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CAMBOGIA – I templi più belli ed interessanti di Angkor

Angkor è un complesso archeologico, dal 1992 patrimonio dell’ UNESCO, che si estende per più di 400 km quadrati. Sebbene alcuni templi siano ormai diroccati trapela ancora la grandiosità e la magnificenza dell’antica civiltà Khmer. Il sito di Angkor è immenso e per visitarlo dovete fare necessariamente delle scelte. Una visita completa richiede settimane intere.

Qualcuno potrebbe insinuare che i templi sono tutti uguali e “visto uno, visti tutti”. Non dategli retta!

I templi visitabili sono più di 48, tra cui si contano templi minori e altri con caratteristiche simili, ma ogni luogo ha la sua anima e la sua storia da raccontare. Noi dedichiamo tre giorni pieni alla visita dell’Angor e il quarto giorno organizziamo una gita al villaggio galleggiante sul lago Tonle Sap.

3 giorni credo sia il minimo per una visita esaustiva ma con il senno di poi credo che 4 o 5 ci avrebbero permesso di avere una maggiore libertà e tornare nei templi che più ci hanno colpito in un altro momento della giornata, ad esempio, verso sera quando il grosso dei turisti se n’è andato e avremmo potuto avere il tempio tutto per noi o quasi.

In genere i templi principali sono distribuiti sul piccolo e grande circuito. Il primo, decisamente quello più affollato, include la visita ai templi più celebri e fotografati, tra cui Angkor Wat, il Bayon ed il Ta Phrom. Il grande circuito prevede un giro più ampio e comprende altri templi tra cui il Pre Rup, il Preah Khan ed il Neak Pean.

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Stabilire quanti giorni sia giusto dedicare ad Angkor e quali tempi visitare non è facile, i templi di Angkor sono tutti molto belli e le possibilità che offre questo parco sono davvero tante. Ognuno può stabilire il proprio itinerario in base al mezzo utilizzato per spostarsi ed interessi personali.

E’ un esperienza difficile da descrivere, sono luoghi da vedere, sensazioni da vivere in prima persona.  Camminando tra i resti di questi meravigliosi templi mi chiedo come l’uomo sia stato in grado di creare tanta bellezza: porte intarsiate, bassorilievi, corridoi che si sviluppano come labirinti, statue e altri simboli misteriosi, radici avviluppate alla pietra. Mi sento molto fortunata ad avere la possibilità di toccare con mano pietre millenarie che nonostante i secoli, le intemperie e soprattutto le guerre hanno resistito fino ai giorni nostri. Penso a tutto questo e mi sento avvolta da un atmosfera di fascino e mistero, di cui mi è rimasto un ricordo indelebile.

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Non vi tedierò con una descrizione accurata di ogni tempio che ho visto ma preparatevi ad una carrellata di foto, che spiegano meglio di tante parole! Mi limito a suggerirvi quelli che più mi hanno colpito e che secondo me non vanno tralasciati.

I TEMPLI PIU’ BELLI ED IMPERDIBILI

Il nostro ingresso ad Angkor Thom, (la Grande Città), antica capitale del regno Khmer avviene tramite la Porta Sud, che è anche quella meglio conservata.

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BAYON

Sicuramente il tempio più particolare di tutto il complesso. Si trova al centro dell’ Angkor Thom ed è famoso per i visi sorridenti e a tratti misteriosi scolpiti sui quattro lati delle torri principali. Questi “faccioni” ritraggono Jayavarman VII, il re fece che costruire il tempio. Il suo sguardo ti segue ovunque e la sua espressione enigmatica ricorda vagamente quella della Gioconda. Si contano circa 150 volti scolpiti nella pietra, inutile dire che passeggiando tra i cortili interni e tra i lunghi corridoi di questo complesso potreste avere l’impressione di sentirvi un tantino osservati.

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Non perdetevi i ricchi bassorilievi che ritraggono numerose scene di vita quotidiana e di guerra.

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ANGKOR WAT

L’ edificio religioso più grande del mondo ma la sua maestosità si svela solo a chi ha la fortuna di vederlo con i propri occhi.  È il simbolo non solo della civiltà Khmer ma dell’intera Cambogia, la sua sagoma è infatti presente sulla bandiera nazionale. L’edificio, di base rettangolare, si sviluppa su più livelli che culminano in 5 torri a forma di bocciolo di fiore di loto. Il tempio è composto anche da cortile e gallerie impreziosite da incredibili bassorilievi perfettamente conservati che rappresentano le scene principali dei poemi epici induisti Ramayana e Mahabharata. Calcolate almeno 2 ore per la visita, meglio se accompagnati da una guida per approfondire la storia, la cultura e l’architettura Khmer.

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ALBA PRESSO L’ ANGKOR WAT

Si dice che l’alba ad Angor Wat sia uno degli spettacoli più emozionanti da vivere in Cambogia, un’esperienza consigliata su tutte le guide e proprio per questo dovete arrivare molto presto per assicurarvi un posto in prima fila. In caso contrario quello che avrete davanti sarà uno spesso muro umano. Purtroppo il cielo era nuvoloso e il sole non è riuscito a (fare capolino) farci il buongiorno. Nessuno WHAO di entusiasmo come mi è capitato in altre occasioni. Era comunque da provare anche se, meteo a parte, è difficile assaporare la magia del momento in questa situazione.

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TA PROHM

L’alba ad Angor Wat non è stata spettacolare come speravo, ma se non altro siamo stati tra i primi ad entrare al Ta Prohm, dettaglio non da poco!  Il Ta Prohm si trova a circa 1 km da Angkor Thom, comprende vari edifici di straordinaria bellezza ma l’elemento che lo ha reso unico sono le enormi radici di alberi centenari che avvolgono la struttura. Un luogo unico al mondo, dove natura e architettura si intrecciano tra loro. Il tempio, già affascinante di per se, è diventato famoso in tutto il mondo dopo che vi hanno girato alcune scene di Tomb Raider, con Angelina Jolie nei panni di Lara Croft. Per poterlo apprezzare senza troppe seccature visitatelo all’ alba o la tramonto.

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TA KEO

Un tempio indù dedicato a Shiva. Conosciuto anche come il Tempio-Montagna, per il suo aspetto solenne e la torre centrale alta ben 50 metri. La morfologia della montagna ha un profondo significato filosofico e religioso. La montagna è da considerarsi come l’asse dell’universo, il luogo sacro per eccellenza e il punto di passaggio dal mondo profano a quello divino. Per raggiungere l’apice bisogna affrontare una scalinata ripidissima e piuttosto faticosa, il calore di certo non aiuta ma la vista che si gode dall’alto, tuttavia, ripaga ogni sforzo! Il tempio non ha decorazioni e forse è questo che appare così massiccio e maestoso.

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PREAH KHAN

Anche chiamato Prah Khan o della “sacra spada” è una delle strutture architettoniche più grandi di Angkor. Meno famoso rispetto agli altri templi e di conseguenza meno affollato, il Preah Khan mi ha definitivamente incantato e rimarrà uno dei miei favoriti in assoluto.  Come il Ta Prohm, è un tempio completamente immerso nella natura, gli alberi hanno preso il sopravvento ed invaso con le loro radici le colonne, i tetti delle costruzioni. E’ ricco di fascino proprio grazie a questa natura che selvaggiamente cerca di riprendersi questi tesori a lungo nascosti nella giungla. Un luogo a dir poco magico.

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BANTEAY SREI

Il Banteay Srei è un tempio induista in arenaria rossa dedicato al dio indù Shiva, che dista circa 35 km da Angkor. Soprannominato Cittadella delle Donne” anche se non è chiaro se il nome derivi dal colore rosato della pietra o dalle presenza di decorazioni talmente fini e ricercate, che si pensa solo la minuzia delle donne possano averle realizzate. Non fatevi scoraggiare dalla distanza, la visita al tempio vi permetterà un giro attraverso la verde campagna e le fertili risaie.

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Il mio consiglio più spassionato? DOCUMENTATEVI

I tre giorni di visita ad Angkor sono stati molto concitati, visto il poco tempo a disposizione le visite avevano dei ritmi incalzanti, in certi momenti mi sembrava di essere in un frullatore. Sono stata invasa da sentimenti talmente forti da esserne quasi stordita. Davo la colpa al caldo ma non era l’unica causa. Ora che riguardo con calma le foto e che le emozioni si sono sedimentate, mi rendo conto della grandiosità dell’esperienza vissuta. Molti turisti arrivano ad Angkor con una conoscenza molto superficiale di quello che andranno a vedere. Io stessa ammetto di non essermi documentata a sufficienza, facendo affidamento unicamente alla guida, che per quanto brava e preparata non poteva da sola e in così poco tempo aiutarmi ad assimilare lo tzunami emotivo da cui sono stata sopraffatta.

Per cui, documentatevi in maniera esaustiva prima di partire e non lasciate tutto al caso. Avendo il tempo di digerire tutta la “teoria” a casa, la vostra visita sarà più profonda ed intensa e, una volta sul posto, potrete lasciare spazio solo alle emozioni.

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