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Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

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VALLE D’AOSTA: Valsavaranche e l’altopiano del Nivolet

Oggi cambiamo valle. Dal piccolo paesino di Entrèves (Courmayeur) dove siamo alloggiati ci dirigiamo verso Villeneuve, svoltiamo a Introd, per poi risalire tutta la Valsavarenche fino ad arrivare a Pont.

Lasciamo l’auto nell’ enorme parcheggio, dove troviamo un sacco di piazzole dedicate ai camper e campeggiatori.

Da qui partono numerose escursioni, prima fra tutte quella che conduce al rifugio Vittorio Emanuele II, punto di partenza per la vetta del Gran Paradiso, ma non è per tutti.

Noi siamo diretti al Colle del Nivolet. Imbocchiamo la ripida mulattiera che parte esattamente dietro l’Hotel Grand Paradiso, ubicato ai margini del grande piazzale. Il segnavia che dobbiamo seguire è il nr. 3 e ci attende subito un dislivello di circa 400 mt.

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Attraversiamo da subito un bosco di larici che costeggia il torrente Nivolet, torrente che più in alto forma alcune cascate. P1000613

Il piacere di camminare in mezzo al bosco fresco ed ombroso dura poco, il sentiero diventa ora roccioso ed assolato.

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La salita si fa subito sentire ma io ho la mia tattica, con la scusa delle foto faccio più pause del dovuto ma almeno tiro il fiato. A garanzia di un alibi perfetto ci sono tantissimi fiori e farfalle colorate: viole, genziane, ranuncoli, gigli e tanti altri di cui purtroppo non conosco il nome ma mi sono ripromessa di approfondire l’argomento.

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Fra lastroni di roccia e pendii erbosi guadagniamo quota fino a raggiungere la Croce Roley (2.313 mt) da cui si apre un bellissimo punto panoramico, con la maestosa mole del Gran Paradiso sullo sfondo.

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P1000616 - CopiaLa salita ha richiesto circa un’ora ma la parte più dura della escursione di oggi è andata, il sentiero si fa ora più dolce e attraversa un enorme altopiano utilizzato per l’alpeggio.

Da subito il paesaggio è caratterizzato da acquitrini, lastroni rocciosi e piccoli avvallamenti per poi aprirsi in un vallone dalla estensione incredibile. Pensate che è lungo circa 6 km e impiegheremo 2 ore e 30 minuti per attraversarlo.

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P1000732 - CopiaMi gusto ogni singolo passo, sono senza parole, davvero non mi aspettavo di trovare un ambiente così caratteristico.

Gli escursionisti che incontriamo sono davvero pochi, si sente solo il rumore del vento e il gorgoglio dei numerosi ruscelli che scandiscono i nostri passi. La pace dei sensi!

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A rompere questo incantesimo saranno le mie grida di gioia non appena avvisto la prima marmotta, poi un’altra e un’altra ancora. Ovunque guardassi vedevo qualcosa che si muoveva, non ne avevo mai viste tante! Ho cercato di avvicinarmi il più possibile ma sono troppo leste! Ne osservo i movimenti con il binocolo, che porto sempre con me: giocano, si rincorrono, prendono il sole, annusano l’aria…sono davvero adorabili. Provo ad imitarne l’inconfondibile fischio, nella speranza di farle avvicinare ma a quanto pare devo esercitarmi ancora un bel po’.

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Passiamo accanto alle vecchie costruzioni degli alpeggi abbandonati del Grand Collet (m 2.409) e del Nivolet ( m 2.407), dove pascolano diversi mucche di colore scuro.

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Attraversiamo questa magnifica piana erbosa fin tanto che il sentiero si immette su una strada sterrata che dopo poco diventa asfaltata e conduce ai laghi del Nivolet (inferiore 2.526 mt e superiore 2.534 mt) su cui si affaccia il Rifugio Savoia ( 2.534 mt) che sarà il nostro punto di ristoro. Costeggiando i due laghi, su strada asfaltata, dopo una serie di tornanti si può raggiungere il Rifugio Città di Chivasso (2.604 mt).

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Siamo al valico che segna il confine con il Piemonte. La strada che scende serpeggiando sul fianco della montagna conduce a Ceresole Reale. I laghi e il colle del Nivolet infatti si possono raggiungere anche in auto o in moto dal versante piemontese ma non negatevi la possibilità di una sana camminata attraverso il magnifico altopiano del Nivolet, volete mettere la soddisfazione una volta arrivati?

In origine la strada doveva proseguire e collegare quindi Ceresole con Pont ma per fortuna il progetto è stato abbandonato e mi auguro di tutto cuore che non venga mai portato a termine. Chi sostiene sia stato per mancanza di fondi chi per l’opposizione di alcune associazioni per la tutela della montagna, sta di fatto che sarebbe stato davvero uno scempio rovinare l’atmosfera magica dell’altopiano.

Dopo una merita pausa pranzo a base di polenta e funghi, un punto fermo di questo week end, decidiamo di proseguire oltre e raggiungere il Lago Leytaz (2.701 mt)e il Lago Rosset (2.703 mt). Gambe in spalla, dunque! il sentiero sale ripido ma è meno impegnativo di quella di questa mattina.

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P1000844 - CopiaDall’ altopiano appena sopra il rifugio Savoia possiamo apprezzare ancora meglio i due laghi del Nivolet, peccato solo per la quantità spropositata di macchine, camper e moto parcheggiate sul ciglio della strada. Dalle foto non sembra, mi sono volutamente abbassata per tagliarle fuori ma vi assicuro che erano davvero anti estetiche.

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Il numero di laghi che riusciamo a scorgere aumenta proporzionalmente ai metri di quota che guadagniamo, bellissimo!P1000829 - Copia Ci imbattiamo anche in un nutrito gregge di mucche e pecore che ci osservano incuriosite.

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Potremmo continuare la nostra salita fino al Colle Rosset (3.023 mt) ma si sta facendo tardi e abbiamo ancora tutto il percorso a ritrovo che ci aspetta.  Ritorniamo sui nostri passi ed effettuiamo il medesimo sentiero dell’andata, dando un ultimo sguardo sognante a questa vallata semplicemente meravigliosa.

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Calcolate circa almeno 3 ore per l’andata e 2 e 30 per il ritorno.

Ho esagerato con le foto? forse si, ma erano troppo belle per tenerle nel disco fisso del computer, dovevo condividerle!

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