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ALSAZIA – In viaggio verso Colmar: Mulhouse & Eguisheim

Lasciamo Basilea sotto un cielo che non promette nulla di buono e partiamo per l’Alsazia. Il meteo è estremamente variabile, non so se è il periodo o l’anno in questione che è particolare, visto che anche in Italia quest’anno a Maggio si passava nel giro di 24 ore dai sandali al piumino.

Decidiamo di fare una breve visita a Mulhouse, la prima città alsaziana che si incontra entrando in questa regione.

Mulhouse è una città industriale, molto diversa da quelle che ci terranno compagnia nei prossimi giorni lungo la Route des Vins ma vale comunque la pena fare un giro nella graziosa Place de la Réunion, nel cuore città vecchia dove si trova l’Hotel de Ville, il municipio con la sua facciata splendidamente decorata che ospita il piccolo ma interessante museo storico di Mulhouse. L’ingresso è gratuito e si ripercorre la storia della regione dalla preistoria a oggi.

La piazza è dominata dalla facciata neogotica del tempio Saint-Etienne, classificata come la chiesa protestante più alta di Francia. Purtroppo non possiamo entrare, nonostante fosse domenica, la troviamo chiusa.

Ma il vero fiore all’occhiello di Mulhouse sono i musei, ce n’è per tutti i gusti:

Per gli amanti delle auto c’è la Città dell’Automobile, con una esposizione di più di 400 modelli tra cui una favolosa collezione di Bugatti. Grande importanza a Mulhouse ha avuto il settore tessile, troviamo infatti il Museo della stampa su stoffa che ogni anno propone una mostra a tema dedicata ai grandi stilisti. Trovate poi Electropolis, come suggerisce il nome stesso un museo interattivo in cui viene spiegata in maniera semplice l’energia elettrica e infine, quello che visitiamo noi: la Citè du Train.

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Non bisogna necessariamente essere appassionati di treni per apprezzarlo.

Il costo di ingresso è di 13 euro a persona e li vale davvero tutti. Non è solo una esposizione di treni ma un vero e proprio viaggio nella storia dei treni, dalle locomotive a vapore a quelle più recenti e lussuose elettriche. Su alcune è anche possibile salire.

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Il tipico odore di ferro che si respira girovagando tra i vagoni renderà l’esperienza ancora più coinvolgente.

Questo museo mi ha lasciato a bocca aperta e mi sono divertita un sacco ad andare a caccia di dettagli.

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Mettete in conto almeno un paio d’ore per una visita completa. Peccato solo non fossero disponibili audio guide in nessuna lingua. L’unica alternativa era scaricare un’applicazione dedicata sul cellulare che permetteva di scegliere diverse tipologie di percorso ma abituata alle comode audio guide dove bisogna solo schiacciare il numerino di riferimento, ho trovato l’app una soluzione troppo macchinosa e dopo poco ho lasciato perdere. Per pranzo, per ottimizzare i tempi decidiamo di fermarci nel ristorante self service del museo, senza infamia e senza lode ma decisamente comodo per noi che dovevamo proseguire verso Colmar.

Per raggiungere Colmar la soluzione più rapida è sicuramente imboccare l’autostrada ma visto che per una volta tanto non abbiamo i giorni contati decidiamo di prendercela comoda e percorre tutta la Ruote des Vins, anche se i micro paesini che incontreremo nel tratto iniziale non sono citati su nessuna delle guide che ho consultato per l’organizzazione di questo viaggio.

Se ne avete il tempo vi consiglio questa soluzione, in modo da entrare lentamente in un mondo antico fatto di vicoli lastricati, fortificazioni, antiche corti e colombages (le tipiche pareti a graticcio). Sembra davvero di fare un viaggio indietro nel tempo. Guidiamo senza soste intermedie fino a Eguisheim, è vero che abbiamo più tempo del solito ma le cose da fare sono tante. Inoltre i paesini sono davvero minuscoli e per quanto pittoreschi non hanno molto da offrire. Arrivati a Eguisheim la prima buona notizia è che troviamo subito parcheggio nonostante ci siano parecchi turisti, la seconda è che di domenica il parcheggio è gratuito!

Eguisheim è un villaggio bello e pittoresco, vaghiamo senza meta per gli stretti vicoli con il naso all’insù ammirando le splendide case a graticcio, colorate e adornate da tantissimi gerani in fiore che mettono ancora di più in risalto le travi in legno scuro che ne caratterizzano la facciata.

Sembra di essere in un cartone della Disney e non mancano nemmeno le cicogne che hanno nidificato sul tetto della chiesa e richiamano l’attenzione dei turisti con il loro tipico verso.

Ci rendiamo presto conto che la cicogna è l’uccello simbolo di questa regione, riprodotta nei negozi di souvenirs in tutte le declinazioni possibili: peluche, magneti, ricamate su grembiuli e dipinte sulle tazze.

Dovete sapere che tutti gli anni a primavera le cicogne tornano ogni qui per nidificare e ci restano fino ad agosto, quando ripartono per l’Africa con la propria prole al seguito. È un animale che dicono porti fortuna e speriamo sia davvero cosi perché nei giorni a venire ne avvisteremo talmente tante che dovremmo essere a credito per un bel pò di tempo.

Eguisheim è spesso definito come il “paese preferito dai francesi” e di turisti in giro oggi ce ne sono davvero troppi, tanto che fatico ad apprezzare a pieno questo incantevole borgo. Dopotutto è domenica. Confido che da domani il numero di turisti in giro, visto il periodo di bassa stagione, rientrino entro limiti di guardia.

Sul prossimo articolo vi parlerò di Colmar e del motivo per cui è uno dei centri più visitati dell’Alsazia.

ARTICOLI SULL’ALSAZIA

  1. ALSAZIA: dove, come, quando – Guida pratica al viaggio
  2. Svizzera – Cosa fare in una giornata a Basilea

 

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