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Valle d’Aosta – dal Col de Joux alla cima dello Zerbion

Sono tornata nella mia amata Valle D’Aosta e questa volta … per restarci!

Questo è stato e sarà un anno molto particolare, che ha sconvolto i nostri ritmi, le nostre abitudini e anche i nostri spazi, in primis quelli lavorativi. Ogni situazione, anche la più complessa, se guardata dalla giusta prospettiva può portare delle opportunità a cui, in altre circostante, non avremmo pensato o non sarebbero state realizzabili. Si tratta “solo” di cogliere con cuore aperto quello che arriva, senza troppe restrizioni, quelle gabbie mentali spesso create da noi stessi in maniera inconsapevole perché troppo affannati a correre dietro a obiettivi in cui forse nemmeno crediamo più ma non abbiamo il tempo di porci la fatidica domanda: “Quello che faccio mi rende felice?”

Non voglio scendere troppo nel filosofico ma ammetto che durante il lockdown questa domanda ho avuto modo di pormela giornalmente e piano piano è maturata dentro di me l’idea di affittare una casetta in Valle d’Aosta dove trasferirmi nei mesi estivi, alternando le ferie allo smartworking (Santo smartworking, dichiaratelo Patrimonio Unesco subito!).

Quindi tranquilli, non sono diventata mindfullness counselour e il mio intento attraverso questo blog è ancora quello di parlarvi di viaggi ed escursioni, che come avrete capito da questa lunga premessa questa estate avranno come sfondo la meravigliosa Valle d’Aosta.

Lo scorso week end sono andata a fare un sopralluogo della mia nuova tana e non mi sono fatta mancare una prima escursione.

Facendo base al Col de Joux, un colle il cui nome è un valido biglietto da visita, ho seguito il consiglio del proprietario dell’ alloggio ed ho percorso il sentiero del Ru Courthoud, un antico canale di irrigazione costruito tra la fine del XIV secolo e i primi anni del XV dagli abitanti  della zona per portare l’acqua dalle sorgenti ai prati e agli alpeggi, luoghi impervi ed aridi che altrimenti sarebbero rimasti improduttivi.

Durante la tremenda peste del 1630, per mancanza di mano d’opera il canale del Ru Courthoud cade in disuso e è solo nella seconda metà del XX secolo, grazie ad importanti opere di riqualifica che viene riportato in funzione il tratto tra il Col de Joux (1.640 mt) e Barmasc (1.885 mt), ed è esattamente il tratto che ho percorso domenica. Il sentiero dal punto di vista escursionistico è molto interessante e panoramico,  arricchito dalla presenza di 14 gallerie, che rendono la passeggiata decisamente insolita.

Lascio l’auto sul valico del Col de Joux, in prossimità dei pannelli esplicativi del percorso e imbocco il sentiero nr.1 che sale dolcemente nel bosco di conifere.

Valle d'Aosta, Ru CourthoudValle d'Aosta, Ru Courthoud

In alternativa, dallo stesso parcheggio si può anche percorrere la strada asfaltata che conduce al ristorante da “Da Bréan” (strada fatta al ritorno). Poco dopo il Ristorante la strada diventa sterrata e si congiunge al sentiero n1. per Barmasc. È indifferente, la prima sale più ripida la seconda più dolcemente. Io ho seguito la prima all’ andata e la seconda al ritorno.

Il sentiero prosegue pressoché pianeggiante all’interno del bosco e ogni tanto un’apertura tra gli alberi permette di godere di una bellissima vista su Brusson e tutta la valle sottostante.

Valle d'Aosta, Ru Courthoud

Dopo circa 15 minuti di cammino vi troverete ad un bivio, la segnaletica è crollata e potrebbe confondervi. La stradina sulla destra che scende conduce a al villaggio di Extrepierre, voi dovete tenere la sinistra, quindi non dovete scendere di quota.

Valle d'Aosta, Ru Courthoud

Come dicevo il percorso è caratterizzato dalla presenza di 14 gallerie di varia lunghezza e sempre ben indicata all’ingresso da una targhetta gialla. Si va dai 30 metri della più corta ai 200 metri della più lunga. Il passaggio all’interno delle gallerie richiede l’uso di una pila o torcia frontale. Io ho usato quella del cellulare ed era sufficiente ma se siete soliti fare tante foto sappiamo che la batteria dura niente, abbiate almeno l’accortezza di avere un power bank con voi o al ritorno potreste avere dei problemi. Nelle più corte qualcosina si intravede ma in quelle più lunghe è buio totale. Senza luce rischiate di inciampare e farvi male.

Valle d'Aosta, Ru CourthoudValle d'Aosta, Ru CourthoudValle d'Aosta, Ru Courthoud

Queste gallerie, recentemente messe in sicurezza, sostituiscono il percorso storico del Ru Courthoud, che franato nel tempo, in alcuni punti punti non è più percorribile. Se proprio l’esperienza della galleria non vi va a genio, in alcuni punti sono stati creati dei passeggi esterni alternativi ma passare attraverso la galleria, al di là del buio, è di gran lunga più agevole.

Valle d'Aosta, Ru Courthoud

Il sentiero prosegue pianeggiante fino alla condotta idraulica del pozzo piezometrico dell’acquedotto. Avrete come l’impressione che il sentiero si interrompa qui, in realtà prosegue a sinistra e con una serie di ripidi tornanti sale fino all’edificio che racchiude il pozzo.

Valle d'Aosta, Ru Courthoud

La fatica della salita è anestetizzata dal panorama alle nostre spalle.

Valle d'Aosta, Ru CourthoudDavanti all’edificio trovate nuovi cartelli segnaletici.

Valle d'Aosta, Ru CourthoudBarbasc, alla mia destinazione iniziale mancherebbero 40 minuti. Si, perché non vi ho ancora raccontato che lungo il percorso delle gallerie ho iniziato a chiacchierare con una coppia di escursionisti del posto (non metterò i loro nomi per rispetto della privacy) con cui si è instaurata da subito una simpatia reciproca. Loro avevano mire più ambiziose delle mie, ovvero salire sulla cima dello Zerbion, e quanto tempo credete abbiano impiegato a convincermi ad accompagnarli?

E cosi invece che sedermi al sole a gustarmi il mio panino, giunti al Pian delle Signore (a volte indicato anche come Pian delle Dame), una frequentata area pic nic, abbiamo girato a sinistra e imboccando il sentiero nr. 2 puntando dritto alla cima. Dal bivio ci vogliono 2 ore e 30 minuti e se come me siete partite dal Col de Joux tenete conto che avete anche tutto la strada da fare a ritroso.

Valle d'Aosta, Ru Courthoud

La cima dello Zerbion è raggiungibile anche da altri punti di partenza ad esempio raggiungendo Barmasc in auto come credo abbiano fatto tutti quelli che abbiamo incontrato da ora in poi, ma che gusto c’è a fare come fan tutti? E poi lo sapete che a me piace prenderla larga.

Quindi, se siete poco allenati o anche semplicemente amanti dei giretti semplici, da Pian delle Signore potete proseguire dritto e seguendo il Ru raggiungere Barmasc. Se siete veramente motivati e diciamolo, un po’ esagitati come me, lo Zerbion vi darà grande soddisfazione. segnavia 2 e 105.

In estate, quindi duranti i periodi di alta stagione potrebbe risultare fin troppo trafficato e la ragione è presto spiegata. Regala un panorama a 360° gradi che spazia dalla Val d’Ayas, alla Valtournenche e alla Valle centrale fino ad Aosta. Nelle giornate limpide è ben distinguibile il massiccio del Bianco, del Rosa, il Cervino, il Grand Combin, il Rutor e il Gran Paradiso.

La salita è impegnativa ma non così tanto come ci si potrebbe immaginare e in alcuni punti la presenza di gradini è di grande aiuto. Questo tracciato è stato sistemato nel 2000 ad uso processione, troverete infatti le diverse tappe della Via Crucis. La processione si svolge tutti gli anni il 17 di agosto.

 Valle d'Aosta, Ru Courthoud

Il tratto più impegnativo è in prossimità del Colle Portola (2.410 mt) per la presenza alcuni cumuli di neve che, sciogliendosi, rendono i sassi abbastanza scivolosi.

Valle d'Aosta, Ru CourthoudIl Colle Portola è caratterizzato dalla presenza di macigni di grandi dimensioni. Teniamo la sinistra e procediamo su un comodo ed evidente sentiero che fa da spartiacque tra la Val d’Ayas e la Valtournenche.

Qui la vista di apre e regala grandi emozioni: dal Monte Bianco al Cervino e sotto di noi Antagnod e Brusson.  Peccato che nubi minacciose stanno velocemente oscurando il cielo.

Valle d'Aosta, Ru CourthoudValle d'Aosta, Ru CourthoudPer chi non soffre di vertigini è possibile camminare in prossimità della cresta ma in questo momento, per la presenza di cumuli di neve è pericolo, meglio tenersi bassi.

Valle d'Aosta, Ru CourthoudSempre per via della neve l’ultimo pezzo che ci separa dalla cima è il più impegnativo ma con calma e un minimo di attenzione nulla di impossibile, ovviamente in piena estate è tutto molto più semplice.

Valle d'Aosta, Ru CourthoudSulla vetta del Monte Zerbion (2728 mt), ricordo spartiacque tra la Valle centrale, la Valtournenche e la Val d’Ayas, svetta l’imponente statua della Madonna, alta ben 8 metri.

Valle d'Aosta, Ru Courthoud

Il panorama da qui è indescrivibile. Ci concediamo il tempo per qualche scatto ricordo ma dobbiamo subito ridiscendere perché è ormai chiaro che la strada del ritorno la faremo tutta sotto l’acqua.

Valle d'Aosta, Ru CourthoudValle d'Aosta, Ru CourthoudValle d'Aosta, Ru Courthoud

Il ritorno è allietato dall’incontro con uno stambecco che a pochi passi da noi ci fissava incuriosito. Peccato che il cellulare non sia dotato di teleobiettivo.Valle d'Aosta, Ru Courthoud

Ringrazio di aver portato il k-way anche se avevo in programma una passeggiata semplice semplice di un paio d’ore che si è trasformata in una Escursione degna di questo nome; 24 km con un dislivello di 1.100 mt. Come battesimo di inizio stagione niente male!

Ricordo che il tragitto per il ritorno al Col de Joux è lo stesso utilizzato per la salita.

È stato una bellissima giornata ed oltre a regalarmi scorci panoramici mozzafiato, mi ha fatto conoscere due persone straordinarie con cui spero di organizzare presto un’altra bella spedizione. Si perché a scrivere passeggiata ormai non ci crede più nemmeno il correttore ortografico che mi sottolinea la parola in rosso 🙂

La Valle d’Aosta mi ha dato un caloroso benvenuto ed io mi sento davvero fortunata ad avere l’opportunità di esplorarla in lungo e in largo nei prossimi mesi.

 

 

3 Comments

  1. Marco

    24th Giu 2020 - 19:25

    Ciao e soprattutto benvenuta in valle!
    Ho scoperto per caso il tuo blog e non sono riuscito a trattenere il commento. Un po’ per farti i complimenti per le tue escursioni, per come le presenti e le scrivi e un po’ per le foto e per i tuoi 4000 (anzi 3800), cifra alla quale dubito io arriverò mai. In alcuni dei tuoi posti sono già passato, altri me li sono segnati dunque ti ringrazio, conto di puntare ai laghi di Bella Comba al più presto. Magari chissà, ci incroceremo su qualche montagna, in questo periodo sto cercando di “educare” mia figlia alla magnificenza di questi posti che ci regala la natura, speriamo bene così smetterò di essere un lupo solitario (anche se la cosa devo dire che non mi dispiace affatto in montagna).
    Ciao e continua così!
    Marco

    • Maria Paola Salvanelli

      25th Giu 2020 - 10:03

      Ciao Marco,
      grazie per il caloroso benvenuto! Non sai il piacere nel leggere il tuo commento. Sono davvero felice che i resoconti delle mie escursioni ti siano di ispirazione.
      Se anche tu avessi qualche itinerario da suggerirmi, sono più che graditi! Come avrai capito questa estate ho in programma di percorrere la Valle da cima a fondo. Non vedo l’ora. 😊 Ammiro il desiderio di trasmettere a tua figlia l’amore e la passione per le escursioni in montagna, sono certa che riuscirai nel tuo intento e la natura ti darà una mano. Anch’io amo andare per sentieri in solitaria, noi lupi ci capiamo, ma ogni tanto è bello poter condividere e ancora di più trasmettere la nostra passione e osservare come si radica negli altri. Chissà che non ci si incontri su qualche sentiero. Mi riconoscerai dall’evidente sorriso.
      Buona giornata
      Paola

      • Marco

        26th Giu 2020 - 14:16

        Consigli? Guarda io bazzico spesso dalle parti del parco del Gran Paradiso, quest’anno doveva essere l’anno del Mont Avic ma….è una lunga storia.
        Così su due piedi, se non ci sei mai stata, ti consiglierei di fare il giro ad anello che da Lillaz porta al lago di Loie per poi passare da Bardoney e tornare al punto di partenza. Un tour dove vedrai salite, cascate, boschi, lago, vallate aperte, insomma di tutto. Un’altra gran bella escursione è al lago Corona, si parte da Gimillan sempre a Cogne e si arriva in questo posto semplicemente paradisiaco. Anche il lago Djouan in Valsavarenche non è da scartare come idea, sopratutto quando ti ritrovi ad osservare 4 aquile che ti volteggiano sopra la testa. Come vedi sono un amante dei laghi alpini, in parte è dovuto al fatto che mi piace l’uso dei tempi di posa lunghi.
        Questo fine settimana credo andrò in Valgrisenche, uscita abbastanza semplice di un paio d’ore verso il Lac du Fond con mia figlia per non farla boccheggiare troppo. L’avevo visto in autunno ed il paesaggio era da mozzare il fiato, sono sicuro non sarà male neanche all’inizio dell’estate.
        Buona giornata
        Marco

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