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Granada e il fascino dell’Alhambra

C’è un detto spagnolo che dice: “chi non ha visto Granada, non ha visto nulla”.

La bellezza di questa città è stata decantata fino a farne un mito. Ma è davvero così bella? Io penso di si e credo sia facile innamorarsi di questa vivace città universitaria, alle cui spalle si innalzano le montagne della Sierra Nevada le cui cime raggiungono e superano i 3000 mt.

Raggiungiamo Granada sempre in treno. Il tragitto questa volta è un po’ più lungo ( circa 3 ore) e l’ultimo tratto prevede in questo periodo il trasbordo in pullman. La linea ferroviaria è infatti interrotta a causa dei lavori dell’alta velocità.

Arriviamo a Granada verso le 12,00 e con un taxi giungiamo all’Hotel Anacarpi, dove pernotteremo due notti. Hotel piccolo ma molto accogliente partendo dal personale della reception che con molta disponibilità e simpatia ti fanno sentire a casa. Si trova in una posizione ideale per visitare la città poiché situato proprio nel centro della parte antica. In pochi minuti si raggiunge Plaza Isabela la Catolica, Plaza Nueva, dove tra l’altro ferma il bus turistico per il giro della città, la Cattedrale etc; Pur essendo in pieno centro è tranquillo poiché situato in una stradina laterale.
Vale la pena di fare un viaggio fino a Granada anche solo per vedere l’Alhambra: una fortezza moresca caratterizzata da grandiosi archi e da delicati mosaici ornamentali. Un monumento talmente bello che nel 1984 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
L’ Alhambra è senza ombra di dubbio il simbolo indiscusso della città ed il monumento più visitato di tutta Spagna. Il numero massimo dei visitatori è limitato a 8.400 persone al giorno. Per evitare brutte sorprese vi raccomando caldamente di comprare i biglietti di ingresso con largo anticipo prima della partenza. Sul biglietto è indicato un orario preciso di ingresso per il Palazzo Nazaries e fate attenzione perchè si può entrare solo in quella fascia oraria.
È formata dai Giardini del Generalife, dai Plazzi Narzarì e Alcazaba, di costruzione araba.
Troviamo anche il palazzo di Carlo V e la chiesa di Santa Maria costruite sopra la antica Mezquita e risalenti all’epoca cristiana. La visita dell’intero complesso richiede almeno 3 ore per una visita completa e se è estate vi consiglio di organizzarla la mattina presto, quando il caldo è ancora sopportabile. La biglietteria dell’Alhambra è raggiungibile in autobus da Plaza Nueva. Le linee 30 e 32 partono ogni 10 minuti.
Quali sono le origini di questo palazzo /fortezza? I mori avevano bisogno di costruire una roccaforte per proteggere e sorvegliare la città e decisero di farlo sulle rovine di un’antica cittadella chiamata Alcazaba, dando il nome di Al – Qal aal – Hmbra alla loro nuova fortezza, che in arabo vuol dire “fortezza rossa”. Il nome probabilmente è ispirato al colore dei mattoni cotti al sole con cui sono state edificate le mura esterne del fortino.
L’Alhambra originariamente era una cittadella militare, ma nel corso del regno di Yusuf I divenne un palazzo ricco di meravigliosi cortili, fontane e giardini, reso ancor più bello da giochi di luci ed ombre veramente sorprendenti.
 
 
Vi colpirà la forte contraddizione dell’Alhambra: all’esterno rigida costruzione militare e all’interno delicata e aggraziata struttura. La Alhambra è infatti un esempio senza eguali dove la luce e l’acqua sono utilizzati come elemento decorativo. L’acqua funziona da specchio dove si riflette l’architettura e gli elementi decorativi, contribuendo a regalare una sensazione di pace. Inoltre, in combinazione con la luce, da origine a illusioni ottiche e rende più leggera l’architettura, come nei Patio de los Arrayanes.
   
I patii simboleggiano l’anticipo del paradiso, l’eden, ma anche l’oasi del nomade e il piacere dei sensi. L’elemento che unisce tutti gli elementi dei palazzi è sempre l’acqua, che rappresenta la purezza, la fonte della vita ma anche la ricchezza e la generosità del sultano.A Granada la bellezza non ha fine: proprio di fronte all’Alhambra c’è un altro palazzo indipendente, il Generalife, avvolto da meravigliose colline e splendidi giardini, una sorta di oasi di pace e relax del re. I giardini di questa struttura risalgono al ‘300 e sono veramente eccezionali: arabeggianti, eleganti e variopinti soprattutto in primavera quando i colori vivaci tingono tutti i fiori. L’Alhambra fu abbandonata nel secolo XVIII e solo nel secolo XIX si iniziarono i lavori di restaurazione e conservazione.
 
  
 
Ma Granada non è solo Alhambra. È probabilmente il vecchio quartiere moro di Albaycin che meglio ha conservato lo spirito della vecchia Granada. Questo posto è rimasto pressochè immutato nel tempo, con le sue piccole case bianche e i vicoli stretti larghi poco piu di un automobile. Prendetevi del tempo per passeggiare senza meta in questi vicoli cosi suggestivi. Inoltre dall’Albayzin potrete godere di una meravigliosa e suggestiva vista dell’Alhambra, in particolare dal Mirador di San Nicolas.
  

     
Il nostro tour andaluso è ormai giunto al termine.
Rientriamo a Siviglia, dove pernotteremo l’ultima notte. Purtroppo solo da Siviglia partono voli diretti verso l’Italia, in alternativa occorre fare scalo a Malaga o Madrid e per due ore di volo non mi sembrava il caso.
Vi saluto con gli ultimi scorci della città
 

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