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Curiosa, entusiasta, sempre in movimento. Da quando ho iniziato a viaggiare non ho piu smesso! Se vuoi conoscermi meglio clicca sulla mia foto.

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VALLE D’AOSTA – Escursione al Lago d’Arpy

È buffo. Trascorro i nebbiosi ed interminabili mesi invernali in trepidante attesa delle lunghe e luminose giornate estive e poi, non appena scoppia il caldo, inizio a rimpiangere giacconi e maglioni di lana! La verità è che amo le mezze stagioni ma ormai è risaputo, primavera ed autunno sono solo vocaboli che rimandano a tempi lontani che ormai non torneranno più. E allora che si fa per sfuggire alla morsa del caldo, dell’ umidità e agli agguati sempre più feroci delle zanzare tigri? Ci si prende un giorno di ferie e si scappa in Val d’Aosta!

Un week end che definirei più che rigenerante, è stato… ossigeno puro!

Avevo dimenticato cosa si prova la mattina nello spalancare le finestre, inalare a pieni polmoni l’aria fresca che quasi brucia le narici, sentire quel brividino scorrere lungo la schiena che riattiva tutti i sensi ancora intorpiditi dal sonno, contemplare le cime delle montagne innevate di fronte a voi e rimanere in estasi davanti l’immensità di un cielo così blu da farvi venire quasi le vertigini. Un sogno!

Diciamolo, la Val d’Aosta è meno sponsorizzata e forse meno conosciuta del Trentino Alto Adige ma nasconde piccoli angoli di paradiso che mi hanno lasciato a bocca aperta. E’ vero anche che sono una dagli entusiasmi facili ma alla fine di questo post non potrete che darmi ragione.

Nonostante sia un venerdì di metà luglio l’autostrada è quasi deserta, dettaglio di non poco conto, soprattutto se la vostra permanenza è limitata ad un week end. Ora, non è assolutamente mia intenzione denigrare una regione splendida come il Trentino Alto Adige ma provate a mettervi in viaggio verso una località qualsiasi del Trentino in questo periodo dell’anno e ditemi quante ore impiegate!

Il primo giorno, essendoci di mezzo il viaggio, eravamo alla ricerca di un escursione non troppo impegnativa da affrontare prima di arrivare in Hotel.

Le alternative erano varie ma alla fine la scelta è ricaduta sul Lago d’Arpy, un bellissimo laghetto alpino dalle acque cristalline, che regala un panorama eccezionale su tutto il gruppo del Monte Bianco.

Da Aosta proseguiamo in direzione Courmayer e lasciamo l’autostrada a Morgex, imboccando la strada che si inerpica verso il colle S. Carlo. Parcheggiamo presso l’ Hotel-Ristorante Genzianella e visto che al nostro arrivo è ormai ora di pranzo ci concediamo un ottima polenta valdostana con funghi e salsiccia.

Lo so, non è certo l’ideale prima di una escursione ma avete presente quelle fami ataviche che vi assalgono appena arrivati in montagna? Era da tanto che non mangiavo cosi di gusto e dopo più di un mese a prosciutto, melone ed insalatone avevo quasi dimenticato la soddisfazione di avere davanti un buon piatto condito. Si, perché con il caldo dell’ultimo periodo era bandito dalla tavola qualsiasi piatto che prevedesse l’uso di forno e fornelli.

L’ escursione è facile facile, anche per chi come noi la affronta con la pancia piena.

Dopo tutto chi l’ha detto che le escursioni, per essere belle, devono per forza essere impegnative?

Il Lago d’Arpy si raggiunge con una camminata di un’oretta a passo tranquillo e adatto a tutti: grandi e piccini, bipedi e quadrupedi.

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Per gli amanti del genere si può percorrere anche in mountain-bike, ma personalmente ho un rapporto di odio profondo con i sellini e affini e preferisco di gran lunga camminare.

Dal parcheggio adiacente all’ Hotel Genzianella si segue il segnavia nr.15 proprio al lato di una bella fontana, scavata in un tronco di legno, dove riempiamo le nostre borracce.

Entriamo subito in un bel bosco di abeti e larici, seguendo un ampia strada in lievissima pendenza.

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In breve raggiungiamo un bivio, proseguiamo in piano, sul sentiero che diparte sulla sinistra, trascurando quello che conduce al Col de la Croix.

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Incontriamo un’altra fontanella, anch’ essa ricavata da un tronco d’albero, dalla quale sgorga acqua freschissima.

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Poco più avanti si apre un bellissimo scorcio panoramico sulla vallata sottostante e il Monte Bianco, anche se oggi la cima è coperta da qualche nuvoletta.

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Nell’ ultimo tratto del sentiero, il bosco si dirada e verso sinistra si può ammirare una imponente cascata che si getta con fragore nel vallone sottostante.

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Ancora pochi minuti pochi minuti di cammino e raggiungiamo il Lago d’ Arpy, a quota  2.066 mt. Un lago che sembra appena uscito da un libro di fiabe, tanto che non mi sarei affatto sorpresa se fosse sbucato qualche gnomo dai cespugli.

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Il Lago d’ Arpy si rivela all’ improvviso, con le sue acque verde smeraldo in cui si specchia il Monte Colmet, bagnato da numerosi corsi d’acqua e cascatelle.

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Pensate che nelle sue acque sopravvive una rara specie di anfibio, il tritone alpino (Triturus Alpestris), presente in pochi altri laghi delle nostre montagne.

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Le sponde del lago sono punteggiati dal rosa dei rododendri e dai colori brillanti di altri fiorellini selvatici che ammiro estasiata. La natura ha davvero buon gusto!

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Potete sdraiarvi sul prato a prendere il sole, assaporando la bellezza di questo luogo incontaminato, fatta eccezione per le risate e schiamazzi di un gruppo di ragazzi che si diverte sull’ unica chiazza di neve rimasta. Ma per fortuna il divertimento è di breve durata e se ne vanno alla svelta. Oppure potete passeggiare attorno al lago, cambiare riva e contemplare  lo spettacolo offerto delle Grandes Jorasses, le cime che fanno parte della catena del Monte Bianco.

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Se invece volete cimentarvi in un trekking più complesso, una volta giunti al lago potete proseguire verso  il Col de la Croix (quota 2.381 m), dove si trovano i resti di alcune fortificazioni o ancora più in altro, verso il Lago di Pietra Rossa (2.553) da cui poter ammirare il Lago d’ Arpy da una prospettiva ancora diversa.

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Per fare ritorno alla macchina percorriamo a ritroso lo stesso sentiero dell’andata.

Ci dirigiamo ora ad Entrèves un grazioso paesino dove avevo prenotato una camera all’ Hotel Shatush, a due passi dalla funivia SkyWay per il Monte Bianco, che al nostro arrivo si rivela in tutta la sua maestosità.

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L’ Hotel è dotato di camere graziose e rustiche, non molto grandi ma molto pulito e ordinato. La nostra camera era dotata di un terrazzino affacciata sul Monte bianco che la mattina ci dava il buongiorno.

La sera abbiamo cenato a Courmayeur, allo Chalet Proment, in Val Ferret.

Essendo uno Chalet, il locale è molto rustico ma accogliente e romantico al tempo stesso. Tutto il personale è stato molto gentile e sempre sorridente anche quando, per un disguido, non trovavano la prenotazione. Il menù offre tutte le portate tipiche valdostane e una lista infinita di polente ma io ho optato per un menu a base di trota, una pietanza non sempre facile da trovare ma di cui io vado ghiotta. Tutto buonissimo e i dolci superlativi.

Tutti i weekend dovrebbero essere cosi!

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