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BERGAMO ALTA – Mini guida pratica per una visita della città

Se dico Bergamo sicuramente vi verrà subito in mente l’aeroporto di Orio al Serio e una delle tante destinazioni raggiungibili con un volo low cost della Compagnia Ryan Air, ma quanti di voi hanno mai visitato la città? Io stessa sono stata a Bergamo centinaia di volte ma mi ero sempre limitata all’area check-in dell’aeroporto, ripromettendomi prima o poi di visitare la città. L’occasione si è presentata quando ho ricevuto l’invito dalla Associazione Guide Turistiche città di Bergamo che sabato scorso in collaborazione con Visit Bergamo hanno organizzato una visita guidata per noi Travel Bloggers con lo scopo di fare conoscere una città meravigliosa ma ancora poco battuta. Onorata di questa opportunità non potevo rifiutare e ringrazio di cuore l’associazione e le guide per avere coordinato l’evento e la bravissima Barbara che ci ha accompagnato in questo Blogtour e trasmesso tutto il suo amore per questa splendida città che, vi posso assicurare, merita più di una visita. Un pomeriggio non è di certo sufficiente per un tour completo di Bergamo ma se avete a disposizione un week end potrete apprezzarne i monumenti principali e sicuramente partirete con la voglia di tornare.

Iniziamo subito con qualche informazione pratica per organizzare al meglio la visita della città.

DOVE DORMIRE

Quando mi sono messa alla ricerca di un B&B per il nostro soggiorno il primo dubbio a cui ho dovuto dare pronta risposta è stato: Bergamo alta o Bergamo bassa? Si, perché la città è formata da due nuclei ben distinti. Visto che il Blog Tour si sarebbe svolto nella parte più antica ho preferito cercare una struttura a in questa zona, lasciando la visita della parte bassa per un’altra occasione. Dopo avere letto varie recensioni ho optato per il B&B Botton d’oro, in via Colleoni. A nostra disposizione non avevamo una semplice camera ma un vero e proprio appartamento, quasi più spazioso di quello dove vivo! Attenzione che i gestori hanno più di una struttura ma non tutte sono ubicate nella parte alta.

DOVE PARCHEGGIARE 

Il secondo dilemma da risolvere è stato il parcheggio. La città alta è una zona ZTL quindi a traffico limitato e come tutti in centri storici i parcheggi scarseggiano. Ma non disperate. Il nostro B&B ci ha fornito un pass permettendoci di parcheggiare in zona Cittadella, a 100 metri dalla struttura e al costo di € 10 al giorno. Credo sia un servizio fornito da tutti i B&B ed Hotel dislocati nella parte alta della città. In alternativa potete lasciare l’auto in Piazza della Repubblica, dove trovate un parcheggio custodito aperto dalle 6,00 all’ 1,00 di notte. La tariffa per una giornata è di €15. Se optate per questa seconda opzione potrete comodamente salire verso la città alta con la caratteristica funicolare ubicata in Via Vittorio Emanuele, raggiungibile a piedi con una breve passeggiata. Non fatevi scoraggiare dalla lunga coda, la salita impiega poco più di qualche minuto e i tempi di attesa sono decisamente ridotti. Il costo del biglietto è pari a quello di un autobus urbano, € 1,30.

Se invece avete voglia di camminare potete imboccare la scalinata che sale di fianco alla stazione della funicolare e vi condurrà verso Porta San Giacomo, da cui godrete di un primo bellissimo scorcio sulle Mura Venete. Come vi dicevo noi abbiamo raggiunto la città alta in macchina grazie al pass ZTL fornito dal B&B ma troppo curiosi di provare l’esperienza, il giorno successivo siamo scesi a piedi tramite la scalinata e risaliti con la funicolare.

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COSA VEDERE

Ora che abbiamo smarcato il dilemma del parcheggio, potete dimenticarvi della vostra auto fino alla partenza, la città alta si gira interamente a piedi. Abbiate solo l’accuratezza di indossare scarpe comode, sono banditi i tacchi, camminare sui san pietrini che caratterizzano le vie del centro storico può diventare sfiancante con le scarpe sbagliate.

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Siamo ora pronti per il nostro mini tour alla scoperta della città alta di Bergamo.

Per semplicità di lettura ho unito quanto visto il sabato pomeriggio in compagnia di Barbara e quanto visitato in autonomia il giorno successivo. Come anticipato in apertura un pomeriggio non è sufficiente per una visita esaustiva della città alta di Bergamo.

Partiamo dalla Torre del Gombito, dove ha sede l’Ufficio di Informazione ed Accoglienza Turistica di Bergamo (IAT) e che vi invito a contattare in occasione del vostro soggiorno. Potranno fornirvi cartine, brochure e tutte le informazioni necessarie per organizzare al meglio la vostra visita. Il mio suggerimento è ritagliarsi  qualche ora per un tour guidato in compagnia delle bravissime guide, vi porteranno negli angoli meno battuti della città alta e vi racconteranno un sacco di aneddoti interessanti che non si trovano su nessuna guida.

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Sapevate ad esempio che la parola Gombito deriva dal latino compitum ( contare, computare) e il crocevia dove si trova la Torre del Gombito era, in epoca romana, il punto zero, ovvero il punto da cui si iniziavano a contare le strade che a differenza di oggi non erano contraddistinte da un nome ma da un numero. Dalla Torre del Gombito all’attuale Piazza Vecchia, che non esisteva in epoca romana, si estendeva il foro dove si svolgeva la vita pubblica della città.

Ci troviamo in Via Gombito, la via principale dello shopping, animata da botteghe, bar e ristoranti. Noterete subito che tutte le botteghe non hanno le classiche insegne luminose al neon tipiche dei centri moderni e non hanno merce esposta all’esterno. La scelta è dettata dalla volontà del Comune di mantenere il più possibile l’aspetto di borgo medioevale. C’ è solo il negozio di un noto brand di cosmetici che fa eccezione, ma rispetto ai punti vendita in franchising delle altre città ha comunque un aspetto più sobrio.

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L’aspetto medioevale della città alta balza subito all’occhio ma Bergamo è stata una città romana per ben  sette secoli e alcuni resti di questa dominazione sono ancora ben visibili anche se a Bergamo una visita dei monumenti in ordine cronologico risulta difficile. Già in epoca romana la popolazione ha cercato di raccogliersi all’interno delle mura e la mancanza di spazio è stata sopperita costruendo in altezza. A differenza di altre città medioevali, in cui le costruzioni si sono mantenute basse, qui non è insolito trovare palazzi di  cinque o  sei piani, nonostante le problematiche che comportava questa scelta, basti pensare al sistema fognario o di acqua corrente, per citarne alcuni.

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Abbandoniamo la via maestra e andiamo a visitare un posto meno battuto dagli itinerari classici.

Ci spostiamo in Piazza Mercato del Fieno. Proprio per problemi di spazio a Bergamo non c’era un’unica piazza principale dove si svolgeva il MERCATO ma tanti mercati, tante piazzette dove trovare tipologie di merce specifiche. C’era quindi Piazza del Mercato del Fieno, Piazza del Mercato del Pesce, Piazza del Mercato della Legna, Piazza del Mercato del Lino. Era anche un metodo più semplice per facilitare la tassazione della merce.

Le piazzette erano caratterizzate dalle tipiche case torri alla cui base c’erano le botteghe degli artigiani. Oggi di case torri purtroppo ne sono rimaste soltanto 3. A partire dal 1450 la dominazione veneziana ordinò, per motivi di sicurezza di abbassarle o addirittura di abbatterle.

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Qui troviamo la storica bottega del fabbro Scuri, che esercita questa professione da 4 generazioni e sul suo banco da lavoro di pietra viva realizza le bellissime insegne in ferro battuto che caratterizzano le botteghe del centro storico.

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Spostandoci verso l’ex convento di San Francesco possiamo apprezzare un suggestivo scorcio sui vicoli sottostanti. La nostra attenzione è subito attirata da una casa gialla con un numero spropositato di camini. Trattasi di un ex bordello, anche conosciuto come la “casa dei camini” e leggenda narra che il camino acceso fosse un segnale per gli aspiranti clienti, indicava che la “signorina” era impegnata. La casa aveva due ingressi, uno pubblico ed uno di servizio per garantire l’anonimato a chi non voleva essere scoperto.

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Visitamo il Chiostro di San Francesco, un angolo poco conosciuto e spesso tralasciato a favore dei monumenti più famosi ma che merita di essere incluso nel vostro itinerario.

Il Chiostro di San Francesco è un ex monastero, sconsacrato da Napoleone nel 1797. Animato da un’ indole fortemente anti clericale, fece chiudere tutti i monasteri che non avevano una funzione educativa. Oggi è la sede della Fondazione dei Musei della Storia di Bergamo, una sorta di collante di tutti i musei presenti a Bergamo.

Nel primo Chiostro, detto Chiostro della Arche, erano sepolte le famiglie dei nobili di Bergamo.

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Alcune delle antiche pietre tombali rinvenute durante i lavori di restauro sono qui accatastate alla bene e meglio.

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Alle pareti si possono osservare bellissimi affreschi che purtroppo si sono rovinati nel corso dei secoli.  Adoro l’atmosfera raccolta e il silenzio che regna all’ interno dei chiostri, sono ambienti che mi fanno sempre viaggiare indietro nel tempo.

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Il secondo è conosciuto come il Chiostro Blu, un tempo la volta era interamente ricoperta di lapislazzuli che con tutta probabilità sono stati rimossi dai soldati francesi, duranti i saccheggi di epoca napoleonica. Rimane però una bella vista sulla valle bergamasca e sui tetti della città, oltre ad un antico pozzo.

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Percorrendo via San Pancrazio, l’antica via degli orefici, raggiungiamo Piazza Mercato delle Scarpe, una graziosa piazzetta un tempo sede della corporazione dei calzolai, oggi è il punto di arrivo della stazione della funicolare che da Via Vittorio Emanuele porta a Bergamo Alta. Ne ho specificato il tragitto perche’ a Bergamo le funicolari sono in realtà due. La seconda conduce al Castello di San Vigilio ma di questo vi parlerò più avanti.

La funicolare venne costruita nel 1887 per collegare in maniera efficiente le due zone della città ed evitate lo spopolamento della città alta a favore della città bassa. La città alta era infatti diventata una zona molto degradata che versava in pessime condizioni igienico sanitarie. La funicolare fu progettata da Alessandro Ferretti nel 1887. Il primo prototipo andava a vapore con un impianto a due carrozze collegate dal classico sistema “va e vieni”, ovvero il peso di una carrozza aiutava il sollevamento dell’altra. Nel 1917 i macchinari e le stazioni subiscono un processo di ammodernamento portando al sistema attuale a due rotaie.

Oggi, con una pendenza che arriva che nel punto massimo a 52%, la funicolare percorre un dislivello di 85 metri in 2 minuti e mezzo, trasportando 50 persone alla volta.  È il mezzo urbano più utilizzato non solo dai turisti ma dai bergamaschi stessi.

Dalla stazione di arrivo della funicolare trovate il grazioso Caffè della Funicolare. Fermatevi per un caffè e uscite in terrazza per ammirare lo splendido panorama su Bergamo Bassa che avrete letteralmente ai vostri piedi. Sappiate che la luce è migliore al pomeriggio quando non avrete il sole di fronte a voi. Ho adorato questo posto e l’ho eletto uno dei miei angoli preferiti della città.

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Per rimanere in tema ed apprezzare un altro bellissimo panorama su Bergamo bassa dovrete recarvi verso la Rocca, da sempre fortezza militare oggi sede del Museo Ottocentesco Storico della città. L’Ottocento è un periodo storico molto importante per la città di Bergamo, anche conosciuta come la città dei 1.000, i soldati che nel 1860 partirono capitanati da Garibaldi per la spedizione in Sicilia. Dei 1.000 soldati, ben 178 erano bergamaschi.

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Il giardino che circonda la Rocca venne acquistato dal comune nel 1927 e trasformato in un memoriale dei caduti in guerra. Troviamo anche un semovente M15/42 (mi raccomando, non si tratta di un carro armato), riproduzione dei mezzi da combattimenti utilizzati nella sanguinosa battaglia di El Alamein in Egitto (23 ottobre – 4 novembre 1942) in cui morirono 5.600 soldati italiani. Tutti i maschietti di Bergamo hanno sicuramente una loro foto da piccoli su questo cimelio.

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DSC_3960Passeggiando nel giardino attorno alla fortezza possiamo godere di una vista stupenda sulla città, resa ancora più suggestiva dalla calda luce del tramonto. Da qui è ben visibile la Torre del Gombito, dove è iniziato il nostro tour e la Torre del Campanone, che ogni sera alle 10,00 scandisce i suoi 100 rintocchi. Un tempo era un segnale usato per allertare gli abitanti in caso di incendio o di attacco. La statua dorata che si erge sulla cupola della cattedrale è San Alessandro, patrono di Bergamo e festeggiato 26 di agosto.

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Ci troviamo sul Colle di San Eufemia, il punto più alto all’interno delle Mura della città.

Non tutti sanno che Bergamo è stata costruita su 7 colli, proprio come Roma, Istambul, San Francisco e Los Angeles. Oggi questa caratteristica è difficile da percepire perché nel corso dei secoli i colli sono stati colmati per costruire nuove abitazioni o livellati per rendere più agevole la discesa e risalita tra un colle e l’altro. Dal Colle di San Eufemia avrete un assaggio di questa conformazione morfologica originaria.

È tempo di scendere nuovamente nel cuore della città alta, siamo infatti diretti verso Piazza Vecchia. Facendo ritorno in Piazza Mercato delle Scarpe imbocchiamo un vicolo che scorre parallelo alla animata Via Gombito e conduce all’ antico lavatoio, purtroppo ora in restauro e tutto impacchettato.

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Camminando per le vie della città alta ho imparato che a Bergamo non si butta via nulla. I muratori bergamaschi hanno avuto l’idea di riutilizzare lapidi cimiteri soppressi. Fate caso alla pavimentazione, in alcuni punti sono ancora ben visibili le scritte.

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Raggiungiamo Piazza Vecchia, il cuore religioso della città alta ma questo angolo è così ricco di dettagli che ve ne parlerò in un prossimo articolo. Come avrete capito una visita di Bergamo non si esaurisce di certo in una mezza giornata. Sfatiamo quindi la credenza che Bergamo è solo una città di muratori, i magut in dialetto. I bergamaschi sanno godersi la vita, la città è piena di locali, ristoranti e di bellezze storico architettoniche, di cui continuerò a raccontarvi nel prossimo post.

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