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ALSAZIA: dove, come, quando – Guida pratica al viaggio

Quest’anno la meta del nostro usuale break di primavera è stata l’Alsazia, una piccola regione al confine tra Francia e Germania che per secoli se ne sono contese il territorio e ne hanno profondamente influenzato i tratti distintivi, tanto che durante il nostro viaggio mi sono più volte chiesta se mi trovassi in Francia o in Germania.

Organizziamo a pochi giorni dalla partenza un on the road sulla famosa Route des Vins fino a Strasburgo e avendo qualche giorno in più a disposizione ci spingeremo fino a Reims, nella zona dello Champagne per un tour eno -gastronomico di tutto rispetto, astenersi astemi!

L’Alsazia è infatti una delle regioni francesi con il più elevato numero di vitigni: il Sylvaner, il Muscat, il Rislieng, il Pinot Nero ed Gewurztraminer. Tutti vini molto apprezzati sia in patria che all’estero. Spostandoci a Reims approdiamo nella terra dello Champagne, che non ha di certo bisogno di presentazioni.

La prima cosa che balza agli occhi del viaggiatore è indubbiamente la tipica architettura alsaziana, borghi fiabeschi con case a graticcio dai delicati colori pastello. Un tempo queste case ospitavano al piano terra dei negozi e ogni colore era associato alla merce che veniva venduta, cosi da distinguere velocemente il negozio del calzolaio, da quello del panettiere, del fabbro e cosi via.

I borghi più suggestivi sono dislocati lungo la Route de Vins, la strada del vino, uno dei principali motivi che richiama ogni anno migliaia di visitatori e anche noi. Una strada che si snoda ai piedi del Massiccio dei Vosgi per 120 km, dove i viticoltori saranno lieti di accogliervi nelle proprie cantine per una degustazione dei loro prodotti.

Il vino dell’Alsazia è infatti famoso in tutto il mondo per il suo sapore unico e ricordatevi che c’è un vino per ogni occasione: Riesling, Pinot Blanc e Gewürztraminer per citarne alcuni.

Percorrete la Route de Vins senza fretta e passeggiate tra le strade acciottolate di Eguisheim, Kaysersberg, Ribeauvillé, Riquewihr, Bergheim … stilando la vostra personale classifica dei quelli che sono considerati i “Villaggi fioriti più belli di Francia”. Sarà difficile determinare un vincitore assoluto.

Con ogni probabilità, durante la visita di questi piccoli borghi scorgerete sui campanili delle chiese e sulla guglia delle torri gli enormi nidi delle cicogne bianche, che dopo aver trascorso l’inverno in Africa migrano in questa regione per nidificare e dare alla luce i loro piccoli. Le cicogne sono uno dei simboli dell’Alsazia e si dice portino buona fortuna, siano simbolo di pace e fertilità. Se non le vedete voi si faranno trovare loro, basta prestare attenzione al caratteristico rumore che fanno quando battono il becco.

Per i più sportivi la Route de Vins può essere percorsa anche in bici o a piedi, tramite appositi sentieri che si snodano all’interno dei vigneti.

Sulle alture dei Vosgi, i monti che come dicevo attraversano questa regione non mancano fortezze e castelli, alcuni in rovina altri perfettamente conservati e visitabili, come il suggestivo castello di Haut Koenigsbourg.

Per visitare la Route de Vins potete fare base a Colmar, la capitale dei Vini d’Alsazia che vi conquisterà con la sua “Petit Venice”, il quartiere più pittoresco e romantico della città vecchia.

Un viaggio in Alsazia non può non includere Strasburgo, il vivace capoluogo della regione, che non è solo Parlamento Europeo. Ospita una delle più suggestive chiese gotiche d’Europa, la Cattedrale di Notre-Dame, edificata in arenaria dei Vosgi la cui tonalità vira dal rosso al rosa a seconda della luce del giorno.

Il buon vino richiama necessariamente del buon cibo e in Alsazia si mangia bene, anche se un po’ come in tutta Francia, non è propriamente economico.

Gli ingredienti sono semplici e i piatti preparati ancora secondo la tradizione. Anche in tavola è molto forte l’influenza tedesca. Tra i piatti più tipici troviamo

  •  Choucroute, un piatto a base di salsiccia, carne di maiale affumicata, crauti fermentati e patate.
  • Tarte flambée: una specie di pizza molto sottile farcita di panna acida, cipolle e dadini di pancetta.
  • Foie gras: il paté di fegato d’oca, diffuso in tutta Francia ma forse non tutti sanno che è nato proprio qui in Alsazia
  • Escargots à l’alsacienne, condite con burro ed erbe aromatiche
  • Jambon en croute: prosciutto in crosta
  • Baeckeoffe: stufatodi carne e verdure
  • Coq au Riesling: pollo marinato in una squisita salsa al vino bianco.
  • E ovviamente i formaggi, quello più conosciuto è il Munster, a pasta molle, originario dell’omonima valle o il Bibeleskas una preparazione a base di formaggio bianco, aglio, erba cipollina e prezzemolo
  • Bretzel, biscotti dolci o salati di pasta cotta nell’acqua, dalla caratteristica forma a cuore

L’Alsazia è famosa per i suoi vini ma è anche la prima regione produttrice di birra in Francia: tra i marchi più conosciuti vi sono la Kronenbourg e la Fischer ma anche piccoli birrifici tradizionali.

Itinerario Completo

Poco alla volta vi parlerò nel dettaglio di ogni tappa che ha composto questo on the road di una settimana in Alsazia, per ora vi fornisco l’itinerario completo

  • 1 giorno: Italia –Svizzera, pernottamento Basilea
  • 2 giorno: Basilea – Colmar, pernottamento Colmar
  • 3 giorno: Ruote des Vins, pernottamento Colmar
  • 4 giorno: Route des Vins, pernottamento Strasburgo
  • 5 giorno: Strasburgo, pernottamento Strasburgo
  • 6 giorno: Reims, pernottamento Reims
  • 7 giorno: Ruote du Champagne, pernottamento Reims
  • 8 giorno: Annecy, pernottamento Annecy
  • 9 giorno: rientro in Italia passando per la Valle d’Aosta

Anche se il tragitto è risultato leggermente più lungo abbiamo preferito rientrare in Italia dal Traforo del Monte Bianco, con il bagagliaio pieno di vini avevamo paura che alla dogana in Svizzera potessero farci delle rimostranze.

Di fatto i giorni totali di viaggio sono stati nove, dopo Strasburgo ci siamo spinti fino a Reims, città natale del monaco benedettino Pierre Pèrignon (Dom Pèrignon) che nel XVII secolo riuscì ad ottenere una fermentazione naturale che ha reso le bollicine famose in tutto il mondo. Nella città sono presenti molte aziende produttrici di champagne tra cui Moët & Chandon, Veuve Clicquot, Pommery, Mumm, Piper-Heidsieck, Taittinger, le cui cantine scavate nel gesso sono visitabili con tour guidati e degustazioni.

Se volete concentravi solo sull’Alsazia 4-5 giorni sono sufficienti, e se i giorni di ferie sono risicati potete arrivare in aereo a Strasburgo e da li affittare un’auto per scendere la Ruote des Vins e raggiungere Colmar. Se invece avete più giorni a disposizione vi consiglio di partire con la vostra auto, cosi potrete fare incetta di vini e altre specialità locali, per voi o anche da regalare ad amici e parenti nelle occasioni speciali, sono regali sempre molto apprezzati. Ovviamente la soluzione di partire in auto è percorribile se e solo se vivete nel Nord dell’Italia, noi da Parma abbiamo impiegato ben 6 ore per raggiungere Basilea.

Quando Andare

L’Alsazia è una regione che può essere visitata tutto l’anno, se amate le luminarie e i mercatini di Natale ( e non è il mio caso) sicuramente la apprezzerete nella sua veste invernale ma tenete conto che le temperature sono piuttosto rigide. Nonostante siamo i mesi più piovosi, proprio grazie alle temperature più alte e le giornate più lunghe ritengo che il periodo migliore vada da maggio a settembre. Le case a graticcio saranno ancora più scenografiche da un tripudio di balconi fioriti, potrete osservare le cicogne e camminare tra i vigneti.

Commenti Generali

Ho preferito aspettare a fine vacanza prima di esprimermi su questo punto ma posso affermare che, a differenza di altre zone, qui le persone sono molto ospitali, cordiali e sempre sorridenti. Non me ne vogliano i francesi ma siamo tutti concordi che la simpatia, in genere, non è il loro forte. Forse l’influsso tedesco ne ha smussato il carattere un pò altezzoso che ho trovato zone della Francia.  O più semplicemente hanno apprezzato il nostro sforzo di parlare un francese maccheronico che ruotava attorno alla conoscenza di 10 vocaboli in totale. Vi lascio immaginare che discorsi elaborati siamo stati in grado di articolare.

Di contro, una caratteristica che purtroppo l’accomuna con il resto della Francia sono i prezzi. Non è una meta low cost pur non avendo pernottato in hotel extra lusso e cenato in trattorie di medio livello.

Conto a parte, in Alsazia gli amanti dei vini e dei tour eno gastronomici avranno il loro da fare.

La tradizione culinaria si concentra in pochi piatti ma di grande spessore. Piatti forti da accompagnare ai vini carichi di intensità.

E per gli amanti delle foto come me? I paesini alsaziani sono oggettivamente incantevoli, il nucleo centrale di queste borgate è datato attorno all’anno mille e ogni angolo trasuda di storia, in certi momenti è come se si fosse stati catapultati in un film storico ambientato nel medioevo, altre volte sembra di esser dentro un cartone animato della Walt Disney…

Eppure….

Eppure ho preferito i borghi della Provenza e della Camargue ma è un gusto personale. I borghi dell’Alsazia sono un concentrato di perfezione, per quanto vi sforziate non troverete nulla che stona, nulla fuori posto e forse è stata proprio questa assenza di difetti a non convincermi fino in fondo, nonostante io stessa sia una maniaca dell’ordine e della precisione. Ripeto, è un gusto personale, non voglio parlare male di questo viaggio perché è andato tutto a meraviglia ma amo la sincerità e trovo giusto riportare le sensazioni reali provate. Ci sono posti da cui non vorresti più ripartire e una volta a casa ti pervade una profonda malinconia che riesci a mettere a tacere solo auto illudendoti che ci tornerai presto, anzi prestissimo, anche se in cuor tuo sai che non sarà esattamente cosi ma non importa, già solo ripeterselo come un mantra aiuta a rientrare nella normale routine lavorativa. Quindi diciamo che non è scattato il colpo di fulmine ma sono zone che meritano sicuramente una visita.

Tra Route de Vins e Rue de Champagne ho nettamente preferito la Route des Vins; la Rue de Champagne è un susseguirsi di vigneti a perdita d’occhi leggermente collinare ma mi aspettavo un paesaggio “più mosso”, con scorci più simili alle nostre Langhe per intenderci, invece è un paesaggio che richiama molto di più la nostra campagna. Le Langhe, del resto, rimangono insuperabili!  Anche la cittadina di Reims, ad eccezione della sua stupefacente cattedrale non mi ha entusiasmato. Molto interessante è stato invece la visita guidata all’interno di una cantina di champagne per conoscerne la storia e le diverse fasi di produzione e ancora più interessante il contenuto del bagaglio della nostra auto a fine viaggio! Non sono un’amante delle bollicine ma ammetto che in questo viaggio ho imparato ad apprezzarle.

Nei prossimi post vi racconterò nel dettaglio delle singole tappe, giudicherete con i vostri occhi se l’Alsazia è la meta che fa per voi. Aspetto i vostri commenti!

ARTICOLI SULL’ALSAZIA

  1. In viaggio verso Colmar: Mulhouse & Eguisheim
  2. Colmar – Cosa vedere in un giorno
  3. La Route des Vins (la Strada dei Vini)

 

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