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Da Lucca a Pisa lungo la via degli acquedotti

Lo scorso week end ho partecipato ad un trekking tra Lucca e Pisa, lungo la via degli acquedotti, organizzato dall’associazione Terre Emerse. Se state leggendo questo post molto probabilmente siete amanti dei trekking, per tanto vi consiglio di dare un occhiata al loro sito perché propongono un escursione più bella dell’altra. Ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le gambe, dai più ai meno allenati.

Ma veniamo alla Via degli Acquedotti. 

Un totale di 25 km con un dislivello massimo 600 metri, per lo più concentrati nel secondo giorno. 25 km si potrebbero percorrere anche in una sola giornata ma lo trovo poco sensato, non si tratterebbe più di un trekking ma di una mezza maratona.

La nostra escursione è quindi suddivisa in 2 tappe e prevede il pernottamento nella graziosa località di Vorno.  La prima tappa è la meno difficoltosa sia per dislivello che lunghezza, si tratta di circa 8 km. Il secondo giorno affronteremo 17 km con un dislivello più impegnativo ma nulla di impossibile.

Lasciamo l’auto a Lucca, per la precisione in Via Nazario Sauro, in prossimità della stazione ferroviaria, dove è possibile posteggiare gratuitamente. Prima di iniziare la nostra escursione abbiamo il tempo di fare un giro nel centro storico racchiuso all’interno della cinta muraria rinascimentale. Lucca è borgo veramente caratteristico e meriterebbe una visita più approfondita, ma non oggi.

PRIMA TAPPA – Da Lucca a Vorno, lungo l’Acquedotto Nottolini

La via degli acquedotti è un interessante itinerario che partendo da Lucca permette di raggiungere Pisa a piedi, seguendo il tracciato dell’antico acquedotto Nottolini e Mediceo. Ovviamente è valido anche il percorso senso inverso ( quindi da Pisa a Lucca).

Nel 1823 Maria Luisa di Borbone commissiona all’architetto Lorenzo Nottolini la costruzione di acquedotto che assicurasse alla città di Lucca un adeguato approvvigionamento idrico. Fino al quel momento Lucca aveva utilizzato i pozzi cittadini ma l’acqua non era di buona qualità e sopratutto insufficiente al fabbisogno della popolazione.

L’architetto Nottolini impiegò, tra varie interruzioni, circa 10 anni per terminare l’acquedotto che attingeva dalle fonti della vicina Serra Vespaiata e dai torrenti Rio San Quirico e Rio della Valle. Lungo più di 3 km e sorretto da 460 archi che trasportavano l’acqua fino a Lucca attraverso due tubature distinte . Una tubatura conduceva l’acqua potabile, l’altra l’acqua destinata ad alimentare le fontane monumentali della città.

Oggi l’acquedotto non è più attivo ma la splendida struttura è pressoché intatta e segnerà la direzione del nostro cammino.

Dopo un spuntino veloce ci troviamo con gli altri partecipanti davanti al Duomo di Lucca da dove ha inizio ufficialmente il nostro trekking.

La via degli acquedottiLa via degli acquedottiUscendo dalla cinta muraria, torniamo verso la stazione, superiamo il sottopasso della ferrovia e imbocchiamo Via del Tempietto, dove troviamo l’imbocco del nostro sentiero. Qui troviamo una singolare struttura, la cisterna di San Concordio, simile effettivamente ad un tempietto. Si tratta in realtà di un serbatoio. Quando l’acquedotto era in funzione, raccoglieva l’acqua in arrivo che successivamente veniva distribuita nei condotti sotterranei della città.

La via degli acquedottiSeguendo le spettacolari arcate dell’acquedotto Nottolini, usciamo dall’ambiente cittadino per immergerci gradualmente nella campagna.  La via degli acquedottiLa via degli acquedottiLa via degli acquedotti

Purtroppo un pezzo di acquedotto è stato rimosso per agevolare il passaggio dell’autostrada. Non sono un ingegnere ma avrei studiato un piano alternativo piuttosto che distruggere un opera di tale valore storico.

La via degli acquedotti

Arcata dopo arcata raggiungiamo località Guamo, dove troviamo un’ altra cisterna in stile neoclassico simile al quella situata all’inizio del percorso. Anche questa volta fungeva da raccoglitore delle acque che successivamente venivano convogliate nelle due condotte aeree. Ricordo che l’acqua più pura era destinata all’uso cittadino, l’altra ad alimentare le fontane monumentali.

La via degli acquedottiLa via degli acquedottiDa questo punto in poi le arcate si interrompono ed iniziano i condotti sotterranei. La presenza dell’acquedotto è ancora facilmente individuabile grazie ai numerosi pozzetti di filtraggio in mattoni ( gli antenati dei moderni tombini) e altre cisterne.

La via degli acquedottiLa via degli acquedottiSeguendo la direttrice dell’acquedotto sotterraneo giungiamo alla località nota con l’appellativo di Parole d’Oro. Si narra infatti che la scritta commemorativa sul ponte fosse così lucente da far credere ai contadini del luogo che fosse in oro. Trattasi invece di ottone tirato a lucido ma di grande effetto!

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Inizia ora l’unico tratto un pò più faticoso della giornata. Saliamo per circa 2 km nel bosco fino a raggiungere il punto panoramico di Gallonzora, dove il nostro sguardo spazia dalla piana lucchese alla Alpi Apuane. Peccato la giornata non fosse delle più limpide per apprezzare al meglio il panorama.

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Dopo una salita c’è sempre una discesa, ed è quella che ci conduce a Vorno, il grazioso paesino costellato di ville signorili, residenza estiva di rinomate famiglie lucchesi. Esiste un vero e proprio percorso lungo 5 km per osservare queste meravigliose ville ma noi per oggi abbiamo già dato e ci accontentiamo di percorrerne solo un breve tratto.

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Pernotteremo presso l’ostello Il Rio. Lo definirei un ostello a 5 stelle. Le stanze per 3-4 persone sono molto accoglienti, il bagno è esterno ma ogni camera ha il proprio. Un lusso raro negli ostelli. Inoltre mettono a disposizione lenzuola, asciugamani e doccia con acqua calda, anzi caldissima. Un dettaglio non del tutto scontato quando si prende parte a questo genere di escursione.

SECONDA TAPPA – da Vorno a Pisa lungo l’Acquedotto Mediceo

Il giorno successivo, come previsto, ci svegliamo sotto una leggera pioggia. Eravamo preparati quindi siamo equipaggiati a dovere ma ricordate di avere sempre con voi in K Way durante le escursioni, a maggior ragione se sono di più giorni. Percorriamo un tratto di strada asfaltata per uscire dal paese di Vorno, fino ad imboccare un sentiero che sale ripido in un bosco di castagni e conduce fino al valico di  Campo Croce. Questo sarà il tratto più impegnativo della “due giorni”. Ognuno con il proprio passo raggiungiamo senza difficoltà la cima. Nel frattempo è smesso di piovere e possiamo finalmente liberarci del fastidioso strato waterproof, che si ci tiene asciutti ma fa sudare terribilmente.

Scendiamo ora lungo un tratto di bosco che sembra incantato.

La via degli acquedottiLa via degli acquedottiLa via degli acquedotti

Tra lecci e piante da sughero, raggiungiamo località Mirteto dove un improbabile comitato locale ci accoglie e ci tiene compagnia durante il nostro pranzo al sacco.

La via degli acquedotti  La via degli acquedottiLa via degli acquedotti

La piana di Pisa è sempre più vicina.

Raggiungiamo il Cisternone un grande edificio su cui ancora campeggiano le sei palle, simbolo della casata dei Medici. Qui le acque venivano accumulate e fatte decantare prima di essere convogliate nell’acquedotto Mediceo di Pisa.

La via degli acquedotti

L’acquedotto Mediceo è più antico di quello lucchese, venne commissionato alla fine del 1500 da Ferdinando I de’ Medici e inaugurato nel 1613 dal figlio Cosimo. Questa opera idraulica è rimasta attiva fino ai primi del 1900.

Su strada asfaltata, sempre in dolce discesa, raggiungiamo il piccolo borgo di Asciano e qui siamo costretti ad allungare in passo perché alle nostre spalle il cielo è diventato plumbeo e minaccia un nuovo temporale, molto più violento di quello di questa mattina.

Superato l’abitato di Asciano ecco che l’acqueddotto, fino ad ora interrato, riemerge in superficie e come all’inizio della nostra escursione seguiamo fedelmente gli archi che attraversando la campagna pisana e ci condurranno all’interno delle antiche mura della città.

La via degli acquedotti La via degli acquedottiLa via degli acquedottiLa via degli acquedottiLa via degli acquedotti

L’acquedotto finisce in piazza delle Gondole. Noi rinunciamo agli ultimi 700 metri ( riteniamo di aver visto archi a sufficienza) per dirigerci direttamente in Piazza dei Miracoli e godere della vista del simbolo più conosciuto di Pisa, la sua torre pendente. Nel frattempo siamo stati premiati, il cielo si è schiarito ed è uscito un sole meraviglioso.

  La via degli acquedotti

Foto di rito per poi rientrare in treno a Lucca, dove abbiamo lasciato la nostra auto.

La VIA DEGLI ACQUEDOTTI è un giro per nulla faticoso e che offre scorci molto suggestivi. Ve lo consiglio!

Certo, essendo un trekking di due gioRni un minimo dei allenamento ci vuole, ma credo che ognuno di noi sia cosciente dei propri limiti e il bello dei trekking, a mio avviso, sta propio nel spostare questa asticella sempre un pò più in là.

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