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Padova, tra testimonianze storiche e street art

Ogni tanto mi piace evadere e andare alla scoperta di città italiane che ancora non conosco. Amo viaggiare all’estero per fare esperienze diverse, sperimentare cucine alternative ed abbracciare nuove culture però sono sempre più convinta che la ricchezza che abbiamo in Italia difficilmente si possa trovare da altre parti.

ITINERARIO DEL SECONDO GIORNO

Al nostro risveglio ci dà il buongiorno una tipica giornata autunnale, velata da una spessa coltre di nebbia, ma non ci lasciamo scoraggiare. Dopo colazione ci dirigiamo subito verso Prato della Valle a cui non abbiamo ancora dedicato il giusto tempo.

Come ho avuto già modo di accennare Prato della Valle è una grandiosa piazza di forma ellittica, considerata la seconda piazza più grande d’Europa.  È circondata da un canale della circonferenza di circa 1,5 km, dove si riflettono le case dalle tinte pastello che si affacciano sulla piazza e l’imponente chiesa di Santa Giustina. Il canale è a sua volta adornato da una doppia fila di statue numerate (78 in totale) che raffigurano personaggi illustri ed eminenti che hanno avuto un ruolo importante nella storia della città. 4 ponticelli permettono di attraversare il canale e raggiungere il centro della piazza, l’Isola Memmia, in onore del podestà Andrea Memmo, che ha commissionato i lavori di bonifica di questa zona, un tempo area paludosa.  La piazza è da sempre stata usata per fiere, mercati e momenti celebrativi e oggi come allora la tradizione si mantiene. Al sabato si svolge il mercato settimanale e, come avremo modo di scoprire personalmente, la terza domenica del mese un mercatino dell’antiquariato.

Padova, Santa GiustinaPadova, Prato della Valle

È un angolo molto caratteristico. Quella del Prato della Valle è proprio una delle foto che mi avevano incuriosito e invogliato a scoprire Padova. Purtroppo, realizzo solo al mio arrivo del mercato settimanale del sabato e di quello dell’antiquariato la domenica, che ci hanno impedito apprezzarla nella sua interezza. Non me ne vogliano gli ambulanti ma purtroppo non ho avuto la visuale libera per scattare le foto che avevo in mente. Giudicate voi, questo è il meglio che sono riuscita a fare. Padova, Prato della VallePadova, Prato della VallePadova, Prato della VallePadova, Prato della Valle

Il nostro week end alla scoperta di Padova prosegue oggi con un itinerario un po’ alternativo. Dovete sapere che Padova è anche una città ricca di street art. Ancora una volta storia e modernità si fondono alla perfezione.

Le opere sono sparse per tutta la città e sono davvero tantissime. Alcune possono essere ammirate mentre passeggiate nel centro storico e le noterete sicuramente anche se non le state cercando, altre si trovano in stradine meno battute, altre ancora nelle zone più periferiche e trovarle diventa un po’ più complicato. Se siete a Padova di passaggio è impossibile scovarle tutte in una sola giornata, io mi sono concentrata su quelle più vicine al centro storico e raggiungibili a piedi ma la caccia al tesoro poteva proseguire ancora per giorni. Un ringraziamento speciale va ad Anna del blog Il pensiero viaggiatore, ha creato una mappa interattiva dove sono catalogate tutte le più importanti opere dei writers padovani. Un lavoro immane e senza del quale non sarei riuscita a trovare tutte le opere che ho potuto ammirare.

Tra i principali writers padovani troviamo

  • Andrea Coppo, in arte Kenny Random. L’uomo con il cilindro e il gattino nero sono inconfondibili ma ha realizzato davvero tantissime opere diverse.
  • Tony Gallo, che realizza figure dai colori accesi che sembrano uscire da un libro di fiabe. Assieme a Kenny Random ha realizzato un graffito che raffigura gli avatar dei due artisti. L’opera è intitolata “Strani incontri” e rappresenta proprio la natura dei due artisti, cosi diversi tra di loro ma uniti dalla stessa passione e stima reciproca.
  • Alessio B, con uno stile molto diverso dai precedenti. Lo cito per ultimo ma le sue opere sono quelle che mi hanno colpito maggiormente. Utilizza le tecniche più disparate tra cui il collage, motivo per cui le opere più vecchie con il tempo si sono deteriorate

Non sono una studiosa di arte né un’esperta di street art ma adoro questo genere e tutte le volte che visito una città e mi imbatto in opere che mi colpiscono non posso fare a meno di approfondire l’argomento.

Kenny Random

Kenny RandomKenny RandomKenny RandomKenny RandomKenny RandomKenny Random

Kenny Random & Toni Gallo

Kenny Random & Tony Gallo

Alessio B

Alessio BAlessio BAlessio BAlessio B

Purtroppo, molte opere sono state pesantemente vandalizzate da idioti (si può scrivere questa parola?) che evidentemente non avevano niente di meglio da fare. Amo la street art ma odio gli scarabocchi che inzozzano i muri di tutte le città e non si capisce bene cosa pretendano di essere. Chiudo qua lo sfogo prima che mi censurino la pagina.

Kenny Random

Sempre a caccia di murales da Prato della Valle, percorriamo un pezzetto di Corso Umberto I per poi imboccare Via XX Settembre e dirigerci verso il Piccolo Naviglio fino all’osservatorio astronomico della Specola, un importante osservatorio astronomico, di cui se ne può visitare la parte più antica. Come Venezia, anche Padova è caratterizzata da una complessa idrografia ed è attraversata da una fitta rete di canali. A causa delle continue piene che sommergevano la città molti canali sono stati interrati già nel ‘900, altri, in seguito ad importanti lavori di recupero, sono visitabili grazie a piste ciclabili e pedonali che li affiancano.

Padova, centro storicoPadova, centro storicoPadova, centro storicoPadova, centro storicoPadova, centro storico

Sicuramente un percorso fuori dai circuiti turistici classici ma che ci ha condotto in una zona di Padova zona molto carina.

Proseguendo su Via del Vescovado raggiungiamo il vicolo Dietro al Duomo dove ci sono altri due murales di Kelly Random.  Ci spingiamo fino a Via Altinate, vicino al Centro culturale San Gaetano ci sono altri murales che volevo vedere dal vivo.

Kenny RandomAlessio B

Dopo pranzo torniamo su Piazza delle Erbe per visitare il Palazzo della Ragione.

Padova, Palazzo della Ragione

Viene eretto nel 1218 e fino al 1797 sarà la sede dei tribunali cittadini. Per i padovani è “il Salone”, si tratta infatti di un ambiente unico lungo 81 metri e largo 27 con un soffitto ligneo a volta. Il Salone è decorato da un grandioso ciclo di affreschi, se ne contano circa 500. Da antichi documenti sappiamo che le pareti vennero affrescate nel 1300 da Giotto con motivi astrologici, soggetti religiosi e figure allegoriche che andarono distrutti nell’incendio del Palazzo del 1420. ll padovano Nicolà Miretto con la collaborazione di Stefano da Ferrara fu chiamato a ridipingere il nuovo ciclo astrologico sulla base delle tracce precedenti. Gli affreschi vennero ripristinati e rappresenta uno dei rarissimi cicli astrologici medievali giunti fino ai nostri giorni.

Padova, Palazzo della RagionePadova, Palazzo della RagioneEntrando nel salone il vostro sguardo, prima ancora di realizzare la vastità dell’ambiente, sarà sicuramente catturato da un gigantesco cavallo ligneo costruito per una giostra nel 1466 e successivamente donato alla città.

Padova, Palazzo della Ragione

Nel salone è conservata la Pietra del Vituperio, un blocco di porfido nero di su cui i debitori insolventi in camicia e in mutande (da cui il proverbio “restar in braghe de tela“) dovevano sedersi per tre volte davanti alla presenza di almeno cento persone, ripetendo “cedo bonis” (rinuncio ai beni) e poi lasciare la città per rifarsi una vita.Padova, Palazzo della Ragione

All’interno del Palazzo della Ragione è anche possibile vedere una riproduzione del famoso pendolo di Foucault, formato da una sfera di ferro e alluminio del peso di 13 kg appesa a un filo di acciaio lungo 20 metri.Padova, Palazzo della Ragione

Molto suggestivo è il porticato che permette di avere una visuale dall’alto di Piazza delle Erbe. L’ingresso al Palazzo della ragione costa € 6 a persona, è gratuito con la Padova Card. Padova, Palazzo della RagionePadova, Palazzo della Ragione

Con calma percorriamo tutta Via Roma, che assieme a Via Umberto I, è la strada pedonale principale dello shopping e dello struscio domenicale. Recuperiamo il borsone in Hotel e ci facciamo accompagnare da un taxi in stazione per fare ritorno a casa.

Purtroppo, non abbiamo visitato l’Orto Botanico nonostante fosse a pochi passi dal nostro Hotel. L’Orto Botanico di Padova dal 1997 è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. È il più antico orto botanico del mondo, fondato nel 1545 per aiutare gli studenti a riconoscere le diverse piante medicinali. Dal 2014 è stato inserito anche il Giardino della Bio diversità, una struttura futuristica che raggruppa più di 1.300 specie di piante, suddivise in base alle diverse fasce climatiche presenti nel globo. Deve essere bellissimo ma nel mio immaginario la primavera è sicuramente la stagione più indicata per questo genere di visite. E poi, bisogna sempre avere una scusa per tornare e a Padova torneremo di sicuro.

Vi lascio qualche informazione di carattere pratico.

DOVE DORMIRE

Abbiamo soggiornato presso l’Hotel Al Prato. La struttura si trova a 10 minuti di auto dalla stazione e costituisce un punto di partenza ideale per visitare la città.

Dall’esterno può sembrare un Hotel un po’ datato ma gli interni sono moderni e funzionali. La camera e il bagno erano molto spaziosi, arredati in modo semplice ma dotati di ogni confort. Consigliatissimo anche per lo staff, sempre cordiale e disponibile alle nostre esigenze.

DOVE MANGIARE

La cucina padovana è ottima ed offre un sacco di piatti sfiziosi tutti da assaggiare. I piatti della tradizione sono strettamente legati alla tradizione contadina ma non mancano le influenze dovute alla sua vicinanza con il mare e la laguna.  Il baccalà è infatti un pesce molto diffuso nella cucina veneta, grazie al mercante veneziano Pietro Querini che ai tempi della Serenissima lo importò dalle Isole Lofoten. In umido, in insalata o fritto lo si trova cucinato in tutti i modi. Tra i primi piatti non possiamo non citare i bigoli, pasta lunga come gli spaghetti ma dallo spessore di 2-3 centimetri. In genere si trovano accompagnati da ragù d’anatra o più saporiti con sarde e capperi. Buonissima anche la pasta e fagioli alla veneta, leggermente diversa dalla ricetta della nostra tradizione e il fegato alla veneziana, una vera prelibatezza. Questi sono solo alcuni dei piatti della tradizione veneta e padovana, la lista sarebbe ancora lunga, così come era lungo l’elenco di osterie e ristorantini che mi avevano consigliato persone del posto. Non potevo però passare l’intero week end a tavola e ho dovuto fare delle scelte.

Di seguito vi elenco i posti testati personalmente

  • Osteria La Sofia
  • Osteria dei Fabbri, come mi avevano detto una garanzia!
  • Gourmetteria, aveva partecipato alla trasmissione di Alessandro Borghese “4 ristoranti” scatenando feroci critiche da parte degli avversari, critiche spesso gratuite. Per curiosità lo abbiamo provato ed abbiamo mangiato molo bene anche se il nome gourmetteria forse non è dei più indicati.

Questi quelli che mi sono ripromessa di provare al prossimo giro

  • Osteria Nane della Giulia
  • Osterai dei Tadi
  • Osteria del Capo
  • Enotavola Pino
  • Folperia
  • Bacaro Padovano
  • Bacaretto di San Pietro
  • Osteria ai Scaponi
  • A Banda del Buso
  • Gineria
  • Bar dei Osei

Sono tutti locali molti piccoli e nel week end è meglio prenotare.

Sono arrivata a Padova senza sapere bene cosa aspettarmi ed ho trovato una città vivace, con un enorme patrimonio storico culturale, un’ottima cucina e, non da meno, una città super accogliente. I padovani sono di una gentilezza quasi commovente e non parlo solo dei ristoratori o dei commercianti. In più di una occasione passeggiando per strada mi sono lasciata scappare qualche esclamazione di ammirazione verso palazzi o case e i passanti sentendomi mi hanno ringraziata. Mi ha colpito molto questa cortesia, sarà perché sono abituata a vivere una città dalla mentalità molto più diffidente e a tratti altezzosa (per dirlo in maniera elegante).

Se Padova è nota a tutto il mondo come la città dei 3 senza (qua vi spiego il motivo), da me è stata ribattezzata la città dei 3 MUST: la città della Cappella degli Scrovegni, del caffè Pedrocchi e del fegato alla veneziana.

Non lasciate la città senza prima avere spuntato dalla lista delle cose da fare queste 3 voci.

E voi siete mai stati a Padova? vi ho incuriosito? Ci andrete?

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