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Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

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TRENTINO – Passo San Pellegrino & Rifugio Fuciade

Quest’anno la neve è scesa copiosa un po’ ovunque e appena mi è stato possibile ho organizzato un lungo week end bianco in montagna.

Per molti la montagna in inverno è sinonimo di sci ma esistono modalità alternative di viverla anche per chi non sa sciare o per chi come me non ha mai amato particolarmente questo sport.

Certo gli sci permettono di coprire un raggio d’azione molto più ampio ma da quando ho scoperto le racchette da neve ho definitivamente appeso i miei sci al chiodo senza troppi rimpianti.

Camminare sui sentieri imbiancati per me ha un fascino tutto particolare. Il silenzio assoluto rotto solo dallo scricchiolio della neve sotto ogni passo, l’aria pungente che pizzica la gola, i ritmi lenti che permettono di ammirare panorami immacolati, osservare con curiosità le tracce degli animali sulla soffice coltre bianca.

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Le racchette da neve permettono a mio avviso un’esperienza con la montagna particolarmente intima, è uno sport adatto a tutti perché permette di calibrare bene il livello di sforzo a seconda del sentiero prescelto, fa bene al fisico, all’ umore e soprattutto è economico. Lo stesso non si può certo dire dello sci da discesa ma forse io sono troppo di parte!

Per maggiori informazioni sulle caratteristiche tecniche del percorso e sulle condizioni del manto nevoso è sempre buona abitudine contattare le guide alpine locali, rivolgetevi agli Uffici del Turismo per avere i loro recapiti.

Come prima ciaspolata dell’anno raggiungiamo da Moena il Passo San Pellegrino a 1.919 mt, un importante valico alpino che collega la Val di Fassa con la Val di Biois.

Per completezza di informazioni è doveroso aggiungere che la Ski area San Pellegrino offre agli appassionati ben 60 km di piste perfettamente imbiancate di diversa lunghezza e difficoltà, dai campi scuola per i principianti alle tanto temute piste nere per i più esperti.

L’obiettivo di questa semplice passeggiata è il Rifugio Fuciade, ubicato nella splendida conca omonima, circondato dalla catena del Costabella e con una vista mozzafiato sulle Pale di San Martino e sul Col Margherita. La cucina del Rifugio Fuciade è senza dubbio una delle più raffinate e apprezzate della Val di Fassa ad un costo più che accessibile.

Lasciamo l’auto dell’ampio parcheggio ai piedi delle piste da sci di Cima Uomo seguendo le indicazioni per l’Hotel Miralago, dove si trova l’imbocco del nostro sentiero.

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Il sentiero è ben battuto tanto che abbiamo preferito camminare con gli scarponcini normali da trekking, lasciando le ciaspole in auto per evitare di portare peso inutile. E’ un itinerario davvero semplice, per non dire elementare, adatto a tutti. Si sviluppa su un’ampia pista che con leggeri sali e scendi attraversa un bosco per poi proseguire in un pianoro, l’alpeggio di Soraga, punteggiato da splendide malghe in legno, dove vorrei tanto rifugiarmi per settimane intere dimenticandomi del resto del mondo.

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Un tempo questi piccoli masi erano adibiti a ricovero per il fieno, quando nel periodo estivo nell’alpeggio ci si dedicava al taglio dell’erba. La stessa parola Fuciade, deriva dal ladino “Fuciar” e corrisponde all’impugnatura di legno della falce.

Seppur l’escursione sia semplice (sono un po’ sadica, a me piace faticare e guadagnarmi la cima) il panorama è strepitoso, complice una splendida giornata di sole e il candore della tantissima neve fresca che conferisce al contesto un’ atmosfera magica. Un regno fatato bianco e azzurro, immerso nel silenzio della montagna.

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Ogni tanto passa il gatto delle nevi o la slitta trainata da cavalli che porta i clienti più pigri al Rifugio Fuciade.

Ammetto che la gita in slitta in mezzo al paesaggio innevato sia una trovata molto romantica, ma è un’alternativa che non ho minimamente preso in considerazione.

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Senza troppo sforzo raggiungiamo il Rifugio Fuciade giusto in tempo per accomodarci a tavola. Erano alcuni anni non ci andavo e mi pregustavo questo momento da giorni. È classificato come Rifugio ma non ha nulla da invidiare ai blasonati ristoranti stellati di città, che di certo non possono vantare un panorama come quello che incornicia il Fuciade, un gioiello in mezzo alle Dolomiti. Nonostante non avessimo prenotato i gestori sono riusciti a trovarci un tavolo e se da subito l’accoglienza avesse lasciato un po’ a desiderare, non appena ci hanno fatto accomodare il servizio si è riscattato a pieni voti. Ammetto che capitare a mezzo giorno e senza prenotazione sia stato un po’ un azzardo. Vi consiglio di prenotare con anticipo, soprattutto nel week end, per non dover rinunciare a gustare una cucina che a mio avviso meriterebbe una stella. Non è solo la qualità delle materie prime e la cura nella presentazione del piatto ma la continua ricerca di nuovi accostamenti che lasciano piacevolmente stupiti e appagati. I prezzi sono ovviamente più alti rispetto a quelli dei tradizionali rifugi ma come ho appena spiegato, di rifugio c’è solo il nome.

Ordiniamo due antipasti: cervetto alla liquerizia su letto di patate e glassa di sambuco e guanciale di manzo con patate all’agro, croccante di funghi e cipolla di tropea. A seguire tradizionali canederli allo speck con burro fuso su letto di cavolo cappuccio e puntina di maiale al forno con polenta taragna e verdure di stagione. Il tutto accompagnato da un ottimo pinot rosso.

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Dopo esserci rifocillati e rilassati al sole, facciamo ritorno al passo San Pellegrino attraverso lo stesso itinerario dell’andata.

Volendo si può proseguire oltre il Rifugio Fuciade e salire al monte Le Saline, raggiungere il Rifugio Flora Alpina e rientrare al passo San Pellegrino attraversando la Valle del Rio di Zigole. Un itinerario ad anello che non presenta particolari difficoltà tecniche, è soltanto un po’ lunga.

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Per i più allenati ed esperti è possibile raggiungere il Passo della Forca Rossa, ma occorre prestare particolare attenzioni ad alcuni passaggi e accertarsi dello stato del manto nevoso prima di intraprendere l’escursione. Con le valanghe in montagna in si scherza!

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Le due varianti sono ben visibili in questa mappa scaricabile dal sito del Rifugio Fuciade.

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Come dichiarato in apertura il vero obiettivo della nostra gita era il pranzo al Rifugio Fuciade, obiettivo raggiunto e portato a termine con successo! Amo camminare e in genere più è la fatica più provo soddisfazione  ma amo anche la buona tavola  e sono la “regina della scarpetta”!

Alla prossima occasione mi piacerebbe proseguire verso il  Rifugio Flora Alpina o perché no, tentare la salita al Passo della Forca Rossa. Spero quindi di tornare a parlarvi presto di questa valle incantata.

Per ora vi saluto con una galleria di immagini che rendono solo parzialmente la bellezza del luogo, come ad essere in un quadro, anzi meglio che in un quadro.

 

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