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Botswana, safari al Parco Nazionale Chobe

Il Parco Nazionale del Chobe, ubicato nel nordovest del Botswana, è un’area protetta di 10.689 km². Fondato nel 1967 è rinomato per ospitare la più alta popolazione di elefanti di tutta l’Africa. Si stima nel Chobe vivano circa 120.000 esemplari.

Può essere suddiviso in quattro macro aree, ognuna con un habitat e una fauna particolare.

  • Serondela area, affacciata sul fiume Chobe dove spesso si radunano grandi mandrie di bufali ed elefanti. Caratterizzata da pianure rigogliose e foreste di teck. È la zona più visitata del parco anche perché confina con lo Zimbabwe e permette gite anche giornaliere alle Cascate Vittorie. L’ingresso a questa zona del parco avviene dalla città di Kasane e sarà la parte che visiteremo noi.
  • Savuti Marsh area, quesa zona un tempo ospitava un grande lago preistorico che si è prosciugato in seguito a movimenti tettonici. Oggi rimane un canale la cui presenza di acqua durante l’anno è molto irregolare. Zona caratterizzata da savana e prateria. Qui troverete tutti i grandi mammiferi africani con abbondanza di facoceri, zebre, gnu, leoni, iene e ghepardi.
  • Linyanti, una pianura alluvionale che si sviluppa lungo il confine con la Namibia, caratterizzata dalla presenza del fiume Linyanti che durante la stagione secca attira una straordinaria abbondanza di animali. Qui la fauna è costituita da leoni, leopardi, antilopi, ippopotami, coccodrilli e numerosi uccelli.
  • Fra Linyanti e Savuti si sviluppa una zona di mezzo, chiamata “hinterland”, famosa per l’alta concentrazione di eland.

Il periodo migliore per visitare il Parco Chobe è senza dubbio la stagione secca, ovvero da giugno a ottobre, quando gli animali si concentrano lungo il fiume per dissetarsi. Da novembre a marzo, durante la stagione delle piogge, alcune piste potrebbero allagarsi e diverse zone del Chobe diventare impraticabili.

Raggiungiamo la città di Kasane dopo un lungo trasferimento, un totale di 600 km passando per Nata e risalendo poi tutto il paese fino al Chobe National Park. Questi lunghi trasferimenti solo l’unica nota dolente di tutto il viaggio ma il tramonto che ci accoglie al nostro arrivo mi fa subito dimenticare la stanchezza accumulata nel corso della giornata.

Parco Nazionale del ChobePernotteremo per due notti presso l’area camping del Chobe Safari Lodge, una meravigliosa struttura che sorge sulle acque del fiume Chobe. La zona del Riverfront è rinomata per l’abbondante concentrazione di animali selvatici, in particolare di elefanti e ippopotami ma l’acqua attrae ogni specie animale, tra cui grandi bufali che a loro volta diventano facile preda per i leoni. Domani avremo modo di scoprire questa zona così florida e ricca di vita.

GAME DRIVE

La giornata inizia con un game drive all’interno del Chobe, escursione facoltativa al costo di 295 pula (circa €30). Il game drive è stato prenotato dalla Kiboko per nostro contro ma è gestito dalle guide del Chobe Safari Lodge. Il lodge non è ubicato all’interno del Parco, dista una decina di km dall’ingresso principale. Prima di entrare nel Parco occorre dichiarare la targa del mezzo e pagare la tassa di ingresso. Chi stesse viaggiando in autonomia deve tenere conto che l’accesso a questa aerea del parco è regolata da orari diversi rispetto a quelle concessa alle guide ufficiali. In pratica il viaggiatore autonomo può entrare solo dopo le 9,00 (esattamente l’orario in cui i safari organizzati dai lodge lasciano il parco) e deve uscire entro le 14,30. Ovvero la fascia oraria in cui gli animali sono presumibilmente meno attivi. Questo è quanto ho letto sulla guida e quanto in teoria dovrebbe essere applicato, al fine di evitare la congestione dell’area e infastidire il meno possibile gli animali. Nonostante sulla carta le intenzioni siano buone poi la realtà presenta sempre più sfaccettature. Quando abbiamo avvistato un bellissimo esemplare di leone maschio il povero felino si è ritrovato in tempo zero circondato da veicoli da ogni lato, tra cui anche auto di viaggiatori in self drive. Era talmente disorientato che è tornato sui suoi passi sparendo nel bush e di conseguenza sparendo anche dalla nostra vista. Ecco, in questo momento ho capito quanto siamo stati fortunati a Moremi, non solo per l’avvistamento decisamente più fortunato ma anche perché quel momento attorno a noi non c’era nessuno. A Chobe non sono ovviamente mancati gli incontri con altri animali ma i grandi felini suscitano sempre un entusiasmo maggiore.

Parco Nazionale del ChobeParco Nazionale del ChobeParco Nazionale del ChobeParco Nazionale del ChobeParco Nazionale del Chobe

Alle 9,00 si conclude come da programma il nostro game drive, veniamo riportati al campo dove troviamo un invitante brunch a base di uova, fagioli, salsicce e bacon che ci risolleva l’umore, inevitabilmente deluso dalla caccia mancata.

Ci rilassiamo poi nella bellissima piscina della struttura in attesa di prendere parte alla crociera sul fiume. La partenza è prevista per le 15,00 in modo da essere in un punto molto suggestivo del fiume verso l’orario del tramonto.

Chobe Safari Lodge

BOAT SAFARI

Ci sono diverse compagnie che organizzano crociere sul fiume Chobe con barche più o meno grandi. Per noi l’attività era già inclusa nel programma ma se viaggiate in autonomia vi consiglio di valutare la compagnia Pangolin Photo Safaris. È una compagnia specializzata in safari fotografici, sia via terra che via fiume. Sia le barche che le jeep sono equipaggiate con reflex ed obiettivi professionali e sarete seguiti da un fotografo professionista che potrà darvi validi consigli di composizione e sull’uso delle macchine per i meno esperti. Al termine del safari vi verrà rilasciata la scheda di memoria con i vostri preziosissimi scatti. Ovviamente la qualità si paga ed essendo questa escursione già compresa nel programma non ho voluto fare la difficile ma quando ho visto la barca della Pangolin in azione mi sono mangiata le mani.

Qualunque sia la compagnia da voi prescelta la crociera sul fiume Chobe vi regalerà scenari mozzafiato e avvistamenti memorabili: mandrie di bufali che ruminano con aria svogliata mentre piccoli uccellini li ripuliscono dai parassiti, waterbuk dal buffo fondoschiena cerchiato di bianco, ippopotami che si rotolano del fango, coccodrilli che nuotano a pelo d’acqua lasciando intravedere solo gli occhi e un pezzettino di pelle squamosa. Una moltitudine di uccelli di grandi e piccoli dimensioni che fino a questo viaggio destavano in me poca curiosità ma che piano piano ho imparato ad apprezzare e riconoscere. E poi gli elefanti, tanti, tantissimi che in gruppo sono scesi ad abbeverarsi al fiume. Man a mano che si avvicina l’ora del tramonto il paesaggio attorno a noi si tinge di una sfumatura dorata. Le barche iniziano a rientrare, non possono rimanere in acqua dopo tramonto per la pericolosità degli animali che popolano il fiume. Il sole si è ormai tuffato dietro l’orizzonte, tra poco scenderà il buio, dipingendo di grigio e di nero tutto ciò che fino a pochi istanti prima era oro vivo. È stato un pomeriggio memorabile.

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Avrete forse intuito che nel prossimo post andremo in Zimbabwe e più precisamente alle Cascate Vittoria.

 

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