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NAMIBIA – Solitaire, il luogo NON luogo

Stamattina sveglia comoda, lasciamo il Neuras Estate verso le 9,00 e per la prima volta percorriamo i 40 km che ci separano dalla C 19 con la luce del sole! Nonostante la visibilità sia nettamente migliore le condizioni della strada rimangono quelle di ieri, anzi più la percorriamo più sembrano peggiorare. Ma buche e dossi a parte, dove lo troviamo un altro paesaggio cosi sfacciatamente incontaminato?

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Guidare in Namibia, al di là di tutte gli accorgimenti che richiede e di cui vi ho già parlato, mi sta regalando un grande senso di libertà, era tanto che non mi sentivo cosi spensierata. Durante i primi giorni tutte quelle ore di macchina e di inattività fisica forzata mi hanno portato, di riflesso, ad una iperattività celebrale, un treno di pensieri di ogni genere mi sfrecciavano per la testa, tanto da indurmi a pensare che non era di certo una meta adatta a persone depresse o con tendenza alla paranoia. Tutto quel vuoto, quell’ infinito, tutte quelle ore trascorse nel nulla, di fatto a fare nulla, potrebbero alla lunga scatenare crisi isteriche. Su di me invece hanno agito come un sedativo, con un conseguente un effetto rasserenante. Dopo pochi giorni la mia mente era calma e lucida, il cervello si era magicamente spento e una volta tanto sono davvero riuscita a godermi il qui ed ora, senza pensieri, senza essere schiavi di nessuno orologio o tabella da rispettare. Ero in viaggio ed ero libera. Quella lunga ed infinita striscia bianca di ghiaia davanti a noi che scompariva all’ orizzonte mi dava l’illusione di potere andare ovunque io avessi voluto.

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E pensare che io non amo particolarmente la macchina; in genere e, quando posso, preferisco camminare ma qui l’auto è davvero l’unico mezzo possibile per girare il paese.

Dopo alcune ore di auto arriviamo in posto il cui nome già di per sé è evocativo. Cosa vi aspettereste di trovare in un posto che sia chiama Solitaire? Eppure, di tutte le tappe che avevamo in programma questa mi attirava in modo particolare, non so spiegarne il motivo ma l’idea di un posto in mezzo al nulla dove era possibile assaggiare la torta di mele più buona del mondo era già di per se un ottimo motivo per farla diventare una tappa, per quanto obbligata perchè non vi sono altre strade, se non altro imprescindibile.

E così dopo aver guidato attraverso una natura selvaggia e mutevole con cui, chilometro dopo chilometro, stiamo famigliarizzando ma senza perdere il gusto della scoperta, arriviamo a Solitaire, questo LUOGO NON LUOGO, definizione letta chissà dove ma che mi sembra calzi a pennello per descrivere questo posto. Una tappa che forse avrei anche potuto non raccontarvi ma mi sembrava di commettere un sacrilegio, perché Solitaire è assolutamente da vedere. 

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Solitaire si trova all’incrocio tra due strade principali, la C14 e la C24, che attraversano il Namib Naufkluft National Park e che collegano Sossusvlei a Walvis Bay e come avrete capito dall’ incipit del mio post, si trova praticamente in mezzo al nulla.

Solitaire, un piccolo insediamento formato da un lodge, per altro molto carino, una pompa di benzina, un piccolo emporio e la famosa pasticceria di Moose McGregor. Tutto avvolto da sabbia, polvere, cactus e rottami d’auto che sembrano catapultarmi sul set di un film western.

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Ma chi era Moose McGregor? Un avventuriero scozzese, un personaggio sicuramente bizzarro che negli anni ’90 decise di stabilirsi qui ed aprire la sua pasticceria. La sua specialità era la torta di mele, preparata secondo una vecchia ricetta di famiglia, una torta talmente buona che McGregor è diventato famoso oltre i confini nazionali.

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McGregor si è spento nell’ Aprile del 2014 ed è stato sepolto proprio qui a Solitaire. Trovate la sua tomba proprio all’ingresso. Peccato non averlo conosciuto di persona. Se è riuscito a rendere famoso un posto sperduto in mezzo al nulla solo grazie ad un dolce fatto in casa, deve avere avuto una personalità estremamente carismatica.

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Vi starete chiedendo se la torta è davvero cosi buona come dicono. Ebbene, assolutamente si!

Sicuramente il contesto e il fascino che aleggiano attorno a questo luogo non luogo hanno condizionato mie papille gustative ma per me era davvero la torta di mele più buona che avessi mai mangiato. Bella spessa, con le mele cotte nel mezzo e crumble di granella come topping. E ovviamente viene servita calda!  Purtroppo la foto non rende, c’era talmente vento in quel momento che non l’ho volutamente tirata fuori dalla confezione per paura che volasse via. E poi si sarebbe raffreddata subito, invece ho voluto mangiarla lentamente per gustarmi ogni singolo morso. Ero tentata di prenderne una seconda fetta ma la torta è bella ricca e per ingordigia mi sarei rovinata anche il sapore della prima.

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Trovandosi all’incrocio dei principali itinerari turistici attraverso il Namib-Naukluft National Park ed essendo l’area circostante scarsamente popolata, è una tappa comune per i turisti, anche solo per fare benzina. All’ improvviso vi troverete circondati da famiglie, viaggi di gruppo, coppie di amici… ammetto che tutta quella umanità dopo tanto nulla, quasi disorienta. Ma non temete, basta rimettersi in marcia che dopo la prima curva vi ritroverete nuovamente soli in mezzo al nulla, di nuovo padroni assoluti della strada.

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A circa 80 km da Solitaire un cartello in mezzo ad una distesa infinita di sabbia ci indica che abbiamo raggiunto il Tropico del Capricorno. Ora dobbiamo aprire una parentesi un po’ noiosa ma ritengo doverosa. Cos’è il Tropico del Capricorno? È quell’ insieme di punti immaginari che formano un parallelo nell’ emisfero australe e in cui il sole, un giorno all’ anno culmina allo Zenith. Quando il Sole è allo Zenith al tropico del Capricorno si ha l’inizio dell’estate australe e di conseguenza l’inizio dell’inverno dell’emisfero boreale. Tantissimi anni fa, quando venne definito il suo nome, il sole nel giorno del solstizio d’inverno entrava nella costellazione del Capricorno, da qui Tropico del Capricorno.

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È solo un cartello, nulla di più ma io trovo suggestivo trovarmi qua e una foto sotto il cartello a testimoniare il nostro passaggio è d’obbligo!

Proseguiamo oltre, la strada che ci separa da Swakopmund è ancora lunga, anzi lunghissima.

Un cartello mi avverte che stiamo attraversato il Gaub Pass un vero e proprio passo montano ma non aspettatevi di risalire una cima, come appunto accade in montagna. Qui curva dopo curva sembra di compiere un viaggio nelle viscere della terra.

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Il paesaggio è molto diverso da quello di stamattina. L’ampia piana aperta ed erbosa, con i colori tipi della savana sono all’ improvviso spariti, lasciando il posto ad una zona pietrosa, brulla, un marasma di rocce che sembrano essere state ricoperte da una colata lavica.

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A poca distanza dal Gaub Pass incontriamo il Kuiseb Pass, il paesaggio non cambia: rocce, curve, discese improvvise e polvere. La strada scende tortuosa in una gola dove crescono solo piante grasse e licheni.

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Le acque tumultuose del fiume Kuiseb e dei suoi affluenti hanno nei secoli scavato numerosi canyon, creando questo paesaggio lunare di grande suggestione. Ora il fiume è in secca e troviamo solo il suo arido letto. Non mancano numerosi punti panoramici dove è possibile fermarsi a scattare una foto.

 

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  1. Guida pratica al viaggio
  2. Deserto del Kalahari
  3. Sossusvlei, Deadvlei & il Sesriem Canyon
  4. Solitaire, il luogo NON luogo
  5. Sandwich Harbour, dove le dune scendono in mare
  6. Il Promontorio di Cape Cross & la Skeleton Coast
  7. Le incisioni rupestri di Twyfelfontein
  8. Visita ad un villaggio Himba
  9. Epupa Falls, al confine con l’Angola
  10. ETOSHA, Guida pratica per organizzare un safari

 

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