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FRANCIGENA HALF MARATHON – In cammino da Berceto a Pontremoli

Sabato scorso, il 2 giugno, si è svolta la prima edizione della Fracigena Half Marathon, una mezza maratona non competitiva di 22 km sul tratto di via Francigena che dall’Ostello della Cisa di Berceto conduce al bellissimo borgo di Pontremoli.

L’evento è stato organizzato dal Comune di Pontremoli in collaborazione con quello di Berceto allo scopo di far conoscere e valorizzare il territorio. I meno allenati o le famiglie con bambini potevano optare per un percorso alternativo di 10 km, con partenza da Casalina.

A giudicare dall’enorme successo di questa prima edizione credo, e spero, diventi un appuntamento con cadenza annuale. La prima edizione ha registrato più di mille iscritti tra sportivi, maratoneti o anche solo appassionati di trekking e camminate.

Non è stata una vera e propria gara, ognuno sceglieva l’andatura che preferiva: c’era chi correva e chi semplicemente camminava, ognuno con il proprio passo e il proprio ritmo.

E poi c’ero anch’io! Che amo i trekking ma non mi ero mai sfidata su percorsi così lunghi. Quando sono venuta a conoscenza dell’evento d’impulso mi sono iscritta, con l’entusiasmo che in genere accompagna ogni mia nuova scoperta, poi a qualche giorno dall’evento hanno iniziato ad assalirmi i dubbi.

Ero abbastanza allenata? Ce l’avrei fatta? Quanto tempo ci avrei impiegato? E come sarebbe stato camminare con altri 1.000 partecipanti? Già mi figuravo a sgomitare sul sentiero congestionato dai partecipanti. C’era solo un modo per dare risposta a tutti questi dubbi ed era smetterla di pensare e presentarmi alla partenza con lo stesso entusiasmo con cui mi ero iscritta. E così eccomi pronta ad affrontare la sfida, una sfida prima di tutto contro me stessa. Pettorale 604, che ho preferito appuntare allo zaino piuttosto che alla maglietta sapendo che avrei sudato di brutto!

L’organizzazione ha messo a disposizione dei partecipanti diversi pullman con partenza da Pontremoli tra le 6,15 e le 7,30 del mattino che portavano al punto di partenza della Half Marathon, l’Ostello della Cisa. I pullman partivano mano a mano che si riempivano e queste partenze scaglionate hanno fatto si che sul percorso i partecipanti fossero perfettamente diluiti. Non ho mai avvertito la sensazione che fossimo davvero così tanti ma i numeri dei pettorali che mi superavamo erano inequivocabili, eravamo davvero più di 1.000 in marcia sulla Francigena.

Dal Passo della Cisa siamo saliti sul Monte Valoria, giusto il tempo di scattare qualche foto per immortalare il bellissimo panorama e poi una lunga discesa ci ha condotto al borgo di Previdé. Da Previdè con continui sali e scendi abbiamo attraversato gli incantevoli i borghi di Groppodalosio, con il suo splendido ponte medioevale, Casalina, dove si trovava il punto ristoro e infine Toplecca, per poi arrivare fino al Passo della Crocetta. Qui abbiamo potuto tirare un sospiro di sollievo, la parte più impegnativa era stata superata e con una lunga discesa siamo arrivati a Pontremoli, dove ci attendeva  il Torta d’erbi Party, una delle specialità gastronomiche della Lunigiana.

È stata un’esperienza tosta, non lo nego ma stra – positiva! Spero davvero diventi un appuntamento a cadenza annuale per ripetere l’esperienza. Certo nulla mi vieta di tornare sul sentiero in autonomia ma il bello di questi eventi è lo spirito di collaborazione e positività che unisce tutti i partecipanti. Non era una gara, e forse anche per questo, era come se tutti fossero amici di tutti, persone mai viste e che molto probabilmente non rivedrò mai ma che almeno per un giorno, nonostante la fatica, avevamo un unico biglietto da visita con cui presentarci, il sorriso e tutta questa positività è contagiosa.

Riconosco che ci sono stati momenti in cui non mi veniva più tanto da sorridere ma bastava un saluto e una parola di incoraggiamento per stringere i denti e fare finta che i quadricipiti non stessero ululando. La frase più ricorrente è stata: “Dai che poi è tutta in discesa!

Ingenuamente pensavo che da Berceto a Pontremoli il sentiero si sarebbe sviluppato prevalentemente in discesa invece credo di non aver mai visto tante salite!

Ammetto di non essermi documentata in modo approfondito sulla lunghezza dell’itinerario o il vero dislivello… grave errore che  per molti, forse meno allenati, ha comportato il doversi fermare prima e abbandonare la manifestazione. In effetti la locandina parlava di 22 km ma diversi tracciati GPS messi a confronto hanno registrato una lunghezza di almeno 24 km con un dislivello non trascurabile ma bastava controllare il sito ufficiale della Via Francigena per rendersi conto che l’itinerario era classificato come impegnativo ed avere i dati ufficiali.

In certi momenti mi sembrava di avere 2 mastini che mi azzannavano i glutei e più di una occasione ho pensato “ Basta, ora mi fermo!” ma la paura di non rialzarmi più mi ha spinto a continuare, ora a testa bassa, concentrata solo sul mio respiro, ora rapita dal paesaggio e dagli splendidi borghi in sasso che abbiamo attraversato.

La tappa ristoro a Casalina è stata provvidenziale. Thé e qualche dolcetto mi hanno rimesso al mondo, regalandomi la spinta di cui avevo bisogno.

Ovviamente non sono mancante le lamentele, chi sosteneva che il punto ristoro non fosse adeguato, chi protestava perchè il percorso era troppo impegnativo e mal segnalato. Probabilmente molte persone sono partite mal informate o sottovalutando la tipologia di percorso.

Personalmente ho apprezzato molto la giornata e non ho nulla da recriminare all’organizzazione, l’ho trovato un ottimo modo per promuovere e far conoscere le nostre zone. Anche il meteo sembrava essere stato programmato a tavolino. Sole, cielo terso e un leggero venticello che ha reso meno faticosa la prima parte della maratona. Da mezzogiorno in poi la colonnina di mercurio ha iniziato a farsi sentire ma il grosso del percorso ce lo eravamo lasciati alle spalle.

Per fortuna gran parte del sentiero era all’ombra, abbiamo attraversato stupende faggete e boschi , attraversato ponticelli e fiumiciattoli gorgoglianti il cui solo rumore era rinvigorente. Avrei pagato oro per mettere i piedi in ammollo ma slacciarsi gli scarponi sarebbe stato un errore fatale, i piedi con ogni probabilità si sarebbero gonfiati e sarebbe stato impossibile rimettersi gli scarponi ai piedi.

Per concludere, rinnovo i miei complimenti agli organizzatori e spero sia la prima di molte altre maratone! Per questa edizione posso solo dire: “io c’ero!”

Vi saluto con le istantanee più belle della giornata.

2 Comments

  1. Luciano

    3rd Set 2018 - 21:48

    Bellissimo resoconto di una giornata piu che positiva ……. ricordiamoci che era la prima edizione e che sicuramente migliorerà in seguito.

    • Maria Paola Salvanelli

      Maria Paola Salvanelli

      5th Set 2018 - 17:00

      Ciao Luciano, assolutamente d’accordo con te. Per essere stata la prima edizione è stato un successone che richiamerà sempre più persone. Alla prossima edizione!

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