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Street Art a Berlino: i quartieri dove trovarla

Nel mio immaginario Berlino era una città fredda (e non solo da un punto di vista climatico), triste e grigia.

La realtà è ben diversa. Quella che mi ha accolto a braccia aperte è una città gioiosa, viva e colorata. A Berlino ho trovato un’ esplosione di colore che trova la sua massima forma espressiva nella Street Art.

Berlino è una galleria a cielo aperto. E per Street Art non intendo quegli scarabocchi che imbrattano i muri delle nostre città ma dei veri e propri capolavori, alcuni così vividi e ricchi di particolari che sembrano, da un momento all’altro, potersi staccare dal muro che li ospita e vivere di vita propria.

Ci sono opere che occupano intere facciate di palazzi, quindi il colpo d’occhio è pazzesco.

Alcuni murales sono così famosi da essere diventati l’emblema della Street Art berlinese, altri sono di artisti meno noti ma altrettanto belli.

Ho volutamente dedicato una giornata ad andare a “caccia” di graffiti e tutte le volte che ne scovano uno rimanevo letteralmente a bocca aperta!

Vi propongo quindi una mini-mappa dei quartieri principali dove è possibile ammirare queste stupefacenti opere d’arte ma chissà quante ce ne sarebbero ancora da citare e quante ne verranno create solo nei prossimi mesi.

FRIEDRICHSHAIN E LA EAST SIDE GALLERY

Il nostro itinerario non può che partire dal East Side, dove tutto ebbe inizio o meglio una fine, a seconda della storia che vogliamo raccontare. La East Side Gallery è il tratto di muro più lungo rimasto ancora in piedi. Dopo la caduta del muro artisti e graffitari provenienti da tutto il mondo lo hanno ricoperto con disegni straordinari, messaggi di pace, speranza e libertà. Lo stesso muro che ha diviso in due la città per 28 anni è diventato una galleria a cielo aperto tutta da ammirare, lunga oltre 1 km e contenente più di 100 murales.

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Alcuni sono diventati talmente famosi da essere conosciuti anche da chi a Berlino non c’è mai stato, come ad esempio il bacio sulle labbra tra gli ex leader comunisti della Germania Est e dell’Unione Sovietica, Leonid Brezhnev e Eric Honocker. L’ opera è di Dmitry Vrubel.

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Famosissimo anche il dipinto di Birgit Kinder che ritrae una Trabant, l’auto-simbolo dell’ex Germania est, che si apre un varco nel muro.

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Purtroppo nel tempo, i murales sono stati rovinati dalle firme e scarabocchi di turisti irrispettosi ma anche da nuovi graffiti che sono stati disegnati sopra gli originali. Fu così che nel 2009 il muro venne sottoposto ad un restauro e gli artisti delle opere più popolari ridipinsero le proprie opere. Un processo che suscitò numerose polemiche perché alcuni artisti ritenevano che il compenso offerto loro fosse troppo basso ma alla fine quasi tutti acconsentirono al progetto di dare nuova vita ai propri disegni. Ora il muro è protetto, lungo tutta la sua lunghezza, da apposite transenne che sicuramente servono a preservarlo da “incursioni” vandaliche ma allo stesso tempo rendono la visita molto meno entusiasmante. Se ci pensate è un folle paradosso che opere nate per inneggiare e celebrare la libertà siano ora “in gabbia”.

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Appena prima dell’inizio del muro si trova l’ East side Hotel che per anni ha ospitato un murales molto celebre intitolato “I Love Berlin”. Tuttavia è recentemente scomparso, coperto da cartelloni pubblicitari molto più anonimi.

Per raggiungere la East Side dovrete dirigervi nel quartiere di Friedrichshain, tra stazione Berlin Ostbahnhof e la fermata metropolitana di Berlin Warschauerstrasse, oppure come ho fatto io, prendere la U-Bahn fino a Warschauer Strasse.

VERSO KREUZBERG

Lasciamo ora il quartiere di Friedrichshain e dirigiamoci verso quello di Kreuzberg. Potete andare tranquillamente a piedi. Appena attraversato l’Oberbaumbrücke, il ponte con torrette e mura merlate, troverete davanti a voi una inquietante opera di Blu, un celebre e acclamato artista di origini italiane, di cui non si conosce la vera identità. Il Pink Man o Leviatano è impressionante, ritrae un uomo formato da tanti piccoli omini rosa e intento ad ingoiare l’unico omino di colore diverso, quello bianco. Il reale significato di questa opera non è mai stato chiarito, certo è che Blu è un’artista molto sensibile ai temi politici e culturali e quest’opera vi lascerà a bocca aperta.

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Sempre attraversando l’ Oberbaumbrücke, fino al 2014 era possibile scorgere in lontananza altre 2 opere molto celebri di Blu: Brothers, due fratelli che si tolgono a vicenda una maschera e con le dita della mano libera formano una ‘E’ (East) e una ‘W’ (West).  E Chains, un uomo elegante con orologi ai polsi legati da catene, come se fossero manette, simbolo di una vita prigioniera delle apparenze. Le due opere sono state oscurate dall’autore stesso come segno di protesta a tutta una serie di cambiamenti di cui era stata protagonista l’area circostante, tra cui un piano di investimenti edilizi che avrebbero, nel tempo portato comunque alla cancellazione dei murales di Blu.

Blu, anticipando i tempi, ha preferito intervenire in prima persona prima che fossero altri a rovinare la sua opera, come è successo con il murales sulla facciata dell’Hotel citato poco sopra.

“Visti i cambiamenti vissuti dall’ area circostante, abbiamo percepito che fosse il momento di cancellare entrambi i murales”. ( Blu)

Proseguendo lungo Skalitzerstrasse incontrerete i murales di altri celebri artisti.

Astronaut del portoghese Victor Ash, all’angolo con Mariannenstrasse, un gigantesco stencil creato nel 2007 in occasione del festival Backjumps. Per ammirarlo al meglio possibile entrare in un piccolo giardino pubblico adiacente. Un tempo, le bandiere appese in un vicolo vicino, grazie ad un sapiente gioco di luci ed ombre, creavano un effetto ottico tale per cui sembrava che l’astronauta tenesse in mano l’asta di una bandiera. Purtroppo a causa di recenti lavori questo effetto non è più visibile.

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Poco più avanti, su Oranienstrasse, potrete ammirare Hanging Dead Animals di ROA, uno street artist belga famoso per le sue raffigurazioni di grandi dimensioni e quasi sempre in bianco e nero di animali morti. Le sue opere non vogliono però essere macabre ma semplicemente raffigurare la morte come elemento naturale ed inevitabile, simbolo della caducità della vita. Vi confesso che questa opera mi ha turbato anche più del Leviatano di Blu.

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Entrambe le opere sono ben visibili anche dai treni della linea U1 che corrono in superficie e attraversano il quartiere proprio in quel tratto ma andate a vederle da vicino e lasciatevi sorprendere dai dettagli che le compongono.

Proprio all’uscita della fermata della metro di Schlesiches Tor, in Oppelnerstrasse troverete invece The Yellow Man degli Os Gemeos, i fratelli brasiliani Otavio e Gustavo Pandolfo, famosi in tutto il mondo per murales di grandi dimensioni raffiguranti personaggi dalla pelle gialla, stile Simpson per intenderci anche se non vi è alcun rimando alla famiglia di Springfield. Purtroppo il disegno è stato parzialmente coperto dalla tettoia di legno di un negozio.

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HALLESCHES TOR 

Berlino è un galleria d’arte a cielo aperto, camminando per le sue strade è facile imbattersi quasi per caso in murales meno famosi che ricoprono i muri di interi edifici e gli androni dei palazzi. Prendiamo la metro e scendiamo a Hallesches Tor per poi dirigerci verso Mehringplatz, una piazzetta circolare tra anonimi palazzi. È proprio tra i muri di questi palazzi che trovate una raccolta di graffiti a dir poco spettacolari. Su Mehringplatz trovate questi due dipinti.

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Il ragazzo dal cui cappuccio esce uno stormo di colibrì per me è ipnotico.

Proseguite ora dritto su Friedrichstrasse, verso il Judisches Museum e tenete gli occhi ben aperti.

All’ improvviso verrete letteralmente rapiti dagli occhioni di questi bambini e non crederete ai vostri occhi. Oltre 50 ritratti ricoprono i basamenti dei palazzi in un’ esplosione di colore senza eguali.

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ROSENTHALER STRESSE & HUAS SCHWARZENBERG

Nel cuore del Mitte, vicino al complesso Hackesche Höfe, si trova Rosenthaler Strasse.

Una via molto turistica e piena di negozi, non vi aspettereste mai di trovare questa stradina laterale, Haus Schwarzenberg, formata da un insieme di tre cortili interni pieni di graffiti di vari artisti e di varie tendenze. I disegni cambiano spesso quindi non mi stupirei se tra 6 mesi tornassi e non trovassi più quelli appena fotografati.

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Mi sono anche imbattuta in un tour in cui spiegavano il significato dell’enorme scimmione che occupa un intera parete e mi sono sentita punta sul vivo. Lo scimmione, altro quasi 5 metri e fatto interamente da terra con appositi pennelli, è noto con lo pseudonimo di “scimmia stressata” ed è l’allegoria del turista che si stressa nel tentativo di portare a casa più scatti possibili tra macchina fotografica e cellulare e non è più in grado di godersi il viaggio, tenuto conto che il più delle volte le foto, una volta scaricate sugli hard disk dei nostri PC non vengono neppure riguardate. Quanti di voi si riconoscono? Un buono spunto su cui riflettere. Il disegno è stato composto in modo tale che di notte, quando il lampione è acceso, viene usato come flash della macchina fotografica. Geniale!

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In Haus Schwarzenberg è presente un piccolo museo dedicato ad Anna Frank.

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URBAN NATION & BÜLOWSTRAβE

Per ultimo ma non per importanza, solo in ordine di visita.

Chiudo questo post in bellezza fornendovi una dritta che forse non è ancora nota a tutti. Spero quindi di fare cosa gradita.

Su Bülowstraße 97 aprirà a settembre di quest’anno il primo museo tedesco interamente dedicato alla Street Art: Urban Nation, allo scopo di catalogare le opere di strade e spiegarle al pubblico. La facciata dell’edificio che ospiterà il museo è un ottimo biglietto da visita, opera della argentina Marina Zumi. Attorno al museo trovate opere di vari artisti che renderanno la vostra passeggiata molto interessante ed interattiva.

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In questo post ho voluta raccogliete i principali ma sono davvero tanti gli esempi di street art che si incontrano camminando per le strade di Berlino, da murales enormi che occupano interi edifici a dettagli più piccoli che possono sfuggire ad occhi meno attenti.

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Se siete interessati potete partecipare a veri e propri Street Art Tour. Vi segnalo questo organizzato da Alternative Berlin, non l’ho testato personalmente per mancanza di tempo ma ho letto recensioni molto positive e mi sono ripromessa di rimediare al prossimo giro.

Cosi come visitiamole le gallerie d’arte classica muniti di audioguida, credo che avere qualcuno che spiega come sono nate le opere e le motivazioni che ci sono dietro ogni disegno sia fondamentale per capire appieno l’essenza della Street art.

E poi, a settembre tutti a Berlino per l’inaugurazione del museo Urban Nation!

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