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FES, cosa vedere in due giorni

Nel 789 d.c, Idriss I, fondatore della prima dinastia imperiale del Marocco, decise di trasferire a Fès la capitale del suo impero. Voleva costruire una città grandiosa ma muore prima di portare a termine il suo progetto che viene completato dal figlio Idris II, ancora oggi venerato nella zawiya, una confraternita religiosa che si trova nel cuore della medina.

Oggi Fès può essere suddivisa in tre parti distinte: Fès el -Bali, la zona della medina fortificata, Fès el -Jdid, la zona nuova con il quartiere ebraico e il Palazzo Reale e la Ville Nouvelle, la zona amministrativa costruita in epoca più recente durante la dominazione dei francesi, caratterizzata da ampi viali e piazze in cui si respira un’aria decisamente più occidentale.

La zona di maggior interesse turistico è ovviamente Fès El-Bali. Pensate che Fès vanta la medina medioevale più grande e antica di tutto il nord Africa. Siete pronti ad immergervi nei suoi odori e nei suoi colori?  All’interno di un tour come il nostro, un soggiorno a Fès di due giorni è l’ideale.

ITINERARIO DEL PRIMO GIORNO

 

Bab Boujloud o Porta Blu

Una delle porte più famose da cui accedere alla medina. Non è la porta più antica, fu costruita infatti all’inizio del ‘900, ma è sicuramente quella più fotografata. La facciata esterna è decorata da maioliche blu, colore simbolo di Fès, mentre la facciata interna è decorata da elementi verdi, il colore dell’Islam. In questa zona si concentrano molti ristoranti e caffetterie dove sicuramente sarete più volte invitati a sedervi dai camerieri che, direttamente sulla strada, sventolano menù multi lingue per attirare l’attenzione di possibili clienti. Inizierete ad avere un primo vero assaggio dell’atmosfera caotica, ammaliante ma a tratti anche snervante della medina. Se è il vostro primo viaggio in Marocco potreste rimanere da subito spiazzati ma sono sicura che il fascino dell’esotico non vi lascerà indifferenti.

Fes, Marocco

Medersa Bou Inania 

Fondata nel 1351-56 da Abu Inan Faris, sultano di una delle dinastie più importanti del Marocco, quella Merinide. Che cos’è la Madrassa? Madrassa in arabo significa scuola e spesso si legge che la Madrasa Bou Inania era una scuola coranica. Non è corretto, come ci spiega la nostra guida.

Quando l’università al-Qarawiyyin nel cuore della medina, fondata nel 859 (e considerata la più antica del mondo), arriva a non avere più spazio per nuovi studenti e professori, la dinastia merinide fonda nuove strutture come questa madrasa. A differenza della università al-Qarawiyyin, questa madrassa era anche dormitorio.

Fes, MaroccoLa madrassa quindi era una sorta di facoltà/dormitorio dove per 5 anni si studiavano tutte le scienze: matematica, fisica, astronomia, teologia. Da non confondere quindi con le scuole coraniche, normalmente ubicate nelle zone rurali tra deserto e montagne, dove studia il corano e i detti del profeta, ovvero teologia al 100%

Fes, Marocco

Le Madrassa hanno smesso di funzionare negli anni 60, dopo l’indipendenza, quando hanno cambiato tutto il sistema scolastico su modello di quello europeo.

Questa madrassa funziona ora come moschea. È l’unica madrassa a Fès ad avere un minareto ed è l’unica moschea a Fès aperta ai non musulmani.

Il minareto è la torre situata all’angolo della moschea da cui il muezzin richiama ogni giorno i fedeli alla preghiera. Oggi microfoni e auto parlarti vengono usati per comodità ed evitare al muezzin di salire in cima alla torre ma la voce non è registrata. Ci tengono molto a sottolineare questo aspetto, che differenzia il Marocco da altri paesi musulmani.

Fes, Marocco

Osservando la struttura della madrassa notiamo che è composta da 2 piani.

Al piano terra troviamo il cortile con al centro la vasca delle abluzioni per purificarsi prima della preghiera, la sala della preghiera e le aule dove si studiava. Al piano di sopra c’erano i dormitori. Le camere più belle erano date agli studenti più meritevoli, quindi per meritocrazia e non per ricchezza. Come in tutta l’architettura marocchina troviamo alcuni elementi fondamentali:

  1. Il marmo di carrara usato per i pavimenti, le fontane e le colonne. L’uso del marmo è anche testimonianza degli importanti scambi commerciali in essere già dal XI secolo tra Marocco e Italia. Il marmo veniva venduto per spezie, canna da zucchero e sale.
  2. Mosaico o azulejos come in Spagna e Portogallo. Fès è rinomata in tutto il Marocco per i suoi mosaici perché solo qui si trova l’argilla grigia, usata anche per la costruzione delle case.
  3. legno di cedro, si usa perché molto resistente e un buon isolante
  4. intere pareti sono arricchite da importanti decori in gesso che, mescolato alla polvere di marmo, diventa molto resistete. Tutto è lavorato esclusivamente a mano.

Fes, MaroccoL’ingresso costa 20 dirham a persona, circa 2 euro.

La Medina

La vera anima di Fès, un labirinto di vicoli stretti e tortuosi esclusivamente pedonali, conosciuta con il nome di Fès el Bali.

Il primo giorno vi consiglio di affidarvi ad una guida locale autorizzata, oltre a fornirvi interessanti notizie sulla città e sui principali luoghi di interesse vi permetterà di iniziare a famigliarizzare con il suo groviglio di vicoli, senza il timore di perdervi alla prima curva. Quando tornerete da soli avrete già dei riferimenti e orientarsi sarà più molto semplice. Le arterie principali sono due, Rue Talaa Kebira e Rue Talaa Sghira ma pensate che la medina è composta da qualcosa come 9.000 stradine intrecciate tra di loro e dove abitano circa 150.000 persone.  È la medina più grande al mondo e nel 1981 è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. È stata la prima città musulmana ad ottenere questo riconoscimento.

Fes, Marocco

La medina è pedonale ma voi cercate di mantenere sempre la destra e camminate in fila indiana, spesso passano muli carichi all’inverosimile e a cui bisogna cedere il passo.

Fes, MaroccoUna volta entrati nella medina verrete catapultati in un mondo a parte, avrete come l’impressione di aver viaggiato indietro nel tempo.  Qui la vita scorre in strada. Troverete negozi straripanti di ogni genere di mercanzia: pelletteria, ceramiche e tessuti colorati solo per citarne alcuni.

Fes, MaroccoFes, MaroccoFes, Marocco

Poi ci sono le bancarelle di frutta e verdura, quelle di pesce e quelle di carne con i polli che razzolano dietro il bancone in attesa di essere scelti ed uccisi. È una scena abbastanza cruda che ho visto dal vivo e mi ha colto di sorpresa ma dopo tutto nelle nostre campagne hanno sempre fatto cosi e forse è stato meno inquietante della visione di grosse teste di cammello che penzolano appese ad un filo sui banconi dei negozi. Fes, MaroccoFes, MaroccoFes, MaroccoFes, Marocco

Poi ci sono, i venditori ambulanti con i loro carretti di pane e menta, bambini che giocano e si rincorrono, gatti che sbucano da ogni angolo, gli scalpellini che incidono le lapidi funerarie direttamente sulla strada e il martellio dei loro arnesi si fonde con le grida dei venditori che cercano di attirare l’attenzione donne velate intente a fare la spesa. In una parola: è il caos! Girare nella medina di Fès è stancante ma affascinante al tempo spesso. Cercate di lasciarvi trasportare dal tramestio che regna sovrano senza necessariamente combatterlo e la vostra esperienza sarà delle più positive. Dopo un attimo di smarrimento iniziale vedrete che una certa logica e un certo ordine si trova anche in questa babilonia di rumori e odori.

Fes, MaroccoFes, MaroccoFes, MaroccoI negozi sono raggruppati a seconda del genere di prodotti che vendono e questo è un dettaglio importante per orientarsi. Vi segnalo Piazza Serrafine dove si possono osservare gli artigiani che battono il rame e lo trasformano in bellissimi oggetti; c’è il Souq an-Nejjarine, ovvero il souq dei carpentieri, c’è rue des Teinturiers, la via dei tintori, il Mercato R’cif dove acquistare frutta e verdura fresca. L’elenco è ancora lungo ma non voglio togliervi il gusto della scoperta se un girono andrete a Fès.

Fes, MaroccoFes, MaroccoFes, MaroccoFes, MaroccoFes, MaroccoDue consigli però mi sento di darveli. Spesso accanto ai negozi si trovano i laboratori degli artigiani, la vostra curiosità vi porterà sicuramente a dare una sbirciatina dentro. Sappiate che ci sarà qualcuno appostato che non aspetta altro per invitarvi ad entrare, offrirvi del tè alla menta  (rifiutare è scortesia quindi non potrete esimervi) e poi cercheranno di vendervi qualcosa. Siate pronti. Noi per fortuna girando con la guida siamo state immuni da “addescamenti selvaggi” anche se ovviamente ci hanno portato in laboratori selezionati ma dove non mi sono mai sentita in obbligo di acquistare.

Altro consiglio riguardo alle foto. È un mondo talmente diverso che sarete tentati di fotografare chiunque e qualunque cosa. Abbiate sempre rispetto delle persone e prima di scattare chiedete il permesso. In Marocco la macchina fotografica non sempre è ben vista e potreste scatenare inutili litigi.

Le Concerie

Dei diversi quartieri della medina, la visita alle concerie è imperdibile.

Sono due le principali concerie di Fès, Sidi Moussa, di dimensioni più contenute e Chaouwara, la più famosa e fotografata.

Fes, MaroccoFes, MaroccoFes, MaroccoIn entrambi i casi per accedere alla terrazza da cui osservare gli enormi vasconi dovrete entrare nella bottega e come da tradizione cercheranno di vendervi la qualunque.  Armatevi di pazienza e se non avete intenzione di acquistare nulla lasciate almeno una piccola mancia al cicerone di turno che vi accompagnerà sulla terrazza per spiegarvi le diverse fasi della lavorazione della pelle. Se invece qualcosa attira la vostra attenzione, dopotutto il pellame di Fès è ritenuto uno dei migliori al mondo, ricordate che il primo prezzo che vi verrà comunicato sarà altissimo, la contrattazione fa parte della cultura marocchina anche se può risultare a tratti sfiancate. Prima di accedere alla terrazza panoramica vi verranno offerti dei rametti di menta da strofinare sotto il naso, anche se a me l’odore che esalava dai vasconi, seppur forte, non è sembrato particolarmente insopportabile.

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Nelle concerie di Fès la pelle, di capra, cammello, vacca e pecora, viene ancora conciata come si faceva nell’antichità e si tratta di un procedimento molto complesso. Le pelli vengono lavorate ad una ad una, prima trattante nella calce, poi lasciate in ammollo in un liquido composto da guano di piccione e crusca per eliminare residui di carne e peli, poi vengono risciacquate e successivamente colorate con pigmenti naturali mischiati ad aceto: il papavero per il color rosso, lo zafferano per il giallo, l’indaco per il blu, l’henné per l’arancio, il kajal per il nero, la menta per il verde, il cedro per il marrone. Noterete quindi due tipi di vasche, quelle per trattare le pelli grezze e quelle utilizzate per la tintura. I lavoratori delle concerie passano la loro giornata sotto il sole e con le gambe a mollo, dentro questi vasconi. Puliscono le pelli, le tingono e le stendono ad asciugare. Da subito la vista di questi vasconi policromatici in pietra contornati da case decadenti e minareti che si stagliano alti nel cielo è di grande effetto ma basta osservare per pochi minuti i lavoratori all’opera per rendersi conto di come questa pratica, seppur legata a tradizioni del passato, venga svolta in scarse condizioni igieniche e si tratti di un lavoro veramente sfiancante. Inoltre, i vapori più o meno tossici che si ritrovano a respirare tutti i giorni, sono la causa di gravi problemi di salute e respiratori.  Tutto questo fa riflettere e ammetto di essere uscita dalla conceria un po’ scossa e non per il forte odore che aleggiava nell’aria.

Zawiya Moulay Idris II

Un luogo di ritrovo e che ospita la tomba di Idris II, fondatore della città, che governò il Marocco tra l’807 e l’828. Nel 1308, quindi quasi cinque secoli dopo la sua morte, viene ritrovato in questo luogo un corpo ancora intatto. La popolazione convinta che si trattasse proprio del copro di Idris II decise di fondare questa zawiya. Secondo le credenze popolari, visitare questa questa zawiya di Fès porta benefici agli stranieri, ai ragazzi prima di essere circoncisi e anche alle donne che vogliono facilitare il parto. Ovviamente non è consentito l’ingresso ai non musulmani che possono solo affacciarsi all’ ingresso e scattare qualche foto della sala principale.

Fes, MaroccoFes, Marocco

Moschea Kairaouine

Fès è considerata la capitale spirituale del Marocco e questa moschea è una delle più imponenti della medina e di tutto il Nord Africa, può ospitare fino a 20.000 fedeli. Fu fondata nel 859 da Fatima al fihria e sua sorella Mariam, grazie alla eredità consistente che lasciò loro il padre e arrivate a Fès assieme ad un gruppo di profughi provenienti della Tunisia. Nel corso del tempo viene ampliata fino a raggiungere le dimensioni attuali anche se è difficile distinguerne la struttura complessiva perché è stata completamente inglobata alle case che sorgono di fianco. Dai punti più alti della medina, come le terrazze panoramiche dei bar è ben visibile il suo tetto verde piramidale e il minareto. La sua visita è purtroppo interdetta ai non musulmani, che possono intuirne l’interno e il cortile principale affacciandosi con discrezione ad una delle sue porte.

Annessa alla moschea troviamo anche la biblioteca Kairaouine, considerata una delle biblioteche più antiche del mondo, contiene 30.000 libri tra cui preziosi manoscritti su diverse materie di studio quali la teologia musulmana, il diritto islamico, la grammatica, la retorica, l’astronomia, la matematica e la medicina.

ITINERARIO DEL SECONDO GIORNO

 

Tombe dei Merenidi

Le tombe degli ultimi sultani merenidi, o quello che ne resta, si ergono fuori dalle mura sulle colline intorno alla medina di Fes. Vale la pena salire fin quassù per ammirare sia il bellissimo panorama della città dall’alto, sia il paesaggio rurale circostante. Immagino il panorama sia ancora più suggestivo al tramonto quando riecheggia il muezzin che richiama i fedeli alla preghiera.

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Palazzo Reale

Al di fuori della medina si trova la città di Fès-el-Jedid, letteralmente la “Nuova Fès”, anche se questo distretto risale al XIII secolo. Metà di questa area è occupata dal Palazzo Reale, residenza del Re quando si trova in visita a Fès, un complesso enorme che si sviluppa su 80 ettari. Purtroppo, come in tutte le altre città del Marocco, non è aperto al pubblico. Ci accontentiamo di ammirare e fotografare le sette porte d’orate e le piastrelle colorate che adornano la facciata. Potendone vedere solo la facciata si tratta di una visita molto veloce.

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Mellah

Non lontano dal Palazzo Reale troviamo la Mellah, ovvero il vecchio quartiere ebraico. Oggi sono pochissime le famiglie ebree che vivono ancora qui ma a testimonianza del passato troviamo le loro abitazioni con gli elaborati balconi in legno e ferro battuto, che si affacciano sulla strada, quindi all’esterno. Sono molto diverse dalle abitazioni in stile musulmano, dove il cortile è all’interno alla casa stessa e la struttura è pensata per celare l’interno al mondo esterno. Anche la Mellah ha il suo souq ma l’atmosfera è molto più tranquilla che nella medina di Fès.  Interessante la visita alla Sinagoga con l’adiacente cimitero ebraico. La struttura della sinagoga è molto semplice, una pianta rettangolare con panchine, un altare e un armadio che custodisce la Torah. Nel seminterrato si trova il mikve, ovvero la vasca per il bagno rituale.

Fes, MaroccoFes, Marocco

Parco Boujloud

Tra l’antica medina ed il Palazzo Reale, si trova questo bellissimo parco. È un luogo piacevole lontano dalla frenesia della medina dove potrete rilassarvi qualche ora tra fontane e alberi altissimi.

Fes, MaroccoFes, Marocco

Borj Nord

Un forte del XV secolo costruito per difendere la città che oggi ospita il museo delle armi. È un altro splendido punto di osservazione della città dall’alto e che di darà un’idea della vastità della medina. Dalla terrazza panoramica sono ben visibile anche le Tombe dei Merenidi, dove questa mattina ha avuto inizio il nostro tour.

Fes, MaroccoFes, Marocco

Laboratorio di ceramica

Concludiamo la giornata facendo visita ad un laboratorio di ceramica. Il direttore ci ha illustrato le diverse fasi della lavorazione, della cottura e decorazione dell’argilla. La ceramica di Fès è così famosa perché solo qui si trova l’argilla grigia, utilizzata appunto per la produzione di ceramiche, mosaici ma anche tegole e mattoni.  Nel laboratorio tutto viene fatto ancora a mano secondo metodi tradizionali. Gli artigiani, che avrete modo di osservare al lavoro, sono dei veri artisti.  Al termine della visita veniamo portate nel negozio ma non vi è nessun obbligo di acquisto, anche se di fronte alla bellezza degli oggetti esposti è difficile uscire a mani vuote. Se poi vi innamoraste di una fontana o un tavolino con piano in mosaico da mettere in giardino, nessun problema. Sono organizzatissimi anche per le spedizioni all’estero.

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Fès è una città che non si svela facilmente e potrà suscitare in voi sentimenti contrastanti. Verrete continuamente importunati da guide non ufficiali, venditori invadenti, ragazzini che vi proporranno ogni genere di affare e ancora persone che vi urleranno contro solo perchè avete una macchina fotografica appesa al collo. Non fatevi distrarre e non lasciatevi intimidire. Per cogliere la vera anima di Fès dovrete cercare di guardare oltre, solo così riuscirete ad apprezzarne il ricco patrimonio culturale.

DOVE DORMIRE A FES

Abbiamo soggiornato presso il Riad Al Pacha. L’ambiente è molto accogliente, con interni riccamente decorati. È situato a breve distanza a piedi dalla medina ma gode di una posizione isolata e tranquilla. La camera era molto grande e pulita e il personale disponibile e simpatico. Una ricca colazione viene servita nel patio interno, dove su richiesta potrete anche cenare. Consigliato.

Fes, Riad Al Pacha

ORGANIZZAZIONE VIAGGIO

Come già segnalato nel post precedente per il nostro viaggio in Marocco ci siamo affidate alla Merzouga Tour, un’ottima agenzia locale che organizza tour su misura e su base privata. Ve la consiglio caldamente.

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