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Asia & India & Travel

BUNDI – L’India che non ti aspetti

Quando si cerca di descrivere la propria esperienza in india ci sono alcuni aggettivi che necessariamente ricorrono con più frequenza: caotica, inquinata, congestionata.

Ma come già detto tante volte, l’India è sempre pronta a sorprendere il viaggiatore che è disposto a guardarla con cuore aperto e ci sono realtà, fuori dalle rotte turistiche che potrebbero farvi vivere momenti, azzardo, quasi di pace.

Certo, l’uso della parola “pace” per descrivere una città indiana può sembrare un ossimoro ma d’altra parte, l’India non sarebbe l’India senza le costanti sorprese che riserva ad ogni giramondo che osi avventurarsi all’interno dei suoi confini.

Se siete al vostro primo viaggio in India probabilmente il nome di Bundi non vi dirà nulla. A Bundi non ci si arriva per caso, bisogna proprio volerlo. E cosi, durante il mio secondo viaggio in India, nel goffo tentativo di percorrere le orme di Steve Mc Curry, mi sono ritrovata in questa piccola città incastonata alla base di una grande collina rocciosa, formata da centinaia di stradine che creano un labirinto di case, negozi e templi, la maggior parte dei quali dipinta di un’incantevole tonalità di azzurro- lavanda, come nella più popolare Jhodpur.

Se Jodpur, durante il mio primo viaggio, mi aveva profondamente deluso e non vi avevo trovato altro che sporcizia e smog, Bundi è uno di quei luoghi dove fai pace con il resto del mondo e in cui vorresti fermarti a lungo. Caotica, inquinata, congestionata non sono più termini appropriati per descrivere questa città. Tranquilla, rilassata e incantevole sono parole molto più calzanti.

Una cittadina che ha qualcosa di fiabesco, dove la vita scorre lenta in un ambiente rilassato e ospitale. A Bundi convivono pacificamente indù, musulmani e giainisti e la popolazione è chiaramente fiera della atmosfera serena che ha creato. Verrete sicuramente invitati a prendere parte ad una delle frequenti cerimonie religiose che si svolgono nei suoi templi. Non siate timorosi e accettate l’invito, poca importa la vostra inclinazione religiosa, se ne avete una, e poco importa se non tutti parlano inglese e la comunicazione può alle volte vacillare, vi faranno sentire i benvenuti.

Nonostante Bundi non sia inclusa delle rotte classiche dei tour in Rajasthan offre una varietà sufficiente di alloggi, per altro molto economici. Noi abbiamo pernottato presso Bundi Inn a Heritage Boutique Haveli

E’ una autentica Haveli a conduzione familiare in una posizione privilegiata, proprio sulla strada principale e a poche decine di metri dal palazzo reale di Bundi. Lla vista dal roof top restaurant è semplicemente incredibile.

L’unico rammarico è aver soggiornato a Bundi solo una notte, come dicevo è uno di quei posti da dove non vorresti più andare via ma il programma di viaggio non prevedeva cambi, non in questa occasione.

Trascorriamo la giornata passeggiando per le vie della città, osservando la vita che scorre lenta.

Bellissimi i murales che decorano le facciate delle haveli conferendo ancora più fascino ad una città dove il tempo sembra essersi fermato.

Rispetto alle città più movimentate e sporche del Rajasthan qui è una gioia perdersi tra i suoi vicoli suscitando la curiosità dei locali che ci fermano per sapere di dove siamo e fare quattro chiacchiere, visivamente fieri del fatto che avessimo scelto di includere Bundi nel nostro itinerario di viaggio.

Adoro la semplicità e la curiosità che contraddistingue questo popolo, il loro constante sorriso e i cori dei bambini che attirano la nostra attenzione al grido di “Hello , what’s your name?

Ma quello che mi colpisce più di tutto sono gli occhi delle persone, sguardi a volte tristi e malinconici, altre volte vivaci e gioiosi. Si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima nel senso che riflette in maniera immediata le nostre emozioni, le nostre paure, le nostre emozioni più intime. Ma non è questo. Al di là dello stato d’animo che possono riflettere c’è una costante che accomuna tutti, anziani, uomini donne o bambini, ed è l’intensità. Gli occhi di questo popolo hanno un’intensità che raramente ho trovato in altri luoghi, guardarli negli occhi è come affacciarsi ad una finestra che trascende questo mondo e ci dà accesso ad una nuova dimensione.

Se avete più tempo a disposizione potete visitare il Palazzo Garth e il Forte Taragarh (il Forte delle Stelle), che dall’ alto dominano Bundi. All’interno del forte è rimasto in realtà poco da visitare, se non ampie stanze con affreschi e dipinti che richiederebbero una notevole manutenzione. Di contro offre una vista straordinaria sulla città e sui rilievi dei monti Aravalli. Ho letto che per la visita consigliano di munirsi di un bastone per spaventare le centinaia di scimmie che popolano il luogo. A seguire, potete proseguire la visita delle antiche cisterne, come Sabirna dha ka Kund o Raniji ki Baori, pozzi e vasche a gradoni da sempre utilizzate per la raccolta delle acque piovane.

Mi dispiace aver tralasciato queste attrazioni, ma trovandomi con un workshop fotografico abbiamo preferito concentrarci sui ritratti e sul contatto con le persone del posto, e poi bisogna sempre lasciarsi alle spalle un buon motivo per cui tornare…

 

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