ducale e Palazzo Te. Siamo partiti da Piazza Sordello, dove si può ammirare il Duomo, il Palazzo Vescovile, Palazzo Bonacolsi, Palazzo Castiglioni e la Torre della Gabbia. Arriviamo in Piazza delle Erbe dove si affaccia Palazzo della Ragione, la Torre dell’Orologio, Rotonda di San Lorenzo e Basilica di Sant’Andrea. Avendo pranzato presso l’Osteria della Fragoletta, in via Accademia, siamo anche passati davanti al Teatro Bibiena che ospitò un concerto del quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart e fa parte appunto di questo percorso suggerito. Percorrendo via Roma si arriva al Rio, un canale artificiale realizzato da Alberto Pitentino, su cui si affacciano le Pescherie di Giulio Romano, realizzate nel 1536 per il commercio del pesce e caratterizzate da un doppio porticato con archi tondi e piccole finestre nella parte superiore. Procedendo lungo l’asse che porta verso Palazzo Te si giunge in largo XXIV Maggio, dove sulla sinistra si affaccia la chiesa di San Sebastiano, ora Famedio dei Caduti. Attraversando via Acerbi, al civico n. 47 sulla destra, è visitabile la quattrocentesca Casa del Mantegna.

E cammina cammina siamo ormai giunti nella parte sud della città di Mantova, dove si trova Palazzo Te.

12.  Palazzo Te

La vera ragione che ci ha condotti fino a Mantova. Tanta bellezza non si può riassumere in tre parole, motivo per cui sto preparando un post dedicato. Posso però anticiparvi che la villa venne costruita nel 1500 dall’architetto Giulio Romano per volere di Federico II di Gonzaga che desiderava un rifugio dagli obblighi di corte e un luogo appartato dove dedicarsi unicamente allo svago e al divertimento. Qui, oltre a diversi ospiti illustri, ha dimorato anche la sua amante Isabella Boschetto, a cui sono dedicate stanze e affreschi. Il palazzo non contiene più il mobilio dell’epoca ma il vuoto delle stanze è perfettamente contro bilanciato da affreschi meravigliosi che vi faranno rimanere a bocca aperta. La Camera di Amore e Psiche e la Camera dei Giganti da sole valgono la vista.

Mantova, Palazzo TeMantova, Palazzo TeP1130240

Contrariamente a quanto si possa pensare il nome non ha niente a che vedere con la bevanda tanto cara agli inglesi ma, di questo, ve ne parlerò a tempo debito.  L’ingresso è a pagamento. A questo link trovate tutte le informazioni necessarie.

La visita di Palazzo Te ci occupa quasi tutto il pomeriggio, usciamo che nel frattempo si è fatto buio. Maledetta ora solare!  Ripercorriamo a ritroso, e sempre a piedi, il percorso dell’andata e torniamo in Piazza delle Erbe.

Per concludere la giornata decidiamo di visitare la mostra di Chagall.

13.  Marc Chagall come nella pittura, così nella poesia

Mostra allestita a Palazzo della Ragione. Il pittore bielorusso insieme a Picasso e Robert Delaunay è stato fonte di ispirazione di poeti, scrittori e critici del Novecento, con il suo stile surreale e fiabesco. Inserito nel panorama delle Avanguardie e del Cubismo ma non ha mai aderito apertamente a nessuno di essi.

La mostra a cura di Gabriella Di Milia, è stata promossa dalla casa editrice Electa in collaborazione con il comune di Mantova e la Galleria Statale Tret’jakov di Mosca che ha prestato per l’occasione le opere più rappresentative del percorso artistico del pittore, tra cui cui il ciclo completo dei 7 pannelli di grandi dimensioni dipinti da Chagall nel 1920 per il Teatro ebraico da camera di Mosca. Trovate inoltre una selezione di dipinti, acquerelli e acqueforti eseguite tra il 1923 e il 1939, tra cui le illustrazioni per le Anime Morte di Gogol’, per le Favole di La Fontaine e per la Bibbia.

Mantova, mostra di Chagall

Chagall ebbe una vita lunga e piena di cambiamenti ma anche segnata da innumerevoli disgrazie, dovute principalmente al peculiare periodo storico in cui vive: dalla rivoluzione russa, alla prima guerra mondiale, al nazismo.  La sua produzione artistica ha ovviamente risentito di queste terribili esperienze ma altri due sono temi ricorrenti nelle sue opere: i ricordi della sua città d’origine e il suo profondo amore per la moglie Bella.

Ciò che ha reso Chagall un artista unico è stata la sua capacità di trasferire nelle sue opere i tumulti dell’inconscio, realizzando immagini da leggere in chiave prettamente onirica e fantastica.

Il quadro che più ho apprezzato è “Sulla città” opera del 1918 in cui lui e la moglie, abbracciati sorvolano la città natia del pittore, lanciando il loro messaggio di libertà:

“Scappiamo, sfuggiamo dagli affanni, dai pregiudizi, dalle fatiche che si nascondono tra un tetto e un altro, tra comignolo e finestre. Prendiamo il volo, io e te in questo cielo che ci ospiterà, noi sopra la città. Basta rimanere nel flusso sempre eterno e sempre lo stesso di convenzioni, di convinzioni, classiche interpretazioni della vita quotidiana, allontaniamoci, voliamo via da questa città se ci sta stretta, se è cambiata così tanto, tu fai un cenno, salutala, ti porto lontano, non pensare ad altro – Marc Chagall”

Marc Chagall, Sulla città

Il costo del biglietto è di € 12 + € 5 per l’audio guida, imprescindibile per me che non conoscevo questo artista e mi ha permesso di comprendere meglio il percorso espositivo.

Il tempo a nostra disposizione è quasi terminato e ci accingiamo a tornare verso il parcheggio.

Mantova è stata decisamente una piacevole scoperta, è una città raccolta e tranquilla ma ricca di fascino. Come avete visto le cose da vedere non mancano ma con un minimo di organizzazione è fattibile anche in una sola giornata. Se siete alla ricerca di uno spunto per il week end tenetela a mente, passeggiare tra i suoi palazzi e le sue chiese vi piacerà.

Mantova

Solo un avviso per le signore, bandito ogni genere di tacco, il ciottolato non perdona!

1 Comment

  1. Franca

    17th Nov 2018 - 9:33

    Una città da visitare assolutamente!!

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