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Porto, cosa fare e cosa vedere in 4 giorni

Siamo a Porto, continua la visita di questa città, romantica e decadente al tempo stesso.

Nel post precendente vi avevo fornito qualche piccola dritta di carattere organizzativo e vi avevo descritto l’itinerario del mio primo giorno a Porto.

A Porto la vita scorre placida come le acque del fiume Duoro che la attraversa, fiume che un tempo veniva usato per il trasporto delle botti di legno dove veniva fatto invecchiare il porto. La città di Porto, come il suo famoso liquore, va assaporata lentamente affinchè se ne possano cogliere tutte le diverse note

Itinerario del 2 giorno

  • Cattedrale del Sé
  • Ribeira
  • Palãcio da Bolsa
  • Chiesa di San Francesco
  • Ponte Dom Luís I
  • Vila Nova de Gaia
  • Teleférico de Gaia
  • Mosteiro da Serra do Pilar

La seconda giornata parte con la visita alla bellissima e imponente Cattedrale del Sé, più simile ad una fortezza che una chiesa, vigila dall’alto di una collina l’intera città. L’ingresso al chiostro è a pagamento (€ 3 a persona).  Le pareti del chiostro gotico sono ricoperte da brillanti azulejos del ‘700 con immagini ispirati al Cantico de Cantici. La loggia superiore, progettata dall’architetto italiano Niccolò Nasoni (lo stesso della Torre dei Clérigos) è decorata anch’essa da splendidi azulejos raffiguranti scene di vita della Madonna. Sarebbe un peccato perdersi questa visita per pura spilorceria.

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Davanti la cattedrale si apre un Miradouro da dove godere di una splendida vista. Vi consiglio di tornarci anche al tramonto quando la luce sarà più tenue e farà risaltare ancora di più i tetti della Ribeira.

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È proprio il quartiere della Riberia che andiamo ora ad esplorare. Imbocchiamo uno dei tanti vicoli che dalla cattedrale scendono verso il lungo fiume.

La Ribeira è l’immagine che tutti richiamano alla propria mente quando pensano a Porto, sia chi c’è stato sia chi non ci ha mai messo piede. È una zona vivace, caratterizzata da vecchi palazzi coloratissimi che si specchiano delle acque del Duoro, sfoggiando con eleganza i propri anni, incuranti della moltitudine di panni e lenzuola sventolano al sole. Un dettaglio che in altre città potrebbe disturbare ma qui fa quasi parte dell’architettura cittadina. Credo di non aver mai visto tanti panni stesi ad asciugare come a Porto.

Porto, Riberia

In realtà i palazzi vecchi e malconci sono proprio l’essenza di Porto e una delle cose che più mi ha entusiasmato. Avrei potuto passare giornate ad osservare quelle finestre e quei balconi e tutte le volte che volgevo lo sguardo all’insù mi lasciavo incantare dai gesti quotidiani più comuni. Una signora che stende i panni, un uomo che fuma una sigaretta, un altro che annaffia i fori. Un microcosmo di persone normali che compiono gesti normali ma che in questa cornice cosi colorata e malinconica allo stesso tempo assumono un fascino senza tempo.  È cosi, Porto rivela agli occhi curiosi dei turisti un’anima romantica e decadente, due caratteristiche cosi stridenti tra di loro ma che a Porto convivono magnificamente, anzi è difficile dire dove finisca l’una ed abbia inizio l’altra. È una sensazione difficile da descrivere ma non potrei definire Porto con aggettivi più calzanti.  Porto, RiberiaPorto, RiberiaPorto, Riberia

I vicoli della Ribeira pullulano di piccole trattorie e bar, che rendono il lungo fiume di porto una delle zone più animate della città, sia di giorno che di notte.

Da Plaza da Ribeira risaliamo tutto il quartiere fino a raggiungere Rua das Flores, una strada pedonale costeggiata da negozi indipendenti, gelaterie e ristorantini. Qui avevamo identificato un localino di nostro gradimento e ci concediamo un veloce break per il pranzo. Rua das Flores

A seguire raggiungiamo il sontuoso Palãcio da Bolsa, un edificio storico dell’XIX secolo, testimonianza dell’importanza commerciale che tempo aveva la città. La facciata in stile neoclassico nasconde interni riccamente decorati e pavimenti intarsiati. La visita ha inizio nel Patio delle nazioni, con la sua bella cupola ottagonale e decorata con gli stemmi di tutte le nazioni che intrattenevano rapporti commerciali con il Portogallo. Una sontuosa scala di condurrà al piano superiore mentre il vostro sguardo sarà sicuramente colpito dai sontuosi lampadari di bronzo che scendono dal soffitto e che pesano una tonnellata l’uno. Pensate che per cambiare una lampadina o anche solo pulirli si attiva un sistema di carrucole nascosto ma serve comunque la forza di 5 uomini per poterli abbassare. All’interno del palazzo è presente lo studio di Gustave Eiffel, che qui lavorò al progetto del ponte Maria Pia, qualche anno prima di realizzare la sua famosa torre. Nella Sala dos Retratos è custodito un tavolo in legno completamente intagliato a mano per la cui realizzazione furono necessari 3 anni di lavoro. Ma il vero fiore all’occhiello del Palãcio da Bolsa è il suo il salone arabo, in tipico stile neo moresco, con i suoi affreschi e stucchi dorati per i quali vennero impiegati ben 20 kg di oro. Non c’è un angolo privo di decorazioni. Vi lascerà di stucco. La visita guidata in francese, portoghese, spagnolo o inglese parte ogni 30 minuti e dura circa un’ora. Il costo del biglietto è di € 10 a persona ma sono ben spesi. Porto, Palazzo della BorsaPorto, Palazzo della BorsaIMG_5379Porto, Palazzo delel BorsaPorto, Palazzo delel Borsa

A fianco del Palazzo della borsa trovate la Chiesa di San Francesco. Non lasciatevi ingannare dal suo aspetto disadorno, gli interni sono completamente rivestiti d’oro! L’ingresso è a pagamento (€ 3,50) e all’interno non è possibile scattare foto.

Torniamo sul lungo fiume e questa volta attraversiamo il Ponte Dom Luís I, uno dei simboli di Porto. È una struttura ad arco in ferro lungo 345 metri e altro 45 che, progettato da Théophile Seyrig, uno studente di Gustave Eiffel e ultimato nel 1886.  Il ponte vi permetterà di raggiungere l’altra sponda della città. È caratterizzato da due livelli distinti, quello inferiore per macchine e pedoni, e quello superiore percorribile solo dai tram e dai pedoni. Da qui la vista sopra il fiume Duoro è incredibile ma è altamente sconsigliato a chi soffre di vertigini.

Porto, Ponte Dom Luis IPorto, fiume DouroPorto, Ponte Dom Luis I Raggiungiamo così Vila Nova de Gaia, la zona delle cantine, che visiteremo domani, abbiamo già prenotato una visita guidata. Per ora passeggiamo sul lungo fiume ammirando le tipiche imbarcazioni in legno che un tempo erano usate per trasportare i preziosi barili contenenti il vino che dalla Valle del Duoro veniva portato ad invecchiare nelle cantine. Oggi ovviamente non sono più utilizzate per questo scopo, semplicemente rendono omaggio al passato e pubblicizzano le diverse cantine, i cui nomi sono ben in evidenza su ogni barcos rabelos, così si chiamano queste barche tipiche. Da Vila Nova de Gaia è possibile ammirare la Ribeira da un’altra prospettiva. Anche da qua le case trasudano una decadenza affascinante. Porto, fiume DouroPorto, fiume DouroPorto, fiume DouroPorto, fiume DouroPorto, Ribeira

Arrivati fino all’ingresso del teleférico de Gaia la tentazione è troppo forte per rinunciare almeno ad un giro, nonostante il costo del biglietto non sia esattamente a buon mercato. € 6 per una corsa che dura poco meno di 5 minuti ma è comunque un’esperienza divertente che vale la pena di fare. Avrete in omaggio una degustazione di porto presso una delle cantine meno note ma come spesso avviene questo buono non è stato utilizzato. Alla partenza vi verrà scattata una foto ricordo che al vostro arrivo potrete liberamente scegliere se acquistare o meno. Il costo è di € 7.DSC_0779

La teleferica collega il lungofiume di Vila Nova de Gaia con uno spiazzo panoramico presso il livello superiore del Ponte Dom Luís I. A questo punto se ne avete voglia potreste visitare il Mosteiro da Serra do Pilar, un monastero dal bel chiostro circolare color rosa pastello, niente azulejos a questo giro. Il monastero in sé non spicca per caratteristiche particolari ma vanta una posizione privilegiata, da qui si domina tutto il lungo fiume e la città vecchia. Vale la pena solo per il panorama.

A questo punto ripercorreremo il ponte in senso contrario e transitando sul suo livello più alto, quello dedicato esclusivamente a pedoni e tram.

 

Itinerario del 3 giorno

  • Rua de Miguel Bombarda
  • Giardini del Palácio de Cristal
  • Vila Nova de Gaia, cantine Sandeman
  • Stazione di São Bento
  • Chiesa di Ildefonso

La mattina del terzo giorno ci siamo spinti fino a Rua de Miguel Bombarda. In parte perché era un quartiere che rientrava nel “Graffiti tour” che ci siamo ritrovati ad improvvisare e in parte perché sulla guida era descritto come la zona degli artisti emergenti, pieno di gallerie e negozi vintage. Era addirittura suggerito un itinerario a piedi per assaporare al meglio la zona e sembrava davvero imperdibile. È stata una grande grandissima delusione. Le gallerie erano tutte chiuse e i pochi negozi con un’offerta veramente limitata. Era chiuso persino il tanto decantato Rota do Chá, un negozio dove si possono trovare oltre 300 varietà di tè che possono essere servite calde o fredde. Non è esattamente quello che ci si aspetta di trovare nel cuore palpitante di un centro artistico.

Quindi, se il vostro tempo è rosicato, evitate senza rimpianti.

Noi, arrivati fino qui ne abbiamo approfittato per fare una visita Giardini del Palácio de Cristal. Giardini del Palácio de CristalGiardini del Palácio de CristalGiardini del Palácio de Cristal

Il palazzo era in ristrutturazione, mentre il giardino offre piacevoli angoli dove rilassarsi tra piante e fiori, oche e pavoni. Ci sono un paio di punti, tra cui una torretta, da cui si può ammirare un panorama fantastico sul fiume Douro.

Nel primo pomeriggio torniamo a Vila Nova de Gaia per una visita guidata alle cantine Sandeman.

Avevo prenotato già dall’Italia una visita guidata in italiano, optando per il tour premium che prevedeva l’assaggio di tre tipi di porto diversi al costo di € 16 a testa. Sul sito non è possibile acquistare direttamente il tour ma non preoccupatevi, potete scrivere una email e vi contatteranno subito.

La visita guidata alle cantine Sanderman è stata molto suggestiva.

La guida, con indosso cappa e cappello spagnolo come il Don Sandeman, ci accompagna nelle cantine, spiegando la storia e i prodotti che hanno reso celebre questo marchio. Si continua con un video che descrive il duro lavoro che c’è dietro la creazione di questo particolare vino e si conclude con una degustazione. Porto, cantina Sandeman

Fino ad oggi non sapevo nulla sul Porto, motivo per cui voglio condividere con voi quanto ho appreso.

Sandeman è stata, nel 1805, la prima azienda vinicola a marchiare le proprie botti, attribuendo cosi un nome ai propri vini. È stata anche la prima azienda a imbottigliarli, etichettarli e fare loro pubblicità. Il logo Sandeman Don, disegnato nel 1928 da George Brown è stata una delle prime immagini di marca del mondo. La famosa sagoma con sombrero spagnolo e mantello da studente portoghese è l’immagine dell’azienda dal 1930. il porto è coltivato esclusivamente nella valle del Douro, 100 km a Nord – Est di Porto. A settembre le uve mature sono raccolte a mano e trasportate in casse verso le cantine. In passato l’uva era pigiata per ore ed ore per intere giornate, oggi ovviamente questo processo è automatizzato. La fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata per garantire qualità ed una migliore estrazione di aromi e sapori. La fermentazione è un’azione naturale che trasforma lo zucchero dell’uva in alcool, la fermentazione incompleta rende il porto diverso da tutti gli altri vini. Il processo viene interrotto dall’aggiunta di acqua vite d’uva. Ne deriva un vino corposo e ricco dall’altro contenuto di zucchero residuo e dal grado alcolico del 20% circa. I vini da pasto presentano un tenore alcolico di 12-13 %, motivo per cui il porto viene consumato preferibilmente a fine pasto come digestivo.

IMG_5476In passato i vini erano trasportati su imbarcazioni tradizionali chiamate Rabelos, oggi sono trasportati con moderni camion cisterna di acciaio inox che preservano la qualità del vino durante il viaggio. Giunti a Gaia i vini iniziano il processo di invecchiamento che va da un minimo di 3 anni a 5, 10 o anche 30 anni,  a seconda delle diverse tipologie di porto. Le condizioni umide delle cantine Sandeman sulle rive del fiume Duoro giovano all’invecchiamento progressivo dei vini, consentendo un’ottima evoluzione. Nelle cantine ci sono botti e tini di legno dove i vini invecchiano in base alla loro varietà.IMG_5482

Il premium tour prevedeva l’assaggio di un White port (uva bianca, si beve di norma come aperitivo, prima del pasto), un Ruby ( dal sapore molto intenso di more, lamponi, frutti rossi) e un Tawny (il porto più elegante prodotto con uva nera. Questo porto invecchia in botti piccole che permette un’ossidazione più veloce. È un porto dal sapore più complesso, legnoso e speziato). È stata una scoperta, pensavo di non amare il porto ma forse non ne avevo mai assaggiato uno di qualità. Peccato solo non fosse possibile avere (ovviamente a pagamento) qualche stuzzichino da accompagnamento. 3 bicchieri di Porto a stomaco vuoto si fanno sentire! Per fortuna durante la degustazione non mettono nessuna fretta e si può stare in tutta tranquillità.Porto, cantina Sandeman

Visto che parte della giornata è stata dedicata alla caccia di graffiti, non possiamo non scattare una foto assieme all’ half rabbit, vicino alla Iglesia de Santa Marinha, uno degli esempi più spettacolari di “urban art.”Porto, half rabbit

Facendo ritorno in Hotel, approfittiamo della vicinanza per una breve visita ad altre due icone di Porto: la stazione di São Bento e la Chiesa di Ildefonso.

La stazione di São Bento, progettata da Jorge Colaço nel 1930 è rivestita da oltre 20.000 azulejos raffiguranti i momenti più significativi della storia del Portogallo, tra cui la conquista di Ceuta e la battaglia di Valdevez. Vi consiglio di venirci verso sera quando c’è meno via vai di pendolari e viaggiatori e potrete assaporare l’atmosfera di altri tempi che questa stazione è in grado di evocare. P1150786DSC_0861

E se gli azulejos stanno suscitando un fascino particolare su di voi la Chiesa di Ildefonso non vi deluderà. Eretta in onore dell’arcivescovo di Toledo nella prima metà del XVIII secolo e considerata una delle più belle chiese di tutto il Portogallo. Gli azulejos che ne ricoprono la facciata vennero però aggiunti solo un secolo dopo la sua costruzione.Porto, Chiesa di Ildefonso

 

Itinerario del 4 giorno

  • Ribeira
  • Lungo fiume
  • Crociera dei 6 ponti
  • Taverna San Antonio
  • Cafè Majestic

Siamo ormai giunti al termine nel nostro mini break primaverile in terra Portoghese.  Le attrazioni principali di Porto le abbiamo viste, come vi avevo anticipato la città è visitabile anche in tre giorni quindi oggi ce la prendiamo comoda ripassando negli angoli che più ci sono piaciuti e aggiungendo qualcosina al programma originale.

Approfittiamo di un’altra meravigliosa giornata di sole per prendere parte alla crociera dei 6 ponti sul fiume Douro. Dura circa un’oretta e potrete rilassarvi mentre vi gustate la città da un’altra prospettiva. Una voce registrata vi fornirà interessanti spiegazioni sui 6 ponti costruiti sulle sponde del fiume e sulla città in generale. Peccato fosse solo in portoghese e inglese. È stato un ottimo modo per concludere la nostra visita di Porto e prendere un po’ di sole. DSC_1020-2DSC_1125

Prima di salire sulla metro che ci porterà in aeroporto abbiamo ancora una tappa obbligatoria, il Cafè Majestic, trovato chiuso il primo giorno di esplorazione della città. Alle volte si può formare un pò di coda all’ingresso ma vale la pena attendere per entrare in questa caffetteria di altri tempi con arredamenti art déco, grandi specchi, sedute in pelle e camerieri in uniforme. IMG_5562IMG_5559

Gli appassionati della saga di Harry Potter sapranno che la scrittrice J.K. Rowling mentre viveva a Porto si recava spesso in questa caffetteria dove si respira un’atmosfera raffinata e carica di suggestioni e non mi stupirei se qualche pagina del primo libro sia stata scritta proprio a questi tavolini.  Ovviamente i prezzi sono decisamente cari, € 13 per 2 caffè e un pastel de nata ma era un capriccio che mi volevo togliere e ve lo consiglio.

PERICOLI

Porto è una città molto tranquilla, solo una piccola avvertenza: OCCHIO AI GABBIANI! sono enormi, costantemente a caccia di cibo e possono risulatre un tantino aggressivi. Se decidete di pranzare all’aperto, guardatevi alla spalle, potrebbero già essere in agguato 🙂

gabbiani porto

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