ABOUT ME

Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

Stay Connected

NAMIBIA – Guida pratica al viaggio

Come da tradizione partiamo con una guida pratica alla organizzazione del viaggio.

In questo post ho raccolto i grandi dubbi che mi affliggevano prima della partenza, a cui credo di aver dato, almeno in parte, le giuste risposte e spero possano essere utili ai fortunati in procinto di organizzare un viaggio in questa terra meravigliosa, la Namibia.

Ma prima di iniziare, sapete tutti dove si trova la Namibia? Potrà sembrare una domanda scontata ma vi assicuro che più di una persona mi ha guardato con aria interrogativa quando, tutta fiera, annunciavo loro dove sarei andata in vacanza.

La Namibia è uno Stato dell’Africa meridionale, con capitale Windhoek. Confina a nord con l’Angola e lo Zambia, a est con il Botswana, a sud con il Sudafrica. A ovest si affaccia sull’Oceano Atlantico.

È una nazione molto giovane, che ha ottenuto l’indipendenza dal Sudafrica, da cui era amministrata solo nel 1990.

Una mia cara collega consultando la cartina per capire meglio dove fosse ubicata, ha subito esclamato “ma è tutto deserto, sicura che ci vuoi stare 2 settimane?”

In effetti la Namibia è una delle nazioni al mondo meno densamente popolate, seconda solo alla Mongolia, e gran parte del territorio è costituito da deserto. Grandi pianure steppose e altipiani erosi dal sole e dal vento, catene montane ricoperte da dune sabbiose di enormi proporzioni.

5

Questo è quello che evoca la Namibia ad uno sguardo superficiale.  Ma non è esattamente cosi. La Namibia racchiude uno dei più strabilianti cocktails di paesaggi che si possano osservare sulla terra.

Solo per citarne alcuni: il deserto del Namib con le sue dune di sabbia rossa e quelle di Sandwich Harbour che si tuffano in mare. La spettrale Skeleton Coast con la buffa colonia di otarie di Cape Cross. Le incisioni rupestri del Damaraland, gli sperduti villaggi Himba, il Parco Etosha con la sua natura incontaminata. Ho viaggiato tanto e visto posti meravigliosi, in primis in Italia. Ma la bellezza che mi ha circondato in Namibia ha superato ogni immaginazione.

Ora che l’abbiamo ubicata geograficamente, possiamo procedere.

Ogni grande viaggio inizia con l’acquisto di una guida. Come di consueto mi sono affidata alla Lonely Planet che mi ha sorpreso per le su dimensioni estremamente ridotte. Subito ho temuto che fosse dovuto alla scarsità di cose da fare e ma mi è bastato leggere gli utilissimi diari di viaggio pubblicati sul sito di  Turisti per Caso per avere la conferma che di cose da fare ce ne sarebbero state anche troppe in proporzione al tempo a disposizione. Noi avevamo poco più di due settimane, 13 giorni effettivi al netto dei voli, da pianificare al meglio.

L’idea era visitare il paese con il classico “fly and drive”, quindi serviva noleggiare un auto e prenotare le varie strutture lungo il percorso.

VOLO

Una volta stabilito un itinerario di massima la cosa più urgente era l’acquisto del volo e qui mi sono scontrata con il primo grande dilemma. Ovviamente non esistono voli diretti dall’Italia e la maggior parte delle Compagnie, ad eccezione della Air Namibia, prevedono ben 2 scali! Lunghezza del volo a parte i prezzi già i primi di febbraio si aggiravano attorno ai € 1.000/1.200 circa a testa e non erano certo destinati a scendere. Non me li aspettavo cosi alti! Abbiamo valutato varie combinazioni ma niente da fare, i costi erano quelli, inutile dire che avevamo già sforato il budget massimo preventivato. Ma non sono una che si arrende facilmente. Grazie ai consigli di Turisti per Caso, da sempre la mia bibbia, ho contattato la Xenia Viaggi, un agenzia con sede a Prato e specializzata in viaggi nell’ Africa australe, ed ho richiesto un preventivo indicando l’itinerario che avevamo ipotizzato.

L’agenzia, avendo un contratto di collaborazione particolare con Luftansa mi poteva garantire un biglietto aereo ad un prezzo ben più concorrenziale di quanto trovato autonomamente in rete e di conseguenza rientrare nel budget totale ipotizzato per la vacanza, che vi anticipo, non è stata certo delle più economiche. Poco dopo aver dato l’ok all’ agenzia a procedere con le prime prenotazioni è uscita un’ offerta con Air France che ci avrebbe fatto risparmiare €400 sul totale e, per quanto nutra un antipatia viscerale per tutto quanto è francese, mi sembrava stupido non approfittarne. Antipatie personali a parte, di Air France non avevo mai sentito parlare particolarmente bene ed i colleghi che l’hanno utilizzata spesso per lavoro, negli anni, non hanno fatto che darmene conferma. Ero già rassegnata e certa che avrei perso le valigie, con 2 scali poi, figuriamoci! invece mi sono dovuta ricredere. Oltre a non averci perso nessun bagaglio siamo sempre partiti in perfetto orario e non ho davvero nulla da recriminare a questa Compagnia. Ottima scelta quindi.

Per darvi un’ idea della durata del viaggio, che è stato lungo ma pensavo peggio ecco il nostro operativo

  • 12 Agosto Malpensa 17,30 – Parigi 19,00
    Parigi 23.25 – Johannesburg 09,55
    13 Agosto Johannesburg 13,15 – Windhoek 14,10
  • 27 Agosto Windhoek 13,25 – Johannesburg 16,10
    Johannesburg 18,50 – Parigi 05,40
    28 Agosto Parigi 09,55 – Malpensa 11,20

NOLEGGIO AUTO

Questo era il secondo grande dilemma: berlina o 4×4?

Ovunque leggevo che in Namibia la maggior parte delle strade sono sterrate e l’uso del 4×4 era caldamente consigliato, ovviamente aveva dei costi più elevati di una classica berlina. L’agenzia ci ha proposto un opzione di mezzo, un 2×4, un piccolo suv quindi che sulla base dell’itinerario e considerato che eravamo solo in 2 sarebbe stato più che sufficiente, oltre a farci notevolmente risparmiare.

Una 4×4 per 14 giorni di noleggio ci sarebbe costata € 114 al giorno ( € 1.596 totali quindi € 798 a persona). Il costo di un 2×4 è stato di € 83 al giorno ( € 1.162 totali quindi € 581 a persona) per una differenza di € 217 a persona.

Ci siamo fidati ma con il senno di poi vi posso dire senza esitazione che il 4×4 in Namibia dovrebbe essere obbligatorio per legge! Ci è stata assegnata una Renault Sendero Stepway, a questo giro ho veramente fatto pace con la Francia. Da subito mi sembrava alta, robusta, un buon compromesso insomma. Abituata poi a guidare una Yaris, vecchia circa 15 anni, per me era un salto di qualità notevole.

DSC_0192

Ma ci è bastato affrontare il primo sterrato per capire che non avremmo avuto vita facile.

Le strade namibiane sono piene di insidie: sassi acuminati, avvallamenti improvvisi, buche, dossi, e la cosa peggiore, i cordoli di ciottoli formati dal passaggio della lama delle livellatrice che passano quotidianamente per spianare le strade che il governo, per scelta, ha deciso di non bitumare.

A questo va aggiunto la polvere che si alza sistematicamente al passaggio di un’ altra autovettura e crea una vera e propria nuvola impenetrabile di polvere e pietrisco che ostruisce la visibilità per alcuni interminabili secondi.

Pericolosissimi anche i sassi sparati dai veicoli che procedono nel senso di marcia opposto e per ultimo ma non meno dannoso, l’attraversamento improvviso di animali selvatici anche di dimensioni considerevoli.

DSC_1865

Alla luce di quanto appena descritto, l’uso di un 4×4 non ci avrebbe certo esentato da questi pericoli ma ci avrebbe reso la guida più piacevole, se consideriamo che in macchina ci abbiamo trascorso praticamente tutta la vacanza. Inoltre abbiamo dovuto rinunciare a percorre alcuni tratti come la Welwitschia Drive o allungare il percorso al fine di evitare strade il cui transito era consigliato unicamente ai fuori strada.

Bucare è all’ordine del giorno, rimanere insabbiati pure e la guida di un 4×4 impone regole precise. Non sto dicendo che l’uso di un fuoristrada permetta di percorrere qualsiasi percorso ma ci sono stati sterrati in cui la macchina vibrava talmente tanto che avevo paura che la carrozzeria si potesse smontare pezzo per pezzo da un momento all’ altro. Una guida mi ha confidato che in 12 anni di lavoro non aveva mai visto le strade ridotte cosi male. Tornerò su questo argomento mano a mano che entriamo nel vivo del racconto. La nostra buona stella ci ha protetto e per fortuna non abbiamo avuto nessun problema, nemmeno una gomma bucata, e dopo aver percorso certe strade mi sembra quasi un miracolo. Nonostante tutto il mio consiglio più spassionato è, optate per un 4×4, non ve ne pentirete.

DSC_0207

Come documentazione per il noleggio dell’auto basta avere più di 21 anni, la patente di guida internazionale e un carta di credito per la cauzione che vi verrà restituita al momento della riconsegna del veicolo ( la cauzione, ovviamente non la carta di credito!)

Verificate bene tutte le voci incluse nella polizza in caso di sinistro al fine di evitare brutte sorprese. Assicuratevi di avere una ruota di scorta e verificare in maniera scrupolosa assieme ad un addetto della compagnia che la macchina non abbia segni o altri problemi, eventualmente da segnalare tempestivamente e mettere per iscritto per evitare eventuali contestazioni alla riconsegna.

Il navigatore non vi servirà, le strade sono poche  e ben segnalate su tutte le mappe e cartine che potrete reperire, anche quelle secondarie. È una voce su cui potete risparmiare.

Le strade asfaltate sono indicate con la lettera B, seguono le strade principali, lettera C, e le secondarie, lettera D seguite da 4 numeri. Sono comunque riportate su tutte le cartine per cui perdersi è pressoché impossibile. Agli incroci è sempre presente un cartello che identifica il numero della strada, basterà consultare la vostra mappa e saprete quale direzione prendere.

GUIDA

Come avevamo già sperimentato in Sudafrica, anche in Namibia la guida è a sinistra, retaggio della colonizzazione inglese.

Certo, vi ritroverete a percorrere lunghissimi tratti di strada in cui non incrocerete anima viva e, ammetto, a causa del fondo stradale sconnesso in maniera imbarazzante, in più di una occasione siamo stati costretti a guidare in contromano. Non si fa, lo so, ma in certi momenti la priorità è salvare le gomme e le sospensioni ma prestate sempre attenzione all’ arrivo di eventuali veicoli dalla parte opposta, sembra banale ma dopo tanti zig zag si ci dimentica di stare dalla parte giusta. L’arrivo di un altro veicolo era sistematicamente annunciato da una nuvola di polvere che era impossibile non notare e ci dava il tempo di rimetterci sul lato giusto della carreggiata. Ovviamente in prossimità dei dossi e delle curve cieche, non abbiamo mai guidato in contromano, sarebbe stato un rischio troppo elevato, meglio una gomma o due da riparare.

P1020515

Come avrete intuito non potete certo sognarvi di correre. La velocità media è di 60/80 km orari quando si va forte e in certi tratti bisogna andare cosi piano che avremmo fatto prima se l’avessimo fatta di corsa. E ci sono stati momenti in cui ero davvero psicologicamente pronta a spararmi km e km a piedi in cerca di un aiuto se mai fosse successo qualcosa al veicolo. Per fortuna tra viaggiatori ho trovato molta solidarietà. Come dicevo, a noi è andata bene ma più di una volta ci siamo fermati, assieme ad altri, a dare una mano a persone in panne, sapendo che avremmo potuto tranquillamente essere i prossimi.

Viaggiando a velocità ridotta, va da se che, per percorrere 300 km ci si impiega il triplo del tempo che si impiegherebbe su strade asfaltate. Calcolate bene le distanze tra una tappa e l’altra, partite sempre presto la mattina in modo da essere in Hotel prima che faccia buio. Guidare su certe strade nell’oscurità della notte non è divertente. Non esistono lampioni e quando cala il sole sarete immediatamente avvolti dalla oscurità più totale e potrete fare affidamento solo sui fanali della vostra auto e sulle vostre capacità da pilota. Se di giorno passa poca gente, di notte non passa anima viva e le temperature scendono drasticamente; non sarebbe stato divertente passare una notte in auto. Tenetelo a mente!

Un altro fattore da tenere bene in considerazione sono le stazioni di servizio. Fate benzina ogni volta che potere, anche se il serbatoio è sceso solo di una tacca e nel dubbio tenevi una tanichetta in macchina per le emergenze. A noi avrebbe fatto molto comodo, ma anche di questo ve ne parlerò più avanti.

Non voglio spaventarvi, le strade polverose e desolate che attraversano la Namibia non sono sicuramente comode ma regalano viste mozzafiato e panorami unici.

In conclusione: affittate un 4×4, guidate di giorno e con prudenza, calcolate bene le distanze, fate benzina non appena vi è possibile e prima di partire ripassate come cambiare una gomma.

ITINERARIO

Finalmente una buona notizia. Pianificare l’itinerario non è mai stato cosi facile.

Con due settimane a disposizione il giro è quasi obbligato. Potete scegliere se compierlo in senso orario o antiorario ma per una prima volta in Namibia ci sono tappe imprescindibili.

Con qualche giorno in più a disposizione, se non addirittura una settimana, ovviamente le possibilità si amplificano, noi abbiamo dovuto rinunciare al Fish River canyon ma diciamo che con due settimane si riesce comunque ad organizzare un tour abbastanza completo. Poi si sa, una volta sul posto il tempo non è mai abbastanza e non si vorrebbe più ripartire ma questa è un’altra storia.

Qui di seguito trovate il nostro itinerario nel dettaglio con anche gli alloggi dove abbiamo pernottato. Abbiamo preferito il giro orario e tenere Etosha in ultimo, per il gran finale.

  • 13.08.2017 14.08.2017  – Windohek SAFARI COURT HOTEL
  • 14.08.2017 15.08.2017  – Mariental Gochas ANIB LODGE
  • 15.08.2017 16.08.2017  – Namib Sossusulei NEURAS
  • 16.08.2017 17.08.2017  – Namib Sossusulei NEURAS
  • 17.08.2017 18.08.2017  – Swakopmund ATLANTIC VILLA
  • 18.08.2017 19.08.2017  – Swakopmund ATLANTIC HOTEL
  • 19.08.2017 20.08.2017  – Outjo Khorixas TWYFELFONTEIN COUNTRY LODGE
  • 20.08.2017 21.08.2017  – Outjo Khorixas TWYFELFONTEIN COUNTRY
  • 21.08.2017 23.08.2017  – Opuwo Sesfontein OPUWO COUNTRY LODGE
  • 23.08.2017 24.08.2017  – Etosha DOLOMITE CAMP
  • 24.08.2017 25.08.2017  – Etosha DOLOMITE CAMP
  • 25.08.2017 26.08.2017  – Etosha HALALI RESORT
  • 26.08.2017 27.08.2017  – Windohek SAFARI HOTEL

PERIODO

Siamo sotto l’ Ecuatore, quindi le stagioni sono invertire rispetto alle nostre. La nostra estate corrisponde al loro inverno. Le temperature sono miti durante il giorno ( 20°- 25° ), in alcune zona fa anche parecchio caldo ma c’è una forte escursione termica. All’alba e dopo il tramonto le temperature scendono drasticamente, avrete bisogno di felpe pesanti e talvolta anche un piumino non guasta.

È comunque il periodo migliore per osservare gli animali. L’inverno namibiano corrisponde alla stagione secca, e gli animali si radunano attorno alle pozze d’acque per abbeverasi. A differenza di altre zone dell’Africa in cui ho avuto la possibilità di fare dei safari, non dovrete guidare per ore nella speranza di stanare qualche bestiola. Basta appostarvi davanti ad una pozza e saranno gli animali a venire da voi. Ma non una o due zebre, centinaia! Ci sono momenti in cui le pozze sono talmente gremite da non sapere più dove guardare: zebre, elefanti, giraffe, orici, springboks, leoni e rinoceronti…solo per citarne alcuni e talvolta anche tutti assieme! Questo era il mio terzo safari, credevo che nulla avrebbe mai potuto eguagliare il Kenia, in particolare la grandiosità del Masai Mara ma devo dire che la Namibia, oltre ad essere una terra meravigliosa, per osservare gli animali è davvero unica.

DSC_2928

ALLOGGI

Altra nota dolente. Come vi accennavo mi sono messa ad organizzare il tutto agli inizi di Febbraio e con mio grande stupore e sconforto, nonostante il supporto di un agenzia e di corrispondenti locali molti alloggi erano già fully booked. Certo, agosto è un periodo critico ma credevo che muovendomi con ben 6 mesi di anticipo non avrei avuto problemi. Ebbene, certi alloggi particolare all’ interno di Etosha, sono prenotati da un anno all’ altro, quindi se avete intenzioni di organizzare un viaggio in Namibia prima vi muovete meglio sarà per voi. Le strutture recettive non sono tantissime e negli ultimi anni la Namibia è stata presa d’assalto. La zona dove abbiamo avuto più difficoltà è attorno al deserto del  Namib, che tutti puntano a visitare all’ alba. Tutti i camp e alloggi vicini al cancello di ingresso del parco erano pieni e per vicino intendo un raggio di 50 km! Noi purtroppo siamo stati costretti a dormire a 80 km e sulle strade descritte sopra percorrere 80 km equivale ad una vita intera! Ci siamo cronometrati, 2 ore e mezza abbondanti! Va da se che l’alba l’abbiamo vista si, ma dalla macchina e il deserto ci siamo accontentati di vederlo di prima mattina. Ma anche di questo parleremo in seguito, devo in qualche modo mantenere un po’ di suspence, no?  Per il resto tutti gli alloggi che ci hanno proposto erano ottimi, in alcuni l’unica pecca era potersi fermare una sola notte. Tutti i riferimenti li ho già citati nell’ itinerario, vi fornirò più dettagli nei vari post dedicati.

P1030047

ATTREZZATURA FOTOGRAFICA – paragrafo solo per addetti ai lavori 

La Namibia può essere definita il paradiso dei fotografi, sia professionisti che fotoamatori come me. Dopo aver visto il Deserto del Namib ho pensato che, se fossi morta il giorno stesso, sarei morta felice. È uno dei posti più incredibili che abbai mai visto e le foto, per quanto belle e accurate, comunque non rendono la grandezza del luogo, da vivere unicamente sulla propria pelle. Il paesaggio poi, che muta in continuo, con le sue tonalità ocra, dorato e albicocca, non vi stancherete mai di ritrarlo.

Parlando di attrezzatura, come regolarsi?

Avevo con me la mia fedele Nikon D610 con il mio collaudato kit di obiettivi

  • 24-120mm f/4
  • 70-200 mm f/4

La Nikon è stata affiancata da un recente da una Panasomic Lumix LX-100, una compattina leggera ma potente che uso per le escursioni in montagna.

E per l’occasione, ho voluto esagerare. Sotto consiglio di una fotografa professionista molto in gamba e pratica di queste zone ho acquistato un super tele, un Tamron 150-600 mm f/ 5-6.3 un buon compromesso qualità/prezzo. C’è sicuramente di meglio ma gli equivalenti Nikon avevano dei prezzi proibitivi, pari al costo di tutta la vacanza!

Quando mi è arrivato ho preso paura, 2 kg solo di obiettivo! Facevo fatica a sollevarlo.

I primi giorni ero davvero in imbarazzo ma poi poco alla volta ci ho preso la mano e mai acquisto fu più azzeccato!  Ho usato prevalentemente il 70-200 mm e appunto il 150-600mm. Gli animali sono vicini ma non a sufficienza e un ottica lunga, per fare foto di un certo livello, è indispensabile.

Durante i game drive il cavalletto ovviamente era inutilizzabile, non potendo scendere dal veicolo. Mi è tornato molto utili un “bean bag” da appoggiare al finestrino del veicolo, acquistato su amazon poco prima di partire alla modica cifra di € 16 e riempito di riso una volta sul posto.  Ammetto che non ne conoscevo l’esistenza fino a pochi mesi fa ma l’ho trovato geniale.

POLVERE

La polvere in Namibia è e si insinua ovunque! Quando non li utilizzate riponete sempre negli zaini gli oggetti più sensibili come macchine fotografiche, binocoli, cellulari e videocamere. Mano a mano che passano i giorno l’abitacolo dell’auto sarà sempre più malconcio e troverete un dito di polvere ovunque.

AGENZIA

Come accennato, dove aver letto in rete vari blog e diari di viaggi, mi sono affidata alla Xenia Viaggi che ci ha assistito nell’ acquisto del volo, nel noleggio dell’auto e nella prenotazione degli alloggi.

Un corrispondente ci ha accolto al nostro arrivo in aeroporto per la consegna dei vouchers originali degli Hotels e l’assistenza nel noleggio dell’auto. Ci ha consegnato una brochure personalizzata con la descrizione di tutte le tappe del nostro itinerario, gli indirizzi, i numeri di telefono e le strade da seguire oltre alla cartine dettagliata del paese.

Ci hanno anche fornito una carta telefonica (SIM) Namibiana da utilizzare nel nostro cellulare. Molto utile se avessimo dovuto chiamare l’assistenza in caso di emergenza o anche solo per chiamare in Italia alle tariffe namibiane evitando il roaming. L’abbiamo ricaricata il primo giorno presso una stazione di servizio con un credito minimo.

Il servizio fornito dall’Agenzia è stato impeccabile e mi sento di consigliarvela. L’unica recriminazione che mi sento di sollevare è stata la tipologia dell’auto consigliata, anche se poi a conti fatti di problemi non ne abbiamo avuti ma se ripenso a quelle strade….ricomincio a vibrare!

ESCURSIONI & ATTIVITA’

Alcune attività vanno prenotate con largo anticipo.

Ad esempio l’escursione in 4×4 a Sandwich Harbour e il volo panoramico in elicottero sulla Skeleton Coast, due classici a mio avviso imperdibili.

I safari all’interno di Etosha vengono prevalentemente svolti con il proprio mezzo ma la maggior parte dei Camp propone game drive guidati e credo possa valere la pena di partecipare a quelli notturni; dopo il tramonto è vietato uscire dal proprio Camp e guidare in autonomia nel Parco ma è il momento in cui i felini sono più attivi e potreste avere la fortuna di vedere il ghepardo o addirittura lo schivo leopardo. Ci era stato detto che potevamo tranquillamente prenotarci al nostro arrivo ma li abbiamo sempre trovati fully booked! Se vi interessano vi consiglio di consultare il sito della struttura dove pernotterete, verificare le attività proposte e prenotarvi per tempo per non rimare come noi a bocca asciutta!

COSA CAMBIEREI SE DOVESSI RIPIANIFICARE IL VIAGGIO

In ogni viaggio, per quanto pianificato e studiato in modo scrupoloso, è facile che le aspettative si scontrino con la realtà e spesso e volentieri, se si potesse, stravolgeremmo l’itinerario in corso d’opera, magari perché in un posto vorremmo fermarci più a lungo o al contrario, perché non era come ce lo eravamo immaginato.

Questa volta, forse per la prima volta, è stato tutto calibrato in maniera impeccabile, un viaggio quasi perfetto! Certo qualche aggiustamento se dovessi ripianificare lo stesso itinerario lo farei ma poche cose.

Nel dettaglio:

  • Noleggio di un 4×4
  • Ci siamo spinti fino alle Epupa Falls, al confine con l’Angola, ma forse non era il periodo migliore dell’anno per visitarle. Tralascerei questa tappa e forse non mi spingerei fino ad Opuwo, utilizzando quei giorni per visitare una riserva privata o estendere il soggiorno in Etosha.
  • Prenoterei con anticipo i game drive notturni
  • Prenoterei con anticipo il volo in elicottero che alla fine non ci è stato possibile effettuare e ancora mi mangio le mani.

Come vedete, a conti fatti, un bilancio super positivo!

P1020483

SICUREZZA

La Namibia è un paese super tranquillo, i centri abitati che attraverserete non saranno molti ma ricordatevi che siamo pur sempre in Africa, e una famiglia su 4 vive in condizioni di estrema povertà. Cercate di non lasciare sui sedili oggetti che potrebbero richiamare l’attenzioni di ladruncoli e borseggiatori. Ma questa è una regola valida in tutto il mondo. Le uniche vere accortezze le dovete avere alla guida, come già spiegato nel paragrafo dedicato e soprattutto calcolate bene le distanze, meglio partire presto la mattina per essere nei lodge/hotel prima del tramonto.

DSC_1241

VACCINAZIONI

Per l’ingresso nel paese non è obbligatoria nessuna vaccinazione. Può essere consigliata la profilasi antimalarica per chi viaggia nel periodo umido, da novembre a maggio/giugno e che si spinge nell’estremo Nord del paese ma io sono sempre stata contraria alla profilassi, perché non garantisce comunque una copertura totale.

Bene, ora che sappiamo tutto, non ci rimane che partire.

Mettevi comodi e allacciate le cinture. Non vedo l’ora di raccontarvi tappa per tappa questo splendido paese.

 

Leave a reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

×