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Trekking a Genova, i forti della Superba

Per i genovesi l’escursione ai forti che sorgono alle spalle della città è un grande classico, per noi “padani” invece è stata una piacevole novità che abbiamo conosciuto grazie ad un’escursione guidata organizzata dalla associazione Trekking in Liguria.  Il trekking si è svolto all’interno del Parco Urbano delle Mura, che offre svariati percorsi suddivisi per livello di difficoltà e durata. L’itinerario dei Forti di Genova che Trekking in Liguria ci ha proposto aveva una lunghezza complessiva di 4 ore (soste escluse) e una sola salita importante, un dislivello di 300 metri affrontato subito a pochi minuti dalla partenza, della serie, tolto il dente tolto il dolore 😉

Parco Urbano delle MuraI Forti di Genova furono edificati dall’omonima Repubblica tra il XVIII e il XIX secolo allo scopo di controllare e difendere la città dalle minacce provenienti dal mare e dall’entroterra. Tutt’oggi è considerato uno dei sistemi di difesa più vasti d’Europa.

È un trekking percorribile tutto l’anno ma i 10 gradi che ci hanno accolto i primi di dicembre e la quasi totale assenza di vento (evento raro su questo crinale da quanto mi hanno raccontato) ammetto che hanno reso l’esperienza ancora più piacevole.

Cosi, domenica 9 Dicembre ci dirigiamo verso la Ferrovia di Genova Casella, luogo del ritrovo.

GenovaStazione Genova Casella

Il trenino di Casella è una ferrovia a scartamento ridotto molto caratteristica che percorre un lungo tratto montano nell’entroterra di Genova. Scendiamo alla stazione di Trensasco, da qui inizia il trekking vero e proprio che ci conduce alla scoperta di questi 4 Forti: da subito raggiungiamo il Forte Diamante (624 mslm) affrontando una ripida salita, unico tratto impegnativo dell’escursione odierna. Scenderemo poi verso due forti gemelli detti Fratello Maggiore e Fratello Minore, sarà quindi la volta di Forte Puin e infine di Forte Sperone collegato direttamente alla cinta muraria genovese. Calmi, calmi….So contare, ho citato cinque forti ma sono in realtà 4 in quanto il forte del Fratello Maggiore è stato abbattuto nel 1930 e rimpiazzato da 4 postazioni contraeree.

Stazione TrensascoImbocchiamo un sentierino che dalla stazione di Trensasco sale nel bosco e conduce alla trattoria Baita il Diamante, attualmente chiusa. Continuiamo a salire su di un sentiero segnalato e ben visibile, che ci regala i primi scorci sulla Valle Polcevera e Val Bisagno e sui monti retrostanti.

verso il Forte DiamanteVal PolceveraIn lontananza scorgiamo il Forte Diamante che si erge su una collinetta maestoso e solitario.

Forte DiamanteL’ultimo tratto di salita è impegnativo ma una volta in cima il panorama a 360 gradi sul mare e i monti circostanti ripagano da ogni fatica. In lontananza, anche se leggermente velate da uno strato sottile di foschia, appaiono anche le Alpi Piemontesi, imbiancate dalle prime nevicate.

Forte DiamanteIl forte Diamante deve il suo nome al monte su cui è stato costruito, meta molto popolare tra i genovesi per escursioni in primavera e in estate.

Venne edificato a metà del 1700 dalla Repubblica di Genova per difendere in modo efficace questa zona soggetta ad attacchi degli austriaci e degli alleati piemontesi. Grazie ai cannoni con una gettata di 6 km il forte non era facilmente espugnabile e per fortuna non è mai stato teatro di scontri eccessivamente violenti. L’unico assedio lo subirà nel 1800 quando Napoleone cerca di conquistare tutta Europa e la Repubblica di Genova a quel tempo sotto dominio francese deve difendersi dagli attacchi degli austriaci.

Tutti gli elementi in mattone verranno inseriti solo durante il regno dei Savoia, a Genova non si aveva la filiera per costruire i mattoni. Il contributo fornito dal Regno di Sardegna nella edificazione di tutte le fortezze fu determinante e trasformo Genova in una incredibile piazza forte.

P1130475

Nonostante l’evidente stato di abbandono il forte non è mai stato bombardato. È in parte visitabile ma se vi posso dare un consiglio limitatevi ad ammirarlo da fuori come abbiamo fatto noi.

Ci attende ora una ripida discesa seguendo il tortuoso sentiero, in lontananza scorgiamo la sagoma del Forte Fratello Minore, un altro dei forti ottocenteschi che dominano la città e raggiungibile facendo una deviazione verso l’interno della valle. Sarà la nostra prossima tappa.Forte del Fratello Minore

Prima però si è fatta l’ora di uno spuntino. Assediamo lo sperone dove un tempo si ergeva il forte del Fratello Maggiore, di cui oggi non rimane praticamente nulla e con lo sguardo perso all’orizzonte consumiamo il nostro pranzo al sacco.

Il Forte Fratello Minore è situato sulla vetta del Monte Spino, a circa 600 metri di altezza domina la Val Polcevera, è più isolato e meno frequentato. Iniziato nel 1815, fu completato solo nel 1832. Del Forte è ancora possibile vedere la torre quadrata e il recinto bastionato, che in origine si poteva raggiungere tramite un ponte levatoio, oggi non più presente. Se ne possono visitare le rovine ma prestando sempre molta attenzione.

Forte del Fratello MinoreProcediamo ora sul crinale mentre la città di Genova letteralmente ai nostri piedi appare sempre più vicina.  Sulla bassa Val Bisagno si scorgono i binari serpeggianti della linea ferroviaria Genova-Casella utilizzata questa mattina.

Forti della SuperbaVal Bisagnoferrovia Genova CasellaForti della SuperbaCome avrete intuito i Forti si susseguono uno dopo l’altro.

Giungiamo in prossimità del Forte Puin, il più piccolo ma anche il meglio conservato dei forti del Parco Urbano delle Mura. Costruito nel 1815 dai Savoia per rafforzare la protezione alla città.

È l’unico forte ad essere stato utilizzato come abitazione privata nei decenni scorsi. Oggi viene utilizzato come centro di incontro per gruppi e scolaresche dall’Ente Parco delle Mura. Non è quindi visitabile.

Quanto al toponimo, sembra che il nome “Puìn” derivi dal dialetto genovese con significato di “padrino”, e probabilmente si voleva indicare che fosse stato eretto a protezione dei forti Fratelli Maggiore e Minore.

Forte PuinForte PuinDal Forte Puin si dirama il “Sentiero delle Farfalle”, segnalato da grandi pannelli illustrati che elencano le principali specie di farfalle presenti nell’area del Parco delle Mura ma per osservarle dovremo tornare in primavera.

Imbocchiamo quindi il sentiero che scende sulla sinistra fino a raggiungere il Forte Sperone, il più imponente e massiccio fra i grandi forti genovesi nonché l’ultimo forte della nostra escursione. Si trova all’inizio delle cosiddette “mura nuove” risalenti al 1630, un grandioso complesso fortificato che racchiudeva al suo interno, con la forma di una “V” rovesciata, la città di Genova. GenovaForte Sperone

Anche questo forte è visitabile solo esternamente. La particolare forma del bastione angolare ricorda la prua di una nave.

Ora si presentano due alternative, proseguire verso l’Osteria delle Baracche, una tipica osteria dell’entroterra che promette succulente merende o scendere verso la funicolare di Righi. Per i non locals, purtroppo è giunto il momento di salutare il resto del gruppo e fare ritorno all’auto.

Costeggiamo le mura e il percorso prevalentemente in discesa non è nulla di impegnativo.

Lungo il percorso attraversiamo la porta del Forte Castellaccio (riconoscibile per l’Osteria du Richettu) e la Torre Specola, teatro di macabre impiccagioni fino al 1500.

Stiamo percorrono le così dette “mura dello Zerbino”. La vista sulla città di Genova è semplicemente magnifica.

Genova

Incontriamo la Funicolare Zecca-Righi, per chi volesse raggiungere il centro storico di Genova e perdersi tra i carrugi della città vecchia.

Noi, sempre seguendo le mura, facciamo ritorno alla ferrovia Genova – Casella, dove abbiamo lasciato l’auto questa mattina.

Quella dei forti di Genova è un trekking suggestivo che vi darà la possibilità di osservare da vicino le fortificazioni ottocentesche e le antiche mura ma soprattutto è un percorso adatto a tutti, come dicevo in apertura vi è infatti la possibilità di modulare il percorso in base alla propria preparazione fisica.

Consiglio

Come in tutti i trekking, è importante indossare scarpe comode e abbigliamento sportivo. Portate con voi acqua a sufficienza, in quanto non sono presenti fonti nè punti di ristoro lungo il percorso.

Se volete essere aggiornati sulle prossime uscite programmate da TREKKING IN LIGURIA potere iscrivervi alle loro newsletter.

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