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Asia & Oman & Travel

Itinerario in Oman – Il mercato di Sinaw & la Riserva Ras Al Jinz

Nel mio ultimo post sull’Oman vi ho parlato del deserto, un luogo magico che meritava uno spazio dedicato ma ora devo fare un passo indietro.

Prima di avventurarci tra le dune di sabbia dorata del Wahiba Sands abbiamo fatto visita a Sinaw, cittadina celebre per il mercato settimanale del bestiame che si tiene al giovedì. Le date di partenza del tour sono state programmate in modo da essere qui per vederlo. Arriviamo in città di buon ora e troviamo già un sacco di pick-up e camion parcheggiati, una moltitudine di uomini in abiti tradizionali stanno scaricando il bestiame, in particolare caprette e cammelli.

La piazza è un brulicare di persone, animali, carri, auto. Tutti vanno di fretta nel tentativo di chiudere in fretta gli affari e tornare a casa. Ci aggiriamo tra banchi di frutta e verdura, carne e pesce fino ad arrivare ad una corte centrale in muratura dove gli allevatori portano i propri capi che verranno valutati dai possibili acquirenti che attendono pazienti seduti su lunghe panche di legno.

Per la prima volta vedo una concentrazione di donne molto più alta rispetto ad altri posti, rigorosamente vestite o forse sarebbe più corretto dire nascoste dai loro abiti tradizionali. Alcune indossano la tipica maschera nera delle beduine che lascia scoperti solo gli occhi sottolineati dal kajal.

Tutti gli uomini sfoggiando la dishdasha, il tipico abito chiaro lungo fino ai piedi che io trovo estremamente elegante. Sulla testa portano il kumma o il turbante e non è raro vedere bancarelle dove si contrattano i Khanjak, il tradizionale pugnale d’argento ricurvo indossato nelle giornate di festa o cerimonie importanti.

Le trattative fervono ma nessuno, ad eccezione delle donne ci nega una foto. Quello che più mi colpisce di questo mercato è che le situazioni sono vere ed autentiche, non c’è nulla di costruito ad uso del turista, e questa è una caratteristica che ancora contraddistingue tutto il paese ed è uno dei motivi principali per cui ho amato tanto l’Oman. È un mercato meno frequentato di quello di Nizwa ma ugualmente si vedono in giro altri turisti curiosi come noi ma gli omaniti sono troppo concentrati nelle loro trattative per preoccuparsi della nostra presenza.

Dopo la visita del mercato di Sinaw ha inizio la nostra avventura nel deserto, di cui vi ho parlato in questo articolo.  Non mi piace saltare di palo in frasca (come si suol dire) ma allo stesso tempo volevo rimanere fedele all’ itinerario originario, spero infatti che il mio racconto sia di ispirazione per il vostro prossimo viaggio.

Salutiamo mio malgrado anche il deserto e ci dirigiamo verso la Riserva Ras Al Jinz.

Siamo quasi giunti al secondo momento topico del viaggio, ancora una volta sarà la natura la vera protagonista e ci regalerà momenti indimenticabili.

Alloggiamo presso il Ras Al Hadd Holidays, depositiamo i bagagli e dopo una cena forzatamente anticipata raggiungiamo la spiaggia di Riserva Ras Al Jinz un centro studi per la ricerca e protezione delle tartarughe che è possibile avvistare all’ alba e al tramonto. Ovviamente gli incontri ravvicinati con le tartarughe non sono assicurati e la stagione migliore per gli avvistamento è Luglio-Agosto ma vi sfido a venire in Oman in questo periodo dell’anno! Noi siamo positivi e confidiamo che la nostra non sarà una visita a vuoto.

Il primo impatto non è dei più felici, nonostante la nostra visita fosse stata prenotata ci aspetta una lunga attesa. L’ingresso del centro è gremito di persone, suddivisi in piccoli gruppi in attesa del proprio turno. Noi siamo il gruppo numero 4 e non hanno ancora fatto partire il primo gruppo, stanno perlustrando la spiaggia per assicurarsi della presenza di qualche esemplare. Inganno il tempo osservando diverse fotografie appese alle parete corredati di pannelli esplicativi sulla vita delle tartarughe. C’è anche un piccolo curio – shop ma non lo degno di troppa attenzione.

L’attesa diventa estenuante e qualcuno inizia a perdere le speranze gettando sconforto sull’umore dell’intero gruppo. Anch’io sono stanca di aspettare ma continuo ad essere certa che verremo ripagati. Finalmente iniziano a chiamare il primo gruppo, l’umore del gruppo si rianima. L’attesa è ancora lunga ma almeno abbiamo la certezza che non stiamo aspettiamo invano. Improvvisamente sentiamo chiamare: Group 4, ci siamo! Accompagnati da un ricercatore del centro ci incamminiamo lungo un sentiero che conduce alla spiaggia. Siamo totalmente al buio, per la tutela delle tartarughe e nel tentativo di disturbarle il meno possibile sono vietate torce, flash, urla e schiamazzi. Procediamo in religioso silenzio quasi trattenendo il fiato. La spiaggia è disseminata da enormi buche scavate dalle stesse tartarughe dove bisogna fare attenzione a non cadere. Ad un certo punto la guida si blocca e ci suddivide in gruppi più piccoli che a turno accompagna poco lontano e con una torcia illumina quello che di li a poco scopriremo essere due enormi tartarughe che stanno faticosamente scavando per deporre le uova. Sono davvero giganti e la quantità di sabbia che fanno volare alle loro spalle è impressionante.

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Un momento magico anche se come al solito c’è l’ idiota di turno che rovina l’idillio e questa volta non erano italiani. Le regole a cui attenersi non erano molte ( non parlare, non usare luci o flash: stop!), e le guide per altro erano molto severe nel tentativo di farle rispettare, non capisco perchè sia così difficile attenersi ad un certo regolamento. Ci spostiamo per dare la possibilità a tutti di osservare le tartarughe e un altro miracolo cattura il mio sguardo. È come se in mare si fossero accese tante lucine di natale. Da subito pensavo che la sabbia del deserto che mi tormenta dal giorno precedente nonostante i litri di collirio iniziasse a provocare i primi danni permanenti ma per fortuna non sono l’unica ad avere avuto questa allucinazione. Scoprirò essere il plancton, che nel buio più totale risplende di una luce azzurrina, ben visibile quando l’onda si infrange a riva. Un’altra piccola meravigliosa magia. Sono in contemplazione di questa nuova scoperta quando veniamo richiamati all’ordine per assistere ad un altro miracolo della natura, la deposizione delle uova! Saranno almeno un centinaio grosse come palline da golf. Un momento che ricorderò per tutta la vita e che da solo valeva l’intero viaggio in Oman.

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Purtroppo le foto non sono granchè, fatte al volo con il cellulare ma ogni volta che le riguardo mi emoziono.

L’impegno per la tutela e riproduzione delle tartarughe marine nel loro ambiente naturale da parte del centro è lodevole, purtroppo l’elevato numero dei partecipanti, soprattutto se presenti personaggi irrispettosi, rovina l’atmosfera. L’ideale se ne avete la possibilità è pernottare direttamente all’interno del centro, è presente un hotel piu caro della media ma che vi darà la possibilità di fare non solo la visita serale ma anche quella all’alba, con la luce del giorno forse sarà meno suggestivo ma potrete assaporare di più la scena e di certo i gruppi sono piu ristretti perché alle visite mattutine possono avere acceso solo gli ospiti del centro. Se siete fortunati potreste vedere anche la schiusa delle uova e la disperata corsa dei nascituri verso il mare. È tempo di rientrare. Sulla via del ritorno l’accompagnatore ci fornisce maggiori informazioni sul ciclo di vita delle tartarughe.  Pensate che depositano circa 200 uova alla volta ma di queste solo 4 o 5 sopravvivono. I gabbiani, le volpi ed altri predatori si nutrono sia delle uova appena depositate che dei piccoli appena nati, facile bersaglio durante la loro disperata corsa verso il mare dopo la schiusa, che avviene solitamente dopo 2 mesi dalla deposizione. Le tartarughe vivono in media 80 anni, sono quindi molto longeve ma proprio a causa della difficoltà delle uova a raggiungere l’età adulta è una specie molto fragile e a rischio estinzione.

ARTICOLI SULL’OMAN

  1. Oman, la terra del Sultano – un equilibrio tra modernità e tradizione
  2. Muscat, la Svizzera del mondo arabo
  3. Itinerario in OMAN – In viaggio verso Nizwa
  4. Itinerario in Oman – Forte di Jabreen e la Jabel Shams
  5. WAHIBA SANDS, La meraviglia del deserto in Oman
  6. Itinerario in Oman – Rotolando verso Sur

2 Comments

  1. Barbara

    7th Gen 2020 - 18:05

    [… È un mercato meno frequentato di quello di Nizwa ma ugualmente si vedono in giro altri turisti curiosi come noi ma gli omaniti sono troppo concentrati nelle loro trattative per preoccuparsi della nostra presenza. Dopo la visita del mercato di Nizwa ha inizio la nostra avventura nel deserto…..]
    Le foto postate si riferiscono al mercato di Sinaw o a quello di Nizwa ? Perché il testo – che copio – non é chiaro.
    Grazie

    • Maria Paola Salvanelli

      8th Gen 2020 - 11:50

      ciao Barbara,
      le foto postate fanno riferimento al mercato di Sinaw.
      Grazie per la seganalzione, è stato un errore di digitazione.

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